Schermo familiare #003

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Sergio M. Grmek Germani dice che La lotta dell'uomo per la sua sopravvivenza è il film da salvare oggi in TV.
Su Rai3 alle ore 01:30.

Dal 1° aprile sbarca su Netflix una delle comedy più stratificate e divertenti degli anni dieci: dal Dan Harmon che poi creerà Rick & Morty, la vicenda di sette outsider diversissimi che stringono amicizia formando un gruppo di studio nella scalcagnata università pubblica di Greendale. Qui vi riproponiamo la recensione della quinta stagione, che ne ripercorre la faticosa e altalenante vicenda produttiva.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

Un ricordo di Emir Kusturica e di un equivoco lungo un festival e oltre.

La citazione

«E questo è quanto (Casinò - Martin Scorsese)»

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News


24 Marzo 2020

Schermo familiare #003

È giunto infine il momento degli aiuti umanitari di Disney+, che con superbo tempismo si insinua nel traffico delle piattaforme di streaming nel momento di maggiore bisogno: arrivano nei salotti italiani titoli familiari come il remake in live action di Lilli e il vagabondo e la serie remake per finta di High School Musical.

 

 
Lilli e il vagabondo (Disney+)
Questo nuovo, ennesimo remake in live action di un classico dell'animazione Disney – il 15esimo del canone e il primo a essere girato sfruttando il cinemascope, restando tutt'oggi visivamente sontuoso nonostante abbia appena compiuto 65 anni – è ottimo per ricordarci un paio di verità importanti. Prima di tutto non scordiamoci che i due umani co-protagonisti del cartone, i padroni della cocker spaniel Lilli, sono i distintissimi, alto borghesi Gianni Caro e Tesoro Caro. Di crudeltà cinematografiche ne vengono fuori tante ogni giorno, ma chiamare un personaggio Tesoro Caro le batte ancora tutte. La seconda faccenda importante è l'amara consapevolezza che gli alti papaveri Disney hanno diviso i cartoni del canone in classici di serie A e classici di serie B. I primi finiscono al cinema sommersi dal battage pubblicitario e con canzoni originali di Beyoncé in colonna sonora. I secondi vengono relegati al solo streaming, diretti da un signore (Charlie Bean) con grande esperienza come animatore ma sostanzialmente all'esordio alla regia di un lungometraggio in live-action, e sceneggiati da un altro signore (Andrew Bujalski) che fino all'altroieri era un eroe del cinema indipendente mumblecore americano e poi ha scoperto che il mutuo non si paga da solo. Non un grande servizio, né a Lilli e il vagabondo, né alla piattaforma di streaming che dovrebbe contribuire a lanciare. In ogni caso è un remake molto tenero e tutti i canetti sono bellissimi e bravissimi, nessun bambino al mondo ne sarà insoddisfatto. 

 

 
High School Musical: The Musical - La serie (Disney+)
Figli che nel 2006 erano in piena età High School Musical, Zac Efron prima degli addominali e Vanessa Hudgens prima di Spring Breakers: questa è per voi. La sfida è cercare di spiegare ai vostri genitori, ed entro la fine della quarantena, il pazzesco cortocircuito meta-televisivo che Disney ha architettato per poter fare un remake senza fare un remake perché un remake di un film vecchio appena 14 anni non ha tutto questo senso. In buona sostanza: c'era una volta il film per la tv High School Musical, una versione cantata e ballata di Romeo e Giulietta (senza il finale velenoso) ambientata in un liceo in cui la cosa più importante del mondo è il musical di fine anno e gli eletti che verranno scelti per metterlo in scena. Personaggi (e attori) azzeccati, musichine orecchiabili e coreografie dinamiche hanno trasformato l'ennesimo film Disney Channel del sabato pomeriggio in un semi-fenomeno culturale a cui hanno fatto seguito due ulteriori capitoli, uno spin-off, un musical teatrale, diverse versioni internazionali e oggi anche questo remake non remake. In cui un ex membro secondario nel cast del musical originale, Miss Jenn, oggi è cresciuta ed è appena diventata l'insegnante di teatro nel liceo dello Utah che a suo tempo fu usato come location per le riprese di High School Musical. Miss Jenn ha un'idea per il primo spettacolo teatrale che metterà in piedi: un musical ispirato a High School Musical. Disney ha un'idea ancora migliore: una serie musical sul musical ispirato a High School Musical. Il mal di testa.

