Il filo nascosto n° 06/2020

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Mauro Gervasini dice che Rio Conchos è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 14:10.

La vita invisibile di Eurídice Gusmão di Karim Ainouz è in streaming su CGDigital

Cosa leggere oggi? Vi riproponiamo la prima parte del primo racconto a puntate pubblicato su Film Tv.

Ancora una volta, cos'è il cinema?

Riproposta da Spike, comincia il 17 febbraio la prima stagione di una delle migliori serie tv britanniche degli ultimi anni. Qui ve ne riproponiamo la recensione.

Il 20 febbraio uscirà in sala l'ultimo film di Christophe Honoré, L'hotel degli amori smarriti . Difficilmente i film del regista francese sono arrivati nelle nostre sale, come dimostra la recensione di questo film, estratta tra i tanti di Honoré segnalati nella nostra rubrica Scanners.

La citazione

«Povero pensiero... finisce sempre per sfracellarsi contro il muro dei fatti. (Lev Troskij)»

scelta da
Adriano Aiello

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Il filo nascosto


Pubblicato su FilmTv 06/2020

Il filo nascosto n° 06/2020

Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, ha vestito Achille Lauro nella serata d’esordio del 70° Festival di Sanremo. Il cantante scende le scale dell’Ariston scalzo, coperto da una preziosa cappa di velluto nero, ricamata a mano con motivi floreali d’oro e d’argento. Dopo 36 secondi esatti dall’inizio della sua interpretazione si spoglia e continua la performance con un nude look composto da un body scollato sul davanti e da shorts glitterati. Il riferimento, come dichiarato sui social dall’artista, è alla «celebre scena attribuita a Giotto in una delle storie di san Francesco della basilica superiore di Assisi. Il momento più rivoluzionario della sua storia in cui il santo si è spogliato dei propri abiti e di ogni bene materiale per votare la sua vita alla religione e alla solidarietà». Mettiamo da parte il valore simbolico del gesto, che può anche interessare ma non in questo contesto. Concentriamoci, invece, sulla performance pura e perfetta, sul ruolo fondamentale che riveste l’abito nella messa in scena. «Me ne frego» canta Lauro. E sì, se ne frega e lo fa bene, benissimo. Non è tanto quel pantaloncino trasparente, aderente e glitterato, tagliato al ginocchio: è, piuttosto, quel segno dello slip che taglia la figura a metà, che disturba, che viene meno a ogni regola di buongusto nel vestire. È quello il gesto più bello e libero che fa di un cantante un artista e di un abito un modo potente di comunicare. Lo sapevano bene Mina e Loredana Bertè, ma forse solo loro prima di lui. Ci vogliono talento e voce per vincere il festival, ma ci vuole altrettanto talento anche nel vestirsi e spogliarsi così. E qui ci siamo.

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