Spandau Ballet: Il Film - Soul Boys of the Western World di George Hencken - la recensione di FilmTv

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Sergio M. Grmek Germani dice che I giovani leoni è il film da salvare oggi in TV.
Su Cine Sony alle ore 07:20.

Una serie tv da cominciare? Attenzione, perché secondo Alice Cucchetti è magnetica e non potrete fare a meno di finirla.

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Il blu è un colore caldo, soprattutto se si tratta di un giallo di Simenon raccontato da Amalric.

Quando Rete 4 fu mandata sul satellite. Dialogo tra un canale televisivo e Tommaso Labranca.

La citazione

«Lui adesso vive ad Atlantide / con un cappello pieno di ricordi / ha la faccia di uno che ha capito / e anche un principio di tristezza in fondo all'anima / nasconde sotto il letto barattoli di birra disperata / e a volte ritiene di essere un eroe. (Francesco De Gregori - Atlantide)»

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Matteo Bailo

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Recensione pubblicata su FilmTv 42/2014

Soul Boys of the Western World: Spandau Ballet Il film


Regia di George Hencken

Noi c'eravamo e soprattutto, credevamo. Che gli Spandau Ballet fossero fenomeno modaiolo degli anni 80 storicizzato, archiviato, punto. Non disprezzabile (Through the Barricades è una bella canzone) ma, appunto, passeggero. Invece no, tornano. Anzi sono già tornati. E questo lungo documentario racconta la loro epopea di band di successo quasi per caso (quando cominciano a vendere sul serio alcuni di loro abitano ancora con i genitori). Sono simpatici, forse più della media. Tony Hadley è uno che come unica tappa italiana di un tour va alla festa patronale di Andria (probabilmente complice Caparezza), senza menarsela, anzi divertendosi. E questa non artefatta schiettezza un po' traspare anche dal docu, divulgativo, modello Julien Temple (ma moooolto più scolastico) forte di immagini di repertorio quelle sì, belle (impagabile una scena della Thatcher che si presenta a Westminster con uno spazzolone, per «spazzare via il socialismo dalla Gran Bretagna»). Gli Spandau (il nome da una scritta trovata sul muro di un cesso di Amburgo) hanno vissuto quel periodo lì, dei minatori in sciopero, delle Falklands, di Feed the World (con il micidiale coretto: «Do they know it's Christmas time?») Live Aid e soprattutto Lady Diana, che "impose" con il suo stile il look a tutti, a partire dai Duran Duran. I fratelli Kemp, attori sin da bambini, hanno poi proseguito con l'originaria professione (soprattutto l'eastender Martin) per poi rimettere insieme la band. Loro contenti, noi boh.

Soul Boys of the Western World: Spandau Ballet Il film (2014)
Titolo originale: Soul Boys of the Western World: Spandau Ballet Il film
Regia: George Hencken
Genere: Documentario - Produzione: Regno Unito - Durata: 110'
Cast: Adam Ant, Danny Baker, Bananarama, Tony Bennett, David Bowie, Steve Dagger, Phil Daniels, Duran Duran, Rusty Egan, Queen Elizabeth

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Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.


Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.

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