 

 
Looney Tunes Back in Action (Netflix)
Decenni e decenni di ricerca, master, dottorati, scavi archeologici, carotaggi oceanici, sondaggi, exit poll, appelli e maratone telethon: non sono serviti a nulla. Gli scienziati non sono ancora riusciti a trovare un prodotto dell'intelletto umano che, al pari dei Looney Tunes, possa essere apprezzato nello stesso identico modo dalla premiata coppia Grandi e Piccini. Bugs Bunny e compagnia, con il loro slapstick e il loro nonsense, titillano le risate sguaiate dei figli tanto quanto quelle dei genitori. In questo caso ci mette lo zampino anche l'orsacchiotto Joe Dante – già autore, tra gli altri, di Gremlins e Salto nel buio – che per la seconda istanza cinematografica in tecnica mista dei Looney Tunes (come in Space Jam sono affiancati da attori in carne e ossa) mette in scena un'avventura che non sfigura accanto alle missioni più spericolate di Indiana Jones. Bugs, Duffy Duck, il califfo Brendan Fraser e Jenna “Dharma di Dharma & Greg” Elfman partiranno da Los Angeles e faranno tappa a Las Vegas, all'Area 52 e anche al Louvre (con un breve ma indispensabile lezione sul puntinismo) prima di arrivare nella giungla africana, alla ricerca del mitologico diamante Scimmia Blu.

 

 
Dark Crystal: La resistenza  (Netflix)
Jim Henson si è inventato i Muppets, Sesamo apriti e Labyrinth, ovvero tutto ciò di cui c'era bisogno negli anni '80 per essere dei bambini contenti e, allo stesso tempo, segnati a vita. Ma il suo lavoro più ambizioso, quello in cui è riuscito a liberarsi del tutto dei noiosi umani riempiendo completamente lo schermo dei suoi amati burattini, è il fantasy del 1982 Dark Crystal. La storia del pianeta Thra, del cristallo della verità, dei malefici Skeksis e del giovane protagonista Jen, penultimo della sua specie, non si racconta. Si vive. Chiedete a tutti quelli rimasti folgorati dall'universo raccontato da Henson e dal suo socio Frank Oz, gli stessi che si aspettavano un sequel promesso ma mai arrivato, e che si sono dovuti accontentare di una serie di romanzi posticci. Ci mette una pezza (e che pezza: tanto di cappello) Louis Leterrier, che nell'ultimo lustro ha lottato come un leone per riportare sullo schermo il mondo di Dark Crystal, e ci è finalmente riuscito sotto forma di serie tv prequel, aiutandosi con gli innumerevoli appunti ereditati da Henson e Oz. Il risultato è un'epica al contempo ironica e allegorica, che segue la stessa traccia del film – la cui visione non è essenziale per godersi la serie, ma lo sarà dopo essersela goduta – da cui prende colori e ambientazioni. Insomma, è un'altra storia che non si racconta. Si vive. 

