Opinionisti: rubriche e editoriali

Opinionisti /// Pensieri cattivi, (col)laterali, editoriali. Dal 2008 ad oggi.

Il lungo addio

Nobuhiko Ôbayashi

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare. Al di fuori di House la storia di Ôbayashi rimane una faccenda per pochi, e fortunati, cinefili incalliti, che magari hanno approfittato del suo passaggio al Far East Film Festival di Udine nel 2016 per approfondire la materia. Gli anni 60 sono quelli dei corti sperimentali, un’attività che attirerà l’interesse dei produttori: la conversione al mercato non rappresenta un problema per Ôbayashi, che gira un’infinità di spot televisivi, spesso con protagoniste star di Hollywood quali Kirk Douglas o Charles Bronson (qui una selezione: www.austinfilm.org/2020/04/watchthis-the-tv-commercials-of-hausu-directo...). Ma è negli 80 che Ôbayashi confeziona i suoi lavori migliori: I Are You, You Am Me (1982) e soprattutto The Girl Who Leapt Through Time (1983, poi rifatto in versione anime) mescolano il romanzo di formazione con derive fantastiche dagli esiti sorprendenti. Il suo ultimo lavoro, Labyrinth of Cinema (2019), presentato a Toronto, racconta di come l’ultimo giorno di proiezioni di una sala cinematografica conduca fisicamente gli spettatori negli orrori della guerra. Un testamento all’altezza della sua fama. 

B

N° 35 / 2018

Black Mirror n° 35/2018

Black Mirror

Sarà perché siamo sempre troppo concentrati su quello che si vede, e ci dimentichiamo invece di quello che si sente. In questo caso, che non si sentirà più. Dal più sacro al più profano. Prima di tutto: Carlo Pellegatti non...

Andrea Bellavita

B

N° 07 / 2020

Black Mirror n° 07/2020

Black Mirror

C’è qualcosa di romantico, tenero, commovente, nella pervicacia con cui Diego Abatantuono, che potrebbe dedicare questa parte della sua carriera a cose più rilassanti (il cinema, le polpette, magari non le partite del Milan, ma...

Andrea Bellavita

d

N° 39 / 2011

detour 39 - L’avvento sventato del cinema (2)

detour

Didascalia. «Lillian Gish nel film di Victor Sjöström The Wind (1928), un capolavoro che dopo 25 anni ritorna al Verdi di Pordenone con la partitura orchestrale scritta e diretta dal maestro Carl Davis». Non potrò andare alle Giornate...

enrico ghezzi

C

N° 11 / 2012

Emma

Collateral

È appena uscito il nuovo disco di Bruce Springsteeen dedicato alla crisi che colpisce i lavoratori statunitensi. Springsteen è una persona seria e non si è messo a cavalcare un’onda emotiva: sono anni che sta dalla parte della classe operaia e...

Tommaso Labranca

C

N° 43 / 2008

Pancioni

Collateral

Accendere la televisione oggi è come recarsi in un centro diagnostico. Non c’è canale in cui non ci si imbatta in un camice bianco o in uno stetoscopio, al punto che molti non sanno più se devono pagare il canone o il ticket. La cosa è di buon...

Tommaso Labranca

Archivio Opinionisti

Titolo Rubrica Autore FilmTv n°
Black Mirror n° 24/2021 Black Mirror Andrea Bellavita 24 / 2021
I viaggiatori della sera di Romero Editoriale Giona A. Nazzaro 24 / 2021
Mulholland Drive n° 24/2021 Mulholland Drive Filippo Mazzarella 24 / 2021
Black Mirror n° 23/2021 Black Mirror Andrea Bellavita 23 / 2021
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Un americano a Cinecittà Editoriale Roberto Silvestri 23 / 2021
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Black Mirror n° 22/2021 Black Mirror Andrea Bellavita 22 / 2021
Gravi stati di allucinazione mentre passa l’ultima canzone all’Eurofestival Editoriale Andrea Bellavita 22 / 2021
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Charles Grodin Il lungo addio Mauro Gervasini 21 / 2021
Opinionismi Editoriale Giulio Sangiorgio 21 / 2021
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Black Mirror n° 20/2021 Black Mirror Andrea Bellavita 20 / 2021
In teoria Editoriale Giulio Sangiorgio 20 / 2021
Mulholland Drive n° 20/2021 Mulholland Drive Filippo Mazzarella 20 / 2021
Pietro Balla / Olympia Dukakis / Norman Lloyd Il lungo addio Mauro Gervasini 20 / 2021
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Black Mirror n° 17/2021 Black Mirror Andrea Bellavita 17 / 2021
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