The L Week

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Simone Emiliani dice che Estasi è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 05:00.

Nello stesso giorno, il 12 aprile, partono negli Usa la terza stagione di Killing Eve e la prima della nuova serie in cui è coinvolta Phoebe Waller-Bridge: Run . Quando arriveranno da noi? Nell'attesa, riproponiamo la recensione della seconda stagione della serie incentrata sul rapporto di odio-amore tra Villanelle e Eve Polastri.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

Un ricordo di Emir Kusturica e di un equivoco lungo un festival e oltre.

La citazione

«You Cannot Be Serious! (John McEnroe)»

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Rinaldo Censi

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News


15 Maggio 2020

The L Week

Fuori(le)Serie #046

Intesa come settimana larga e lunga, fitta di novità seriali in streaming. A partire dal sequel di The L Word, Generation Q, promesso dieci anni fa e finalmente arrivato; e c'è anche la quarta stagione della resuscitata SKAM Italia, che non si è fatta aspettare tutto quel tempo ma comunque era abbastanza attesa.

 

SKY GO

 

The L Word: Generation Q (Usa, 2019) - dal 11/05/2020 
Ai tempi, era il 2009, la prima stagione di The L Word aveva dato il suo bel daffare a un buon numero di opinionisti benpensanti. D'altronde non capitava tutti i giorni di dover difendere i bambini – dico io: nessuno ci pensa ai bambini? – dalla terrificante minaccia di una soap opera di lusso popolata esclusivamente da personaggi omosessuali, bisessuali e transgender. In America poi, terra di bigotti affabulatori, se n'è discusso fin troppo, con la serie che veniva imbracciata da entrambi gli estremi ideologici come strumento di propaganda. Tanto che la co-creatrice e produttrice esecutiva Ilene Chalken a un certo punto ci ha tenuto a ricordare che “Io voglio toccare profondamente le persone. Ma non mi accollerò il peso della responsabilità sociale. Non è compatibile con l'intrattenimento. Combatto contro l'idea che la tv pop sia un medium politico. Io sono politica nella mia vita. Ma qui sto facendo un melodramma a puntate, non sono una missionaria culturale”. E, a sorpresa, in questo caso ha proprio ragione lei. The L Word ha lo stesso valore documentale e politico di Friends, con il valore aggiunto di dare rappresentanza a una comunità precedentemente negletta dalla narrativa televisiva popolare. A dieci anni dal termine della serie, arriva il promesso e atteso sequel, ambientato perfettamente due lustri dopo The L Word, con parte del vecchio cast (Jennifer Beals, Katherine Moennig e Leisha Hailey) che si va a intersecare, nel familiare e frenetico turbinio di relazioni e situazioni, con una nuova infornata di personaggi. Nuove leve che appartengono alla Generation Q del titolo, laddove la “q” sta per “quiet”, tranquillo, e indica una generazione di giovani idealisti che sono attivi nel cercare di conseguire un mondo migliore, ma scelgono di non partecipare al discorso politico e sociale che aiuta a formare l'opinione pubblica o che influenza il processo elettorale.

Cardinal (Canada, 2017) - Quarta stagione dal 11/05/2020 
Chissà qual era, dei tanti saggi da Baci Perugina, quello che diceva: sentirai la mancanza di qualcosa solo quando l'avrai perduta. Ed effettivamente, fino all'anno scorso (come ogni anno), anche tu tremavi d'ansia all'idea delle ferie estive, con la partenza intelligente che chissà perché alla fine si rivela stupida, lo stress di trasportare figlioletti ingestibili fino alla più vicina località balneare dell'Adriatico, le spiagge affollate da altre centinaia di famiglie che hanno avuto la tua stessa brillante idea perché, incidentalmente, non hanno alternative. Oggi, dopo due mesi di quarantena, ti sogni ogni notte di poter tornare su quella spiaggia rumorosa, non importa che sia Lignano, Bibione, Gatteo a Mare, Misano Brasile o Gabicce. Ti basterebbe il profumo di fritto avvolto nella stagnola che arriva dai tuoi vicini di ombrellone, con i tuoi figli che ti tormentano mentre tenti di leggere l'unico genere di libro possibile in tali condizioni sensoriali estreme: il poliziesco da quattro soldi. Fortuna vuole che esiste un ottimo corrispettivo seriale del genere, in questo caso ben rappresentato dal canadese Cardinal. C'è un protagonista che è uno sbirro tormentato e dall'aria al contempo meditabonda e minacciosa, John Cardinal, che litiga puntualmente con la sua superiore perché è troppo ossessionato dai casi che segue e non ha il tempo di convincere questi dannati burocrati che non si ricordano più cosa vuol dire lottare in prima linea. C'è la sua nuova partner Lisa Delorme, a cui in realtà è stato segretamente dato in consegna di investigare sulla possibile relazione tra il misterioso Cardinal e una locale ghenga della droga. Il tutto tratto dalla serie di romanzi di Giles Blunt: un libro a stagione, con gli adattamenti editoriali italiani che sfortunatamente si fermano solamente alle prime due pubblicazioni – Quaranta modi per dire dolore e Cardinal: La stagione delle mosche. Meglio, vuol dire che non c'è rischio di spoiler per la terza e la quarta stagione.