 

 
La Befana vien di notte (Prime Video)
Con le scarpe tutte rotte, giusto? Giusto. Il ragionamento è questo: oltre al fatto che non esistono tutti questi film sul tema, a meno di non auto-imporsi un supplizio veterotestamentario pieno di gente che sciabatta nel deserto, c'è anche la seria possibilità che l'edizione 2020 della Pasqua vada in onda in forma ridotta, conclusione coerente con la quaresima di quarantena che stiamo vivendo. A maggior ragione, c'è ancora più bisogno di un po' cinema festivo per famiglie. Ed è giusto, quando disperazione chiama, aggrapparsi a una festa comandata di riserva, una sorta di Pasqua di cortesia. Poi La Befana vien di notte ha anche il pregio di essere uno di quei pochi film italiani degli ultimi anni che ci prova a fare qualcosa di nuovo e cinematograficamente al passo con i tempi, cercando di cucire sul folklore e sulla sensibilità italiane un linguaggio di genere (qui siamo sul fantasy avventuroso) di respiro internazionale. I testi di riferimento sono moltissimi, da I Goonies a Stand By Me, passando anche per Star Wars; e sono tutti al servizio dei sei ragazzini che dal loro intonso villaggio di montagna inforcano le bici e partono all'avventura per cercare di salvare la maestra Paola, un'identità segreta dietro cui si cela da secoli la befana, rapita dall'avvelenato produttore di giocattoli Mr. Johnny.

 

 
Un lupo mannaro americano a Londra (Starz Play)
Ma come? Dice, siamo in cerca di consigli su cosa guardare in famiglia tuttinsiè per ritrovare un po' di serenità che siamo a un passo dal trucidarci a vicenda con i rotoli di carta igienica finiti e tu ci consigli un horror che parla di una bestia assassina truculenta mitologica? Innanzitutto appoggiamo i rotoli di carta igienica e rassereniamoci, che fino a prova contraria stiamo ancora meglio di tanta altra gente. Sicuramente siamo più lucidi, pensa un po', di David e Jack, quei due giovani virgulti americani che avevano in canna una vacanza di tre mesi in Europa e hanno inspiegabilmente deciso di passarla nello Yorkshire, Inghilterra del nord, terra di facce imbruttite, di pub ribattezzati L'agnello macellato, di sconfinate brughiere immerse nella foschia e di stramaledettissimi lupi mannari. Tornando al punto, cari genitori, valutate il seguente argomento: se vi ricordate qualcosa della vostra giovinezza, sapete che anche i vostri figlioli si approcceranno, più prima che poi, all'horror più sanguinolento possibile. Anticipateli somministrando loro, in vostra presenza, pillole del meglio che il genere abbia regalato. A partire dall'immarcescibile classico del 1981 scritto e diretto da John Landis.

 

 
L'Ape Maia 3D (RaiPlay)
Pensate di ricordarvi come si deve dell'Ape Maia, ma è lo solita truffa perpetrata dagli yuppie che imperversavano per le lande post-apocalittiche della televisione italiana anni '80 come tanti piccoli barbari Conan in cravatta. Innanzitutto si è dovuto aspettare 27 anni e una riedizione in Dvd per recuperare gli 11 episodi della prima stagione che Rai2, nel 1980, aveva dimenticato di mandare in onda. Poi nessuno, nella giungla pre-internet, ci è mai venuto a raccontare che l'anime originale era ispirato al romanzo per bambini Die Biene Maja und ihre Abenteuer, scritto nel 1912 da un tedesco con un nome da sultano: Waldemar Bonsels. E quando ti chiami così o diventi famoso per qualcosa di prezioso, o finisci a fare l'allibratore dei combattimenti fra galli. Terminati i dovuti distinguo sull'iconico materiale di partenza, è possibile tornare a concentrarsi su Ape Maia 3D, il remake tutto moderno che i franzosi hanno dedicato all'intraprendente imenottero per il centenario del romanzo, e in cui Maia è decisamente più magra di come me la ricordassi. Cari genitori, avete a disposizione 130 episodi di api, chiocciole, scarabei stercorari, formiche, lombrichi e mosche, tutti parlanti e finemente smussati dalla computer grafica tridimensionale color pastello: dovrebbero bastarvi per tenere a bada la prole almeno per mezzo pomeriggio, e voi potrete tuffarvi nei ricordi di quei pomeriggi anni '80 su Rai2.

 

- quando il divano di famiglia è pieno, non dividete gli schermi: andate a colpo sicuro seguendo questi consigli e unite il telecomando -

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