Opinionisti: rubriche e editoriali

Opinionisti /// Pensieri cattivi, (col)laterali, editoriali. Dal 2008 ad oggi.

Collateral

Cinismo

Il lardo sì, l'hamburger no. Una storia sulla satira e su Facebook, raccontata da Tommaso Labranca.

Tutto ebbe inizio con l’arresto di tre operatori italiani attivi in Afghanistan per Emergency, accusati di complotto ai danni di un governatore locale. Prima ancora di sapere come stavano effettivamente le cose, i più attivi tra coloro che fanno parte del cosiddetto Popolo di Facebook (espressione orrenda che tanto piace ai giornalisti di serie C) hanno tolto le proprie fotine scattate al mare in una delle tante vacanze o davanti allo specchio con gli occhialoni avvolgenti. E le hanno sostituite con il logo di Emergency in mille e una variante: nature, con nastrino, con orgogliosa scritta di sostegno, addirittura mescolato ai simboli del Popolo Viola. Allora io ho inserito sulla mia bacheca un disegnino rielaborato del Signor Bonaventura che in luogo del Milione reggeva la E rossa, accompagnato da questo davvero poco riuscito omaggio a Sergio Tofano: «Chi ha il loghino con la E/tra i miei amici più non c’è/C’è chi va in Afghanistàn/mentre tu fai il sagrestàn/nella calda parrocchietta/con la mamma che t’aspetta/Del tuo impegno il solo sfogo/è di mettere quel logo/poi arrogante e un po’ giulivo/parti per l’aperitivo/Ecco la tua sola cura/caro sor Bonaventura:/vieni qui, ti iscrivi ai gruppi/e di colpo tu t’intruppi/tra quei tanti (sono a iosa!)/della carità pelosa/Non hai vinto alcun milione/ma di certo sei un...». È iniziato quindi uno stillicidio di commenti pubblici e mail private in cui mi si insultava in quanto cinico, insensibile verso chi «si fa il culo per aiutare una nazione dove tu non potresti nemmeno camminare per strada» e via dicendo. Eppure la mia poesiola non voleva essere cattiveria, ma semplice satira. La Sinistra ama la satira, no? L’ha fatta con meravigliosa crudeltà anche autocritica ai tempi del “Male” che aspettavo di leggere con ansia. Oggi tutto ciò è solo un ricordo e la satira si accetta solo se è rivolta ai nemici. Così, i vignettisti che presero in giro l’ictus di Bossi non erano cinici, ma satirici. Perché il bipolarismo in Italia si è risolto in una ripartizione delle cose. E le nostre son più buone delle loro. Mangi un hamburger? Sei uno schifoso consumista di Destra che appoggia il capitalismo dei marchi. Mangi il lardo? Sei un raffinato bongustaio di Sinistra che ama lo slow food e sa prendersi il tempo per vivere con lentezza. Una volta dissi che esiste anche Medici Senza Frontiere. Mi sentii rispondere che non valevano niente perché erano filoamericani. Ma questo non è cinismo. È imbecillità. Vedersi riflessi nello specchio di Calibano dà sempre fastidio, lo so. Per questo hanno reagito ai miei squallidi versi. Perché si è portati a credere di essere l’orrore che ci mostrano. Ma proviamo a ragionare. Io non ho attaccato Emergency e «chi si fa il culo per aiutare» eccetera. Io ho lanciato un piccolo, sciocco strale contro l’esercito di quegli sprovveduti che sono sempre pronti ad attaccare nuove figurine nell’album delle Buone Intenzioni. La sciarpetta viola, i bambini palestinesi ed ebrei che si abbracciano, i loghi e nastrini a sostegno di questo o di quello. Capisco che non tutti possono lasciare la loro vita e partire per la Palestina o l’Afghanistan e che per molti è già qualcosa dare un piccolo segno di partecipazione. Ma si possono fare molte altre cose senza muoversi di casa. Il volontariato offre più di un’occasione, per esempio. Ma il vicino non va di moda. È il lontano che fa figo. Questi imbelli che mettono il logo e scappano a fare l’aperitivo non muovono un dito per il vicino. Hanno sempre l’atteggiamento disfattista e schifato verso quanto li circonda, il loro poco nobile motto è «Chi me lo fa fare?». Ecco il vero oggetto del mio vacuo vociare: simili escrementi vigliacchi e pavidi, più repellenti del più piccolo piccolo borghese che pensa solo alla pappatoria e al proprio tornaconto e crede di essersi messo la coscienza (laica) a posto con un loghino. C’è anche chi mi ha scritto però raccontando della vicina di casa che ha la E come avatar su Facebook, ma che un anno fa cacciò malamente l’unico barbone della sua cittadina bresciana, un tedesco quasi 70enne apparso in una sera d’inverno con un freddo da meno cinque (e poi accettato dal resto della comunità). Comprensibile: il barbone è reale e puzza, la solidarietà a Emergency è virtuale e non puzza. Inutile dire che mi sono cancellato da Facebook. Persone simili non le frequenterei mai nella vita reale. Perché dovrei farlo in quella virtuale? 

