Felice chi è diverso di Gianni Amelio - la recensione di FilmTv

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Mauro Gervasini dice che Ultima notte a Warlock è il film da salvare oggi in TV.
Su Cine Sony alle ore 21:00.

Siamo di parte, ma per Film Tv la chiusura di Rai Movie è un duro colpo, sia in termini di contenuto che di persone che in questa impresa ci hanno messo l'anima e soprattutto il cuore.

Su FilmTv n° 17, in occasione della pubblicazione del libro La spada del destino , Mauro Gervasini dedica una Lost Highway alla storia dei samurai nel mondo del cinema. Accompagna l'articolo una filmografia di Emanuele Sacchi, consultabile nella sezione Liste. Di uno dei dieci film della lista vi proponiamo la locandina di Emanuela Martini.

È cominciata anche in Italia l'ottava stagione di Il trono di spade , che sarà l'ultima. La settima stagione, se vi ricordate, ci aveva diviso: qui trovate il Perché no di Fiaba Di Martino.

Il 24 aprile è la data in cui usciranno in Francia dvd e bluray di High Life di Claire Denis, con Robert Pattinson e Juliette Binoche. Ancora non è prevista un'uscita nelle sale italiane, ma per l'occasione rispolveriamo la recensione di un altro film invisibile della stessa regista.

State già seguendo su TIMVision la seconda stagione di Killing Eve ? Vi riproponiamo l'intervista doppia alle due attrici protagoniste realizzata per l'arrivo della prima stagione, l'anno scorso.

La citazione

«You Cannot Be Serious! (John McEnroe)»

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Rinaldo Censi

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Recensione pubblicata su FilmTv 09/2014

Felice chi è diverso


Regia di Gianni Amelio

«Questo documentario sarebbe stato bello non averlo fatto; cioè, non aver avuto la necessità di farlo. Sogno un mondo dove Felice chi è diverso non esiste». Sono affermazioni di Gianni Amelio sulla sua ultima opera, presentata alla Berlinale 2014 nella sezione Panorama Dokumente prima di approdare sui nostri schermi; affermazioni in cui la parola chiave è «necessità». I versi di Sandro Penna che danno il titolo al film («Felice chi è diverso essendo egli diverso. Ma guai a chi è diverso essendo egli comune») mettono in campo la felicità della differenza, ma il bel documentario dell'intrepido Amelio raccoglie, con levità sorprendente, soprattutto storie segnate dal dolore. Dolore fisico e dell'anima, ferite e lividi in superficie o in profondità, inferti nel corso di oltre mezzo secolo all'identità degli omosessuali italiani. All'identità, prima ancora che ai diritti o alla legittimità dell'amore gay: nell'arco di tempo coperto dalle testimonianze degli intervistati, dalla dittatura fascista fino all'oggi di un adolescente bergamasco, la violenza che entra in scena è principalmente quella istituzionale e socialmente accettabile dei media, la pervasività di una rappresentazione che costantemente riduce la diversità a macchietta, ad anomalia folcloristica, a stereotipo per gag televisivi. Un'identità fagocitata da stampa e tv, rimasticata per essere digeribile ai "non invertiti" sotto forma di bizzarria risibile. Possono far sorridere amaro gli inserti di cinegiornali e testate d'epoca, con il loro politicamente scorretto sbattuto in prima pagina senza remore: ma non dovrebbe sfuggire la violenza più subdola dell'ipocrisia dei decenni a seguire. In Felice chi è diverso si parla anche di felicità, e la sua forza è proprio nello scansare ostinatamente un ritratto vittimista e forzatamente "di denuncia" rispetto allo stato delle cose in Italia dagli anni 40 a oggi: sono storie personali, prima di tutto, a emergere dallo sfondo, vicende individuali, ognuna dall'altra diversa, appunto. Che si tratti della pagina dedicata a Pier Paolo Pasolini, con Ninetto Davoli davanti all'obiettivo, o del racconto della quotidianità di una coppia che ha condiviso una vita intera, o ancora del lancinante resoconto dell'esistenza segnata da desiderio e perdita di una transessuale, ogni singola vicenda attraversa lo schermo per riconquistare una dignità ora negata, ora semplicemente ignorata. Raccontarle è necessario, ascoltarle lo è altrettanto: l'urgenza che Amelio riconosce nell'opera, quella che vorrebbe non dovesse (più) esistere, è la sua dolorosa ragione d'essere.

Felice chi è diverso (2014)
Titolo originale: -
Regia: Gianni Amelio
Genere: Documentario - Produzione: Italia - Durata: 93'
Cast: Glauco Bettera, Giorgio Bongiovanni, Mosè Bottazzi, Nicola Calì, Ciro Cascina, Francesco Cocola, Roberto David, Ninetto Davoli, John Francis Lane, Corrado Levi

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Ilaria Feole

Ilaria Feole è nata nell’anno di Il grande freddo, Il ritorno dello Jedi e Monty Python – Il senso della vita e tutto quello che sa l’ha imparato da questi tre film. Scrive di cinema e televisione per Film Tv e  Spietati.it. È autrice della monografia Wes Anderson - Genitori, figli e altri animali edita da Bietti Heterotopia.


Ilaria Feole

Ilaria Feole è nata nell’anno di Il grande freddo, Il ritorno dello Jedi e Monty Python – Il senso della vita e tutto quello che sa l’ha imparato da questi tre film. Scrive di cinema e televisione per Film Tv e  Spietati.it. È autrice della monografia Wes Anderson - Genitori, figli e altri animali edita da Bietti Heterotopia.

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