 

STARZPLAY

 

Hightown (Usa, 2020) - dal 17/05/2020
Su su nel nord-est degli Stati Uniti, sulla punta della penisola di Capo Cod, c'è una buffa cittadina balneare che di nome fa Provincetown e che in bassa stagione, quando non è invasa dai turisti, ospita giusto una manciata di artisti e di pescatori, un'accoppiata particolarmente surreale e accomunata solamente dalla passione per il vino bianco ghiacciato e gli oppioidi. A Provincetown c'è anche Jackie Quinones, una che ha svoltato la sua vita ideale quando è riuscita a farsi assumere come agente del National Marine Fisheries Service, l'organizzazione federale responsabile per la gestione delle risorse marine viventi e dei loro habitat lungo le coste di tutto il paese. Praticamente è stata assunta al catasto del comune, ma in più ha una divisa con la pistola ed è giustificata a farsi lunghe passeggiate sul molo. Jackie passa le sue serate a far festa, e le sue giornate a bighellonare tentando di fare colpo sulle turiste svampite grazie al suo ferro d'ordinanza, contando i giorni che la separano dalla pensione federale minima e dal momento in cui potrà definitivamente calare le brache e smettere di far finta di lavorare. Il suo vago piano di vita se ne va a quel paese quando scopre un cadavere trasportato dalla corrente marina sulla spiaggia. Con l'aiuto del detective della polizia locale Ray Abruzzo, Jackie ci mette poco a collegare il morto alla crisi degli oppioidi che da anni attanaglia il nord-est statunitense – e di cui la Quinones ha fatto esperienza in prima persona.

 

 

NETFLIX

 

Processi mediatici (Usa, 2020) - dal 11/05/2020
Se n'era cominciato a parlare nel febbraio del 1967. Quando David Frost – quel giornalista inglese che non aveva paura proprio di niente, tanto che dieci anni dopo avrebbe messo all'angolo l'ex presidente Richard Nixon in una delle interviste televisive più memorabili di sempre – ospita nel suo programma il truffatore singalese Michael Marion Emil Anacletus Pierre Savundranayagam, meglio conosciuto come Emil Savundra. Frost non intervista Savundra: lo interroga ferocemente, dando per scontata la sua colpevolezza non ancora riconosciuta dal sistema giudiziario, e gli aizza contro il pubblico in studio. Viene coniato il concetto – nel senso moderno: già da tempo era chiara l'influenza in tal senso dei mezzi di comunicazione di massa – di processo mediatico, un modus operandi dei mass media con cui oggi, più di cinquant'anni dopo quello spettacolo d'arte varia, siamo perfettamente familiari. Anzi, è un fenomeno dato talmente per scontato che difficilmente attira l'attenzione dal grande pubblico. Questa docuserie in sei episodi, prodotta fra gli altri da George Clooney, racconta altrettanti processi che sono stati influenzati dal tentacolare intervento dei media, dalla manipolazione dell'opinione pubblica che prende forma e interviene concretamente nella realtà processuale. Processi mediatici si sofferma sulla narrativa sensazionalistica (e il più delle volte falsa) che viene ricevuta dal pubblico come oro colato e diventa una verità dalla quale gli accusati si trovano costretti a difendersi o giustificarsi.

Bordertown (Finlandia, 2016) - Terza stagione dal 11/05/2020
Ai finlandesi non gli si può voler male, che sono una nazione di gente tranquilla e con una serie di passioni semplici e sicuramente condivisibili. Ai finlandesi ci piace fare la sauna, parlare una lingua agglutinante e complicatissima, ubriacarsi molto male guardando i film di Aki Kaurismäki, sparare ai nazisti stando tutti nascosti nella neve per settimane e settimane e guardare di sottecchi i russi che fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio. Inaspettatamente, salta fuori che i finlandesi hanno anche una certa passione per il noir. Non gli viene bene come le saune o come i cecchini ammazza nazisti, ma poteva andare molto peggio. Non guasta avere la Lapponia come set naturale, per prima cosa. La premessa di Bordertown, allegra come i film di Kaurismäki di cui sopra, è che il talentuoso ispettore del National Bureau of Investigation finlandese Karl Sorjonen decide di abbandonare il suo impegnativo lavoro nel momento in cui alla moglie viene diagnosticato un cancro al cervello. Alla ricerca di una nuova vita più tranquilla per potersi prendere cura della famiglia, Karl fa armi e bagagli e si trasferisce con moglie e figlia adolescente all'estremo nord del paese, nella città di Lappeenranta (a 30 chilometri dal confine con la Russia) dove diventa il capo della polizia locale. Le speranze di una routine noiosa, dove l'evento più eclatante è il macellaio che fa la cresta sulla carne di renna, saltano quando Sorjonen e i suoi metodi infallibili da sbirro di città cominciano a subodorare loscaggini varie ed eventuali. 

