Il filo nascosto n° 06/2020

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Giulio Sangiorgio dice che L'uomo senza ombra è il film da salvare oggi in TV.
Su Sky Cinema Suspense alle ore 21:00.

Dal 1° aprile sbarca su Netflix una delle comedy più stratificate e divertenti degli anni dieci: dal Dan Harmon che poi creerà Rick & Morty, la vicenda di sette outsider diversissimi che stringono amicizia formando un gruppo di studio nella scalcagnata università pubblica di Greendale. Qui vi riproponiamo la recensione della quinta stagione, che ne ripercorre la faticosa e altalenante vicenda produttiva.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

Un ricordo di Emir Kusturica e di un equivoco lungo un festival e oltre.

La citazione

«Povero pensiero... finisce sempre per sfracellarsi contro il muro dei fatti. (Lev Troskij)»

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Adriano Aiello

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Il filo nascosto


Pubblicato su FilmTv 06/2020

Il filo nascosto n° 06/2020

Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, ha vestito Achille Lauro nella serata d’esordio del 70° Festival di Sanremo. Il cantante scende le scale dell’Ariston scalzo, coperto da una preziosa cappa di velluto nero, ricamata a mano con motivi floreali d’oro e d’argento. Dopo 36 secondi esatti dall’inizio della sua interpretazione si spoglia e continua la performance con un nude look composto da un body scollato sul davanti e da shorts glitterati. Il riferimento, come dichiarato sui social dall’artista, è alla «celebre scena attribuita a Giotto in una delle storie di san Francesco della basilica superiore di Assisi. Il momento più rivoluzionario della sua storia in cui il santo si è spogliato dei propri abiti e di ogni bene materiale per votare la sua vita alla religione e alla solidarietà». Mettiamo da parte il valore simbolico del gesto, che può anche interessare ma non in questo contesto. Concentriamoci, invece, sulla performance pura e perfetta, sul ruolo fondamentale che riveste l’abito nella messa in scena. «Me ne frego» canta Lauro. E sì, se ne frega e lo fa bene, benissimo. Non è tanto quel pantaloncino trasparente, aderente e glitterato, tagliato al ginocchio: è, piuttosto, quel segno dello slip che taglia la figura a metà, che disturba, che viene meno a ogni regola di buongusto nel vestire. È quello il gesto più bello e libero che fa di un cantante un artista e di un abito un modo potente di comunicare. Lo sapevano bene Mina e Loredana Bertè, ma forse solo loro prima di lui. Ci vogliono talento e voce per vincere il festival, ma ci vuole altrettanto talento anche nel vestirsi e spogliarsi così. E qui ci siamo.

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