Spandau Ballet: Il Film - Soul Boys of the Western World di George Hencken - la recensione di FilmTv

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Sergio M. Grmek Germani dice che Casablanca è il film da salvare oggi in TV.
Su Cine Sony alle ore 05:15.

È cominciata anche in Italia l'ottava stagione di Il trono di spade , che sarà l'ultima. La settima stagione, se vi ricordate, ci aveva diviso: qui trovate il Perché no di Fiaba Di Martino.

Il 24 aprile è la data in cui usciranno in Francia dvd e bluray di High Life di Claire Denis, con Robert Pattinson e Juliette Binoche. Ancora non è prevista un'uscita nelle sale italiane, ma per l'occasione rispolveriamo la recensione di un altro film invisibile della stessa regista.

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Michelle Yeoh è appena stata scelta da James Cameron per i tre sequel previsti di Avatar. Vi riproponiamo allora la locandina di Emanuela Martini scritta per il film del 2009.

La citazione

«Smettete di pensare che la scienza possa aggiustare tutto se le date 3 miliardi di dollari. (Kurt Vonnegut)»

scelta da
Simone Arcagni

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Recensione pubblicata su FilmTv 42/2014

Soul Boys of the Western World: Spandau Ballet Il film


Regia di George Hencken

Noi c'eravamo e soprattutto, credevamo. Che gli Spandau Ballet fossero fenomeno modaiolo degli anni 80 storicizzato, archiviato, punto. Non disprezzabile (Through the Barricades è una bella canzone) ma, appunto, passeggero. Invece no, tornano. Anzi sono già tornati. E questo lungo documentario racconta la loro epopea di band di successo quasi per caso (quando cominciano a vendere sul serio alcuni di loro abitano ancora con i genitori). Sono simpatici, forse più della media. Tony Hadley è uno che come unica tappa italiana di un tour va alla festa patronale di Andria (probabilmente complice Caparezza), senza menarsela, anzi divertendosi. E questa non artefatta schiettezza un po' traspare anche dal docu, divulgativo, modello Julien Temple (ma moooolto più scolastico) forte di immagini di repertorio quelle sì, belle (impagabile una scena della Thatcher che si presenta a Westminster con uno spazzolone, per «spazzare via il socialismo dalla Gran Bretagna»). Gli Spandau (il nome da una scritta trovata sul muro di un cesso di Amburgo) hanno vissuto quel periodo lì, dei minatori in sciopero, delle Falklands, di Feed the World (con il micidiale coretto: «Do they know it's Christmas time?») Live Aid e soprattutto Lady Diana, che "impose" con il suo stile il look a tutti, a partire dai Duran Duran. I fratelli Kemp, attori sin da bambini, hanno poi proseguito con l'originaria professione (soprattutto l'eastender Martin) per poi rimettere insieme la band. Loro contenti, noi boh.

Soul Boys of the Western World: Spandau Ballet Il film (2014)
Titolo originale: Soul Boys of the Western World: Spandau Ballet Il film
Regia: George Hencken
Genere: Documentario - Produzione: Gran Bretagna - Durata: 110'
Cast: Adam Ant, Danny Baker, Bananarama, Tony Bennett, David Bowie, Steve Dagger, Phil Daniels, Duran Duran, Rusty Egan, Queen Elizabeth

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Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.


Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.

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