SKAM Italia (Italia, 2018) - Quarta stagione dal 15/05/2020
Stupefacente. Dice che per parlare dell'adolescenza sarebbe il caso di andare oltre agli effluvi sgradevoli e ai vani sforzi per liberarsi nella maniera più deludente possibile della propria verginità. Dice che è il periodo in cui si assorbono la maggior parte delle sfumature che costruiscono la socialità; in cui si impara cosa sia la pressione e come gestirla. E infatti la norvegese Julie Andem, quando aveva 33 anni e ancora un vago ricordo di tutto questo, nel 2015 si è inventata una webserie che prendesse le premesse semi-antologiche di Skins – ogni episodio dal punto di vista di un protagonista adolescente fotogenico diverso, sempre però come pretesto per parlare di argomenti sensibili come razza, sessualità, salute mentale – ma con un impianto più realistico e un impatto quotidiano sull’esperienza degli spettatori. La formula di SKAM, i cui personaggi hanno una vita social che permette a chi li segue di riempire i vuoti tra una puntata e l’altra, ha spettinato adolescenti (e non) a destra e a manca, vincendo remake in tutto il mondo. Il titolo di rifacimento migliore se lo prende, grazie all'acume del suo creatore Ludovico Bessegato, l’Italia, dove i tormentati protagonisti della prima stagione Eva Kviig Mohn e Jonas Noah Vasquez diventano gli altrettanto burrascosi – uragano livello: ti ho visto online, perché non hai risposto? – Eva Brighi e Giovanni Garau. Dopo tre stagioni che, sull'argomento adolescenza, portavano a spasso serie più titolate e pubblicizzate come Baby, TIMvision ha inopinatamente staccato la spina alla serie. Fortuna che c'è Netflix, che con gli spicci raccattati nel portamonete del SUV aziendale ha finanziato una quarta stagione. Che sarà un po' strana, dal momento che lo scoppio della pandemia globale ha reso inutilizzabili tutti i contenuti social già approntati.

I ciarlatani (Colombia, 2020) - dal 15/05/2020
Juan vive con lo stigma sociale della passione per la prestidigitazione. Ha anche un nomignolo di battaglia. Non il nomignolo che sperava, qualcosa di eclatante tipo Il Magnificente Frangiovedì o Il Fantasmagorico Magovitch; bensì quello che, oggettivamente, si merita: Il Men che Ragguardevole Juanquini. Il fatto di essere un mago abbastanza scarso – e di mettere in terribile imbarazzo la sua famiglia con le sue prestidigievoluzioni – non abbatte l'entusiasmo di Juan, che rimane un personaggio di quelli buffi, adorabili e positivi. Talmente positivo che non solo decide di non rinunciare alla carriera da prestigiatore, ma si mette in testa di creare un trucco epocale che cambierà per sempre la sua carriera. O la va, o la spacca. E Juan la spacca davvero male, visto che ha la brutta idea di inaugurare il suo nuovo numero a una festa per cui viene assunto, organizzata da un famigerato cartello della droga, in cui il mago pirlotti fa sparire nientemeno che il padrino della ghenga. E non riesce a farlo riapparire. Il boss è scomparso nel nulla e Il Men che Ragguardevole Juanquini ha sia gli occhi del cartello sia quelli della polizia addosso, che lo pressano per ritrovare l'uomo più ricercato del paese. 

