Nick Cave & The Bad Seeds - One More Time with Feeling di Andrew Dominik - la recensione di FilmTv

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La citazione

«La televisione è meglio del cinema. Sai sempre dov'è la toilette. (Dino Risi)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 38/1994

Nick Cave & The Bad Seeds - One More Time with Feeling


Regia di Andrew Dominik

Un film su Nick Cave, sul periodo più tragico della sua vita, sulla lavorazione dell’ultimo disco Skeleton Tree, legato al lutto. Perché in 3D? Mi confronto con Jesus Garces Lambert, regista messicano autore del bel documentario Viaggio nel cinema in 3D - Una storia vintage che si vedrà a ottobre su Sky. Pure lui entusiasta del film di Andrew Dominik, perché recupera l’utopia della tridimensionalità che fu addirittura dei Lumière (da qui il sottotitolo Una storia vintage). Dare corpo, sostanza, illusione di materia (e non solo di realtà) alle azioni e alle emozioni. Dominik coglie perfettamente nel segno, anche “malgrado” Nick Cave, in origine contrario al 3D che a inizio film definisce «assurdo». L’utopia di dare forma al sentimento, al dolore non filmabile e neanche “cantabile”. Il musicista australiano perde nel 2015 il figlio quindicenne Arthur, scivolato da una scogliera a Brighton, in Inghilterra, e lo dice chiaramente: «Non è vero che le tragedie acuiscono la creatività, è tutto il contrario, ti annientano». Come risorgere? Forse un modo non esiste; di fronte a cose così neanche il tempo cicatrizza le ferite. Restano il privato e il lavoro. Non è Cave a parlare subito apertamente della tragedia ma il suo co-autore, produttore e amico Warren Ellis, già sui titoli di testa. Non c’è quindi nulla di allusivo; tuttavia Dominik non insiste mai sull’evento in sé e neanche sulle conseguenze che sarebbe perfino pornografico mostrare (lo strazio, per esempio), bensì sugli effetti minuti che cambiano le esistenze, impercettibilmente per noi, enormemente per lui e i familiari. Il rapporto con uno degli altri figli, Earl, gemello di Arthur, e con Susie, la moglie, presenza discreta, spesso fuori campo o ripresa solo in parte. E la sfida, anche fisica, con la musica, durante le sessioni di registrazione, narrata dallo stesso cantante attraverso la sua voce over, come in un dialogo interiore («Avrei dovuto riscaldare la voce»: detta e letta così non dice nulla, ma ascoltata in quel momento rende tutta la fragilità dell’uomo). Una volta che Cave e i Bad Seeds suonano si entra in un’altra dimensione, dove convivono spettri e sussulti di poesia, e dove un pianoforte sembra essere il solo attrezzo capace di riparare i pezzi afflitti dei viventi. 

I 400 colpi

AA
7
MCA
8
AC
8
SE
8
IF
8
MG
8
GAN
8
GS
8
FT
7
media
7.8
Nick Cave & The Bad Seeds - One More Time with Feeling (2016)
Titolo originale: One More Time with Feeling
Regia: Andrew Dominik
Genere: Musicale - Produzione: Regno Unito, Francia - Durata: 112'
Cast: Nick Cave, Nick Cave & The Bad Seeds

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Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.


Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.

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