Opinionisti: rubriche e editoriali

Opinionisti /// Pensieri cattivi, (col)laterali, editoriali. Dal 2008 ad oggi.

Collateral

Moretti

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

C’è un confine tra Lombardia e Canton Ticino che è più inutile di ogni altro confine perché viene a interrompere politicamente una unità geografica e culturale che ha per nome Insubria. Chi ha avuto in sorte di vivere presso quel confine negli anni 70 avrà tra le sue madeleine spirituali le visite fatte in Svizzera con il papà che doveva fare il pieno, attratto dal costo inferiore del carburante. Come già sapete, benché oggi la trasferta non convenga più, ci torno per evitare di sponsorizzare pulciosi registini. Ma anche per rivivere quei momenti infantili che mi entusiasmavano e che ritrovo intatti. La Svizzera è un grande Paese, benché molti italiani l’avversino senza in realtà conoscerlo. La sua natura montanara unita all’isolamento volontario hanno fatto sì che la Confederazione affronti sempre con una certa diffidenza il mutamento. Si sono create così bolle extratemporali in cui pare non esservi stata alcuna trasformazione negli ultimi quarant’anni. I Piccadilly, per esempio. Se in Italia i distributori di benzina sono accompagnati dagli Autogrill (luoghi meravigliosi in cui si raccoglie il superfluo più irrinunciabile), da Chiasso in poi le pompe di carburante si stagliano contro lo sfondo dei rutilanti Piccadilly Market. Si tratta di negozi in cui vengono venduti prevalentemente cioccolato in ogni possibile formato e gusto, sigarette (persino aromatizzate al cognac) e liofilizzati della Maggi introvabili da noi. Questi tre prodotti creano un aroma penetrante e indimenticabile, quel parfum de Piccadilly che già all’ingresso del negozio ti fa tornare a quando il papà, felice di aver risparmiato sul pieno, era disposto a comperarti i moretti. Nel 1998 la Svizzera permise la libera vendita della canapa non a scopi stupefacenti. Anche dietro pressioni italiane, la legge fu però modificata nel 2003. I micidiali moretti sono invece ancora venduti liberamente. Io impazzisco per i moretti perché sono la negazione del cioccolato radical chic, quello fomentato da certi film, quello venduto in certe antipatiche cioccolaterie dove tutto è bio, equo solidale, cacao al 99 per cento. I moretti sono invece la massima espressione dell’artificio alimentare e del politicamente scorretto: prendono il nome dalla faccina di bimbo nero che appare al centro della stagnola gialla, rossa, blu o verde in cui sono avvolti. Il colore diverso della stagnola non è segno di gusti differenti dei moretti. È solo un vezzo collezionistico. Ma in questa fase alla stagnola si fa poca attenzione. La si toglie rapidamente ed ecco spuntare la deliziosa cupola di cioccolato. Uso questo termine per convenzione, visto che non ho ancora capito di cosa si tratti in realtà. È una sostanza di particolare resistenza tanto che quando d’estate i moretti venivano nascosti in torridi bagagliai insieme a oggettistica di piccolo contrabbando, non si scioglieva mai, al massimo si raggrinziva. Il neofita del moretto si riconosce dal morso che sferra alla cupola. Errore! Il moretto si gusta al meglio applicando il metodo Hannibal. Con una lieve pressione del dito lo si preme al vertice, si rimuovono con delicatezza le prime schegge di cioccolato e si scopre così il contenuto della scatola cranica. La fragile parete di cioccolato dei moretti contiene una massa candida. Forse è panna, in realtà è qualcosa a metà tra la manna che nutrì gli Ebrei nel deserto e le sostanze aliene. Qualunque cosa sia, va prelevata con il dito indice che poi si porterà golosamente alla bocca. I bocconi migliori sono quelli in cui alla (diciamo) panna si mescolano le schegge del (diciamo) cioccolato. Quando non sarà rimasto più un solo fiocco bianco, si passerà a divorare le pareti di cioccolato. Ma l’esperienza non è finita qui perché c’è ancora da gustare il compatto fondo biscottato di questa delizia per la gola e per l’anima. Il neofita dei moretti si riconosce perché butta via il biscotto. Ma quella è gentaglia magari abituata anche a buttare i coni dei gelati. A questo punto si prende la stagnola, la si stende con molta cura e la si conserva, dividendola in base al colore. Serviranno a testimoniare quanti moretti si sono mangiati, quasi fossero tacche su una colt. P.S.: se avete letto pazientemente tutto questo Collateral credendo di trovare una rencensione all’ultimo film di Nanni Moretti, mi spiace di avervi deluso. In fondo di Moretti con la maiuscola si parla così tanto in questi giorni che vi meritavate una pausa. Con merenda.