Lavoro a mano armata (Francia, 2020) - dal 15/05/2020
Da un romanzo di Pierre Lemaitre del 2010, da noi edito da Fazi con il titolo Lavoro a mano armata, alcuni francesi hanno tratto una miniserie in sei puntate la cui cosa più interessante, sulla carta, sembra essere la lussuosa interpretazione di Éric Cantona. Ex calciatore di quelli che ti esaltano con giocate sorprendenti e sopraffine e poi si fanno espellere perché prendono a calci volanti i tifosi avversari, Cantona ha dimostrato da tempo di avere una barba in grado di lasciare un segno nel mondo della recitazione, esattamente come i tacchetti delle sue scarpe lasciavano il segno sugli sterni degli ultras. È apparso in Elizabeth, ha scritto il soggetto e ha interpretato con grazia e ironia se stesso ne Il mio amico Eric (sottotitolo: quando Ken Loach fa le commedie ma senti che non c'è nulla di divertente in un postino di mezza età in crisi esistenziale), ed è tornato a Cannes anche nel 2014 come co-protagonista (al fianco di Mads Mikkelsen ed Eva Green) del western The Salvation. Qui Cantona veste i panni di Alain Delambre, ex responsabile delle risorse umane di un'azienda che, quando l'uomo ha sorpassato i 50 anni, gli ha dato il benservito per sopraggiunta vecchiezza. Alain ha un famiglia da mantenere, moglie e due figlie, e negli ultimi 6 anni si è arrabattato tra diversi lavori precari e frustranti. L'ultimo dei quali, in fabbrica, lo perde quando viene preso a calci dal suo caposquadra e reagisce proprio come avrebbe reagito il vero Cantona: pizze in faccia. Di nuovo senza lavoro e con la minaccia di dover risarcire 100mila euro di danni all'ex collega, Alain accetta lo strano invito di una società di reclutamento, che gli propone di partecipare a un bizzarro esperimento ideato da una multinazionale dell'aeronautica in crisi, che vuole simulare uno scenario in cui i suoi dirigenti vengono presi in ostaggio per monitorare le loro reazioni. Chissà cosa potrebbe andare storto.

White Lines (Spagna/Gb, 2020) - dal 15/05/2020
Dice il biglietto da visita ufficiale della serie che in molti pronosticano essere il messia pre-estivo del panorama streaming: “Quando il cadavere di un leggendario DJ di Manchester viene ritrovato a vent'anni di distanza dalla puntata di Chi l'ha visto? - Edizione Ibiza a lui dedicata, la sorella dell'uomo, Zoe Walker, ritorna sulle splendide spiagge spagnole per scoprire cos'è successo. Le sue indagini la condurranno in un elettrizzante mondo fatto di discoteche, bugie e coperture, costringendola a confrontarsi con il lato oscuro del suo carattere, quello che porta le persone a vivere sul filo del rasoio”. Una roba scritta in comunicatostampese così stretto e impomatato che non ha il coraggio di insistere sulla triade di sublime ignoranza che suggerisce solo timidamente: inglesi; in vacanza a Ibiza; nel 2000. Lo spettacolo d'arte varia di petti pallidissimi su facce color principe Harry che smascellano urlando I'm Blue Dabadidabada. Quelli di Netflix se la sentono un tot calda per White Lines. Un po' perché si tratta di uno degli ultimi originali finanziati dalla piattaforma che è riuscito a concludere il grosso della post-produzione prima della crisi Coronavirus; ma soprattutto perché la serie nasce dalla collaborazione fra lo showrunner spagnolo Álex Pina – il mastro birraio che ha creato La casa di carta, Vis à vis - Il prezzo del riscatto e Il molo rosso – e il satrapo inglese Andy Harries, al cinema candidato all'Oscar per The Queen - La regina e in tv fra i produttori esecutivi di Outlander e The Crown

The Queen and the Conqueror (Colombia, 2020) - dal 16/05/2020
Dice, anche in questo caso in perfetto comunicatostampese, la sinossi ufficiale della serie: questa è la maxistoria di come la sua vita è cambiata. Sigla sbagliata. “Questa è la storia di India Catalina, donna Calamari – popolazione indigena che abitava le coste atlantiche dell'attuale Colombia – che ha ceduto la sua anima, il suo cuore e la sua vita a un conquistatore. La serie ricostruisce una delle prime storie d'amore nel continente americano fra una donna autoctona e un invasore spagnolo [leggi: aaaw, ma quindi gli europei hanno esportato anche il morbo dell'amore oltre a morbillo vaiolo e varicella] Dopo aver fondato la città di Certagena de Indias, Pedro de Heredia, spinto dal bisogno di salvare il fratello, tradisce Catalina. Con il cuore spezzato, la donna scappa. Ritorna 18 anni più tardi, e la sua anima è spinta da un'unica missione: la vendetta. Distruggere la vita di Pedro de Heredia alla stessa maniera in cui lui, dopo averla fatta innamorare, ha distrutto la sua”. C'è della pervicacia anche un po' vigliacca (e un tantino obsoleta) nel voler trasformare in grande storia romantica la vicenda realmente accaduta a una bambina india: rapita a 14 anni, derubata del nome e della libertà, costretta a imparare lo spagnolo e il cattolicesimo per fare da interprete fra i suoi carcerieri i suoi vicini di casa che di lì a poco sarebbero stati massacrati e/o defraudati dai suoi carcerieri. 

 

 

- questa rubrica settimanale esce il venerdì per consigliarvi come distruggervi di binge watching intensivo durante il fine settimana -

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