Felice chi è diverso di Gianni Amelio - la recensione di FilmTv

facebook_0.png
twitter.png
vimeo.png
Instagram.png
Oggi Free
Mauro Gervasini dice che Sole rosso è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 14:05.

Il vincitore della Berlinale69 è Nadav Lapid, nostra vecchia conoscenza, con il film Synonymes . Vi ricordate quando presentammo Policeman su FilmtVOD?

Ricordiamo il grande cineasta francese, autore del monumentale Shoah , che ha dedicato la vita a indagare il possibile ruolo dell’immagine nella rappresentazione della storia.

Se fossi una donna sarei scandalizzata dal dibattito sulle quote rosa. Molto probabilmente non amerei essere identificata con un colore appiccicoso, infantile e nauseante come il rosa. Quando un uomo politico o un giornalista usa quel colore per identificare la presenza femminile non lo fa solo per scarsa fantasia, ma per tranquillizzarsi con l’immagine di una signorina dal grembiulino color confetto, tutta pizzi, trine, boccoli e totalmente inoffensiva. Se fossi una donna avrei preferito spaziare dal rosso incandescente al grigio glaciale.

Scorsese-DiCaprio, coppia al fulmicotone. Tre ore di film senza pause (e possibilmente senza tagli). Vi riproponiamo la locandina di Emanuela Martini.

Alice Rohrwacher dirigerà almeno due degli otti episodi della seconda stagione di L'amica geniale , dal titolo Storia del nuovo cognome . Avete già visto la prima?

La citazione

«You Cannot Be Serious! (John McEnroe)»

scelta da
Rinaldo Censi

cinerama
8462
servizi
2974
cineteca
2739
opinionisti
1847
locandine
1015
serialminds
786
scanners
482
Recensione pubblicata su FilmTv 09/2014

Felice chi è diverso


Regia di Gianni Amelio

«Questo documentario sarebbe stato bello non averlo fatto; cioè, non aver avuto la necessità di farlo. Sogno un mondo dove Felice chi è diverso non esiste». Sono affermazioni di Gianni Amelio sulla sua ultima opera, presentata alla Berlinale 2014 nella sezione Panorama Dokumente prima di approdare sui nostri schermi; affermazioni in cui la parola chiave è «necessità». I versi di Sandro Penna che danno il titolo al film («Felice chi è diverso essendo egli diverso. Ma guai a chi è diverso essendo egli comune») mettono in campo la felicità della differenza, ma il bel documentario dell'intrepido Amelio raccoglie, con levità sorprendente, soprattutto storie segnate dal dolore. Dolore fisico e dell'anima, ferite e lividi in superficie o in profondità, inferti nel corso di oltre mezzo secolo all'identità degli omosessuali italiani. All'identità, prima ancora che ai diritti o alla legittimità dell'amore gay: nell'arco di tempo coperto dalle testimonianze degli intervistati, dalla dittatura fascista fino all'oggi di un adolescente bergamasco, la violenza che entra in scena è principalmente quella istituzionale e socialmente accettabile dei media, la pervasività di una rappresentazione che costantemente riduce la diversità a macchietta, ad anomalia folcloristica, a stereotipo per gag televisivi. Un'identità fagocitata da stampa e tv, rimasticata per essere digeribile ai "non invertiti" sotto forma di bizzarria risibile. Possono far sorridere amaro gli inserti di cinegiornali e testate d'epoca, con il loro politicamente scorretto sbattuto in prima pagina senza remore: ma non dovrebbe sfuggire la violenza più subdola dell'ipocrisia dei decenni a seguire. In Felice chi è diverso si parla anche di felicità, e la sua forza è proprio nello scansare ostinatamente un ritratto vittimista e forzatamente "di denuncia" rispetto allo stato delle cose in Italia dagli anni 40 a oggi: sono storie personali, prima di tutto, a emergere dallo sfