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Mauro Gervasini dice che La promessa è il film da salvare oggi in TV.
Su Sky Cinema Suspense alle ore 22:30.

La Berlinale conferma: il suo fondatore è stato un consigliere nazista

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

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L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Tutti i travestimenti del mondo non coprono la puzza di marcio. (Zatōichi)»

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Nicola Cupperi

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News


9 Ottobre 2020

We Are What We Watch

Fuori(le)Serie #063

Settimana seriale prestigiosa, con l'arrivo del tanto atteso primo lavoro televisivo di Luca Guadagnino (We Are Who We Are), ma anche dello spinoff di The Walking Dead (World Beyond) e della bella antologia horror The Haunting of Bly Manor.

 

NETFLIX

 

To the Lake (Russia, 2019)  - dal 07/10/2020
Ohssì. Mancava solo il proverbiale buonumore russo per risollevare un po' uno spirito globalmente atterrito da questo mefitico 2020. La serie, che in originale si intitola Epidemiya lasciando poco spazio a eventuali dubbi, si inserisce in quel filone dell'horror virologico/pandemico in cui ci viene mostrato, semmai si possano ancora avere dubbi, come un essere umano disperato possa essere molto più pericoloso e spaventoso dell'epidemia in sé. Qui siamo in barca con due famiglie della Mosca bene, che si ritrovano ad affrontare fianco a fianco lo scoppio di una pandemia che, nell'ordine, rende bianche le iridi, fa sputare sangue, uccide i contagiati e quindi convince bande di criminali a fingersi militari che rastrellano i quartieri ricchi per saccheggiare le case e stuprare le donne. Molto bene, molto russo. Da una parte abbiamo la psicologa Anna, il suo nuovo compagno Sergey (a sua volta titolare di un'altra situazione famigliare semi-disastrata) e il di lei figliolo con sindrome di Asperger Misha; dall'altra i loro vicini, il borioso Lyonya, la sua nuova (giovane e incinta) moglie Marina e la ribelle (e viziata, e alcolizzata) adolescente Polina. Riusciranno i nostri russi eroi a scampare alle violenze e a trovare del lievito al supermercato? Lo scopriremo solo guardando.

The Haunting of Bly Manor (Usa, 2020) - dal 09/10/2020
A un certo punto della loro esistenza, Amblin (compagnia di produzione fondata da Spielberg) e Netflix hanno deciso di aver bisogno di una serie antologica horror d'ispirazione letteraria: ogni stagione ricavata da racconti o romanzi horror classici, che nel tempo sono rimasti nella memoria di troppi pochi appassionati. E per realizzarla, chi meglio di Mike Flanagan? Uno che è nato e cresciuto a Salem (terra di streghe e di vampiri) e che ha fisiologicamente sviluppato una passione enciclopedica per l'horror, fino a essere scelto per dirigere Doctor Sleep, nientemeno che il sequel di Shining. La prima stagione (he Haunting of Hill House) è successa un paio di anni or sono, e pur non trattando con particolare rigore filologico il testo di provenienza (il seminale romanzo di fantasmi L'incubo di Hill House, pubblicato da Shirley Jackson nel '59) si è rivelata uno dei gioielli di genere di quella stagione seriale. Flanagan tenta di ripetersi con la seconda annata. Stavolta, per trovare una fonte adatta, va ancora più indietro nel tempo per scomodare Henry James e il suo iconico racconto, pubblicato nel 1898, Il giro di vite (che già fu ispirazione per The Others). Di nuovo, quindi, ritroviamo la giovane governante che viene assunta da un ricco gentiluomo affinché si prenda cura dei due nipoti rimasti orfani. Seguiranno apparizioni misteriose e spaventose. 

 

PRIME VIDEO

 

The Walking Dead: World Beyond (Usa, 2020) - dal 05/10/2020
Potrete anche essere i fan numero uno di The Walking Dead e negare con insistenza che sia la cosa più strascicata e ricolma di filler di dubbia utilità sulla faccia della tv, ma stareste ingannando solo voi stessi. Sicuramente è una serie seminale nella costruzione minuziosa di un mondo ucronico. Ma è la noia. E se, a riprova di ciò, non bastava nemmeno l'impietoso paragone con Fear the Walking Dead - valida serie prequel che racconta le peripezie della famiglia allargata Clark/Manawa e della famiglia salvadoregna dei Salazar - a confermarlo inequivocabilmente arriva uno spinoff in salsa adolescenziale: World Beyond. Che sin dalla prima puntata - e complice una svelta struttura in due stagioni fissata ancor prima del debutto - si dimostra più agile e fresca della serie originale (presto in conclusione con gli ultimi 24 episodi dell'undicesima stagione). I protagonisti di World Beyond, ambientata 10 anni dopo l'apocalisse zombie, sono quattro ragazzi che rappresentano la prima generazione di giovani adulti maturati durante il nuovo corso dell'umanità. Iris, aspirante scienziata, e la ribelle Hope, sua sorella adottiva, faranno comunella con i coetanei Silas, timido ma non nuovo a scatti di violenza, ed Elton (l'intellettuale del gruppo) in una missione che li porterà, per la prima volta nella loro vita, fuori dalle barricate della colonia in cui vivono pressoché normalmente.

 

DISNEY+

 

The Right Stuff - Talenti spaziali (Usa, 2020) - dal 09/10/2020
Per chi non se lo ricordasse, Uomini veri è un film del 1983 (scritto e diretto da Philip Kaufman) che ripercorre tutta l'incredibile corsa dell’aviazione militare americana, dai primi aerei supersonici fino al programma aerospaziale che culminò con l’allunaggio del 1969. È un film oceanico (193 minuti) e minuzioso nel raccontare la storia nella maniera più completa possibile e dando voce praticamente a tutti - è una storia che abbraccia un arco di tempo di quasi 20 anni, e ci sono più di 130 personaggi con battute: un'enormità. Roger Ebert - e dopo di lui (tra i tanti) anche George Lucas, James Cameron, Tarantino e Nolan - all'epoca lo definì un film perfetto. A essere meno d'accordo fu Tom Wolfe, dal cui romanzo/reportage del 1979 (da noi pubblicato come La stoffa giusta) Kaufman trasse il film. A parere del romanziere e giornalista scomparso nel 2018, Uomini veri si prendeva troppe licenze poetiche e, soprattutto, faceva spiccare troppo la figura di Chuck Yeager, l'uomo più vero fra gli uomini veri, il primo essere umano a infrangere la barriera del suono; ma anche colui che non fu scelto come membro dei Mercury Seven, il primo nucleo di sette astronauti selezionati dalla NASA nel 1959. A tornare sul testo di Wolfe in maniera più rigorosa ci pensa questa serie voluta da National Geographic (e ospitata da Disney+), che torna a puntare il fuoco della storia sui Mercury Seven e sulle loro esperienze, professionali ma anche e soprattutto personali, nel loro complesso ruolo di primi americani destinati a viaggiare nello spazio. 

 

NOWTV

 

Un volto, due destini - I Know This Much Is True (Usa, 2020) - dal 06/10/2020
Guarda che bel cortocircuito. C'era una volta un romanzo (La notte e il giorno) pubblicato nel 1998 da Wally Lamb. A un certo punto Lamb porta il romanzo a Mark Ruffalo e, presumibilmente, gli dice qualcosa tipo: “Mark, sei l'unico che possa interpretare i due protagonisti di questa storia molto tragica e molto americana, gemelli completamente speculari e agli antipodi, cresciuti dagli stessi traumi famigliari fino a diventare due adulti che ospitano gli stessi demoni e le stesse colpe, ma li affrontano in maniera diversa, pur se interconnessa”. Mark ha accettato il complimento con umiltà e ha portato il romanzo a Derek Cianfrance - probabilmente dicendogli qualcosa tipo: “Derek, sei l'unico che possa scrivere e dirigere e bla bla bla” - il quale l'ha adattato in una miniserie molto americana e molto tragica e ha chiaramente dato il ruolo di protagonista a Ruffalo - correttamente premiato con un Emmy per il doppio ruolo dei gemelli protagonisti. Ne sono venute fuori sei puntate che mostrano la parabola personale e famigliare di Dominick e Thomas. Più che un romanzo biografico, una via crucis di sofferenze, malattia, sensi di colpa, assunzioni di responsabilità e ferite mai rimarginate; una miniserie che non racconta nulla di nuovo - anzi, rimanda a un certo cinema di impegno anni '80 che oggi al cinema non esiste più così tanto - ma lo fa in maniera sublime e attenta ai dettagli. 

The Good Lord Bird - La storia di John Brown (Usa, 2020) - dal 07/10/2020
Se non conoscete John Brown, uno dei personaggi più ragguardevoli e allo stesso tempo terrificanti della storia americana, è ora di rimediare. A cavallo tra la prima e la seconda metà dell'800, il furibondo John Brown è stato fra i più convinti e violenti fautori (bianchi) dell'abolizione dello schiavismo. Una posizione, la sua, che derivava da una forte convinzione morale e religiosa, che quindi condiva di furore mistico e attitudine al martirio la sua lotta contro l'istituzione schiavista e gli stati del Sud. Mentre la nazione avanzava inesorabile verso una guerra civile che nessuno voleva, ma che tutti pian piano cominciavano a ritenere indispensabile per dirimere la frattura tra abolizionisti e sudisti, John Brown aveva già intrapreso la sua personale carriera di guerrigliero e guastatore. Comincia tutto nel 1837. In risposta al linciaggio di un abolizionista dell'Illinois, Brown giura solennemente e pubblicamente che: “Qui, dinanzi a Dio altissimo, in presenza di questi testimoni, da questo momento in poi giuro di portare odio eterno nei confronti dello schiavismo e consacro la mia vita alla sua definitiva e totale distruzione!”. E ha mantenuto la promessa. Dopo vent'anni di lotte in stile vietcong, dopo aver contribuito allo sviluppo della Ferrovia Sotterranea che aiutava gli schiavi a fuggire in Canada o Messico, dopo aver tentato (quasi da solo) di mettere in ginocchio i sudisti assaltando un arsenale della Virginia (evento che contribuirà allo scoppio della Guerra di secessione) alla fine John Brown viene catturato e condannato a morte nel 1859. Qualche secolo dopo, siamo nel 2013, il romanziere James McBride pubblica The Good Lord Bird, in cui racconta la figura di Brown dal punto di vista di un ragazzo schiavo, Henry Shackleford, che si imbatte per caso nel feroce abolizionista e decide di seguirlo. Qualche anno ancora più tardi e il romanzo di McBride è diventata un'omonima miniserie, voluta, creata e interpretata da Ethan Hawke. 

We Are Who We Are (Italia/Usa, 2020) - dal 09/10/2020
Ci saranno un sacco di persone che vi illustreranno i notevoli paragoni tra Chiamami col tuo nome e We Are Who We Are. E faranno molto bene, sia per questioni di coerenza artistica, e per segnalare il progresso del percorso autoriale di Luca Guadagnino; sia perché le parabole dei due protagonisti, l'Elio del film e il Fraser della miniserie targata HBO/Sky Atlantic, sono narrativamente e umanamente abbastanza simili. In entrambi i casi il testo è quello di un romanzo di formazione (tardo) adolescenziale - Elio ha 17 anni, Fraser ne ha 15 - che ha per protagonista un ragazzo omosessuale strapiantato dal proprio ambiente e inserito nell'humus della profonda provincia italiana. Ma chiariamoci. Chiamami col tuo nome è ambientato all'inizio degli anni '80, si comunica per telefono o per lettera, Elio viaggia in Italia di sua sponte e comunque viene ospitato in una splendida villa adagiata nelle verdi campagne del cremasco. We Are Who We Are è ambientato nel 2016, in un'epoca già connessa dalla rete, e al 15enne Fraser viene chiesto di seguire la paziente madre colonnello (Chloë Sevigny) e trasferirsi da New York a una base militare americana situata a CHIOGGIA. Ci credo che il ragazzino è incazzato. Tutto l'amore del mondo per Chioggia, le sue case colorate, il suo pesce fresco e i suoi chiozzotti con i cognomi tutti uguali. Ma insomma. Chioggia. New York. Fate voi. A Chioggia, fortunatamente, il giovane si imbatte presto nella coetanea Caitlin, anche lei figlia di militari e anche lei nel pieno di un complicato processo di scoperta del sé attraverso la lotta con l'esterno. Due anime solitarie e in pena che si incontrano non possono che risuonare avvicinandosi.

 

 

- questa rubrica settimanale esce il venerdì per consigliarvi come distruggervi di binge watching intensivo durante il fine settimana -

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