L

N° 03 / 2011

Anna

La mia cineteca

Al suo primo apparire Anna fu definito «non un film, ma la vita». Sarebbe stato l’unico esempio di pellicola che smentiva la teoria dei filmologi, secondo i quali lo spettatore dinanzi allo schermo ha la sensazione di trovarsi al...

Callisto Cosulich

E

N° 21 / 2010

Souvenir de Cannes

Editoriale

Cannes, 1983. Un pachidermico Orson Welles si alza a fatica per farsi incontro a Gilles Jacob e indicargli il tavolo vicino: «Hollywood è diventata un barile che rotola verso l’abisso. Si ammazzano a vicenda. Guardi il pavimento di questo...

Ilaria Feole

E

N° 15 / 2013

L’affetto che fa

Editoriale

«Ti, te sé no: gh’e tanti otomobil / de tucc i culùr, de tucc i grandess’ / l’è pien de lüss, che el par de vess a Natal, / e süra ‘l ciel pien de bigliett de milla... / Che bel ch’el ga de vèss / vèss sciuri, cun la radio / noeuva e nell’...

Mauro Gervasini

I

N° 28 / 2018

Il Sassolino n° 28/2018

Il Sassolino

Permettetemi la deriva autobiografica, ma in una settimana mi sono accadute una serie di cose culminate nelle reazioni al Refuso gastrico del n. 26/2018: una mia digressione su Rudolf Steiner, legata a ...

Adriano Aiello

d

N° 33 / 2013

detour 132 - il resto della paura

detour

«E tirato dalla mia bramosa voglia, pervenni all’entrata d’una gran caverna, dinanzi alla quale salsaro in me due cose: paura e desiderio; paura per la minacciante e scura spilonca, desiderio per vedere se la dentro fusse alcuna miracolosa cosa...

enrico ghezzi

Archivio Opinionisti

Titolo Rubrica Autore FilmTv n°
Il futuro è nero, opaco CinéDécor Tommaso Labranca 34 / 2010
La solitudine dei numeri serial Editoriale Aldo Fittante 34 / 2010
Radio Collateral Tommaso Labranca 33 / 2010
Toy Story Editoriale Tommaso Labranca 33 / 2010
Tutto è il contrario di tutto CinéDécor Tommaso Labranca 33 / 2010
Classifiche Collateral Tommaso Labranca 32 / 2010
Tornando a casa CinéDécor Tommaso Labranca 32 / 2010
Una scrittrice di cinema Editoriale Mario Sesti 32 / 2010
Estetica Collateral Tommaso Labranca 31 / 2010
Il bello addormentato nel bosco Editoriale Aldo Fittante 31 / 2010
Prego, si svacchi! CinéDécor Tommaso Labranca 31 / 2010
La pizzeria 237 CinéDécor Tommaso Labranca 30 / 2010
Mina Collateral Tommaso Labranca 30 / 2010
Noi ci crediamo Editoriale Aldo Fittante 30 / 2010
Effetto Cinema Editoriale Mario Sesti 29 / 2010
Registri Collateral Tommaso Labranca 29 / 2010
Tutti uniti nel Radical CinéDécor Tommaso Labranca 29 / 2010
Il profumo degli oggetti CinéDécor Tommaso Labranca 28 / 2010
In Giro per il Tour Editoriale Raffaella Giancristofaro 28 / 2010
Ismofasc Collateral Tommaso Labranca 28 / 2010
La modernità malinconica CinéDécor Tommaso Labranca 27 / 2010
L’estate di Film Tv Editoriale Aldo Fittante 27 / 2010
Sfilate Collateral Tommaso Labranca 27 / 2010
La follia del frullatore CinéDécor Tommaso Labranca 26 / 2010
La grinta dei poeti Editoriale Mauro Gervasini 26 / 2010
Portocerving Collateral Tommaso Labranca 26 / 2010
La rivoluzione del disordine CinéDécor Tommaso Labranca 25 / 2010
L’altro José Editoriale Tommaso Labranca 25 / 2010
Fellini fuori serie CinéDécor Tommaso Labranca 24 / 2010
I Mondiali in 3D Editoriale Andrea Fornasiero 24 / 2010

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