B

N° 10 / 2018

La bussola d'oro n° 10/2018

Bussola d'oro

Neve! Neve! Neve! La nevicata di una notte che ha imbiancato Roma ha prodotto uno scenario surreale e un’inaspettata giornata di festa. In poche ore gli alimentari sono stati svuotati di salsicce e Ciobar, e per strada c’era chi, lanciando palle...

Marianna Cappi

E

N° 10 / 2017

Chiari di luna

Editoriale

Cosa ci dicono, del mondo, gli Academy Award? Pochissimo, inutile ingannarsi: se la selezione dei film candidati restituisse uno spaccato sociopolitico, l’anno scorso non avremmo avuto #OscarsSoWhite. Troviamo quindi discutibile la lettura dell’...

Ilaria Feole

E

N° 04 / 2010

Confusi e felici

Editoriale

Ci sono libri che all’ultima pagina lasciano senza fiato, a chiederti: «Ma sarà tutto vero?». Da quando negli anni 80 personaggi come Tom Wolfe o Hunter S. Thompson hanno teorizzato, e messo in pratica, il “New Journalism” (et similia) i...

Mauro Gervasini

E

N° 19 / 2013

C’è chi dice NO

Editoriale

Questo di Film Tv è un numero cileno. Un po’ perché esce in sala dal 9 maggio No. I giorni dell’arcobaleno di Pablo Larraín, uno dei migliori titoli dell’anno, che racconta la campagna referendaria del 1988 che pose fine alla dittatura di...

Mauro Gervasini

E

N° 30 / 2014

It’s a good day for the blues

Editoriale

La vocazione cinematografica e televisiva di Film Tv non cambia di una virgola. Tuttavia non facciamo mistero di apprezzare le contaminazioni, specie con musica e letteratura. Non necessariamente legate alla settima arte, per lo meno nella...

Mauro Gervasini

Archivio Opinionisti

Titolo Rubrica Autore FilmTv n°
Anthony Hopkins Un post al sole Ilaria Feole 38 / 2019
Black Mirror n° 38/2019 Black Mirror Andrea Bellavita 38 / 2019
Editoriale n° 38/2019 Editoriale Giulio Sangiorgio 38 / 2019
I cancelli del cielo n° 38/2019 I cancelli del cielo Mauro Gervasini 38 / 2019
Il Sassolino n° 38/2019 Il Sassolino Gianni Canova 38 / 2019
Mulholland Drive n° 38/2019 Mulholland Drive Filippo Mazzarella 38 / 2019
«Distruggo quel che c’è di descrittivo nelle immagini per mostrare come sto io» Il lungo addio Roberto Silvestri 38 / 2019
Black Mirror n° 37/2019 Black Mirror Andrea Bellavita 37 / 2019
Ce n'è tanto bisogno Editoriale Antonio Rezza 37 / 2019
Il filo nascosto n° 37/2019 Il filo nascosto Sara Martin 37 / 2019
Visioni dal fondo n° 37/2019 Visioni dal fondo Roy Menarini 37 / 2019
Black Mirror n° 36/2019 Black Mirror Andrea Bellavita 36 / 2019
I cancelli del cielo n° 36/2019 I cancelli del cielo Mauro Gervasini 36 / 2019
Mulholland Drive n° 36/2019 Mulholland Drive Filippo Mazzarella 36 / 2019
Nostra signora in giallo Editoriale Mariuccia Ciotta 36 / 2019
Andar per ombre Editoriale Matteo Marelli 35 / 2019
Black Mirror n° 35/2019 Black Mirror Andrea Bellavita 35 / 2019
Visioni dal fondo n° 35/2019 Visioni dal fondo Roy Menarini 35 / 2019
Black Mirror n° 34/2019 Black Mirror Andrea Bellavita 34 / 2019
Il filo nascosto n° 34/2019 Il filo nascosto Sara Martin 34 / 2019
Ma che davvero? Editoriale Alice Cucchetti 34 / 2019
Mulholland Drive n° 34/2019 Mulholland Drive Filippo Mazzarella 34 / 2019
Black Mirror n° 33/2019 Black Mirror Andrea Bellavita 33 / 2019
Il Sassolino n° 33/2019 (1) Il Sassolino Caterina Bogno 33 / 2019
Il Sassolino n° 33/2019 (2) Il Sassolino Fiaba Di Martino 33 / 2019
Matto come un Carey Editoriale Rinaldo Censi 33 / 2019
Visioni dal fondo n° 33/2019 Visioni dal fondo Roy Menarini 33 / 2019
Black Mirror n° 32/2019 Black Mirror Andrea Bellavita 32 / 2019
I cancelli del cielo n° 32/2019 I cancelli del cielo Mauro Gervasini 32 / 2019
Il filo nascosto n° 32/2019 Il filo nascosto Sara Martin 32 / 2019

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