The Rolling Stones in Cuba - Havana Moon di Paul Dugdale - la recensione di FilmTv

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Fabrizio Tassi

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Recensione pubblicata su FilmTv 39/2016

The Rolling Stones in Cuba - Havana Moon


Regia di Paul Dugdale

«Cuba! And the Rolling Stones...» dice il profeta Keith Richards prima di concentrarsi sulla chitarra, dando la giusta, roca profondità all’evento. Havana Moon “racconta” il concerto dei Rolling Stones all’Avana del 25 marzo 2016. Prima di loro, a dire la verità, suonarono a Cuba gli Audioslave nel 2005, ma forse non vale essendo tre componenti su quattro di quella band dalla vita breve ma intensa tendenzialmente comunisti. Gli Stones, dopo la preistoria di Street Fighting Man, hanno pensato solo al rock’n’roll post-ideologico, giusto toccasse a loro riaprire le danze in quest’isola lontana, così da celebrare il disgelo nei rapporti con gli Usa favorito dalla moral suasion di un papa venuto da dove era partito anche il Che. La favola cubana degli Stones li rappresenta bene per come sono adesso, grintosi a dispetto dell’età (Mick Jagger nel 2016 è diventato papà per l’ottava volta, a 73 anni). Lo spettacolo è grandioso e la regia pindarica. Certo, per i veri fan la scaletta è un po’ risaputa (oggi il limite degli Stones dal vivo è che di un repertorio di 400 canzoni suonano sempre le solite 30), per questo la performance migliore è quella del brano meno scontato, Out of Control, sorta di Midnight Rambler 2.0. Poi, certo, Gimme Shelter con Lisa Fischer che tocca il cielo con la voce è la più grande canzone della storia del rock, ottimo antidoto a otto giorni di Beatles a settimana. Da somministrare smodatamente.

I 400 colpi

MG
7
MS
7
media
7.0
The Rolling Stones in Cuba - Havana Moon (2016)
Titolo originale: The Rolling Stones Havana Moon
Regia: Paul Dugdale
Genere: Musicale - Produzione: Gran Bretagna - Durata: 116'
Cast: Mick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts, Ronnie Wood

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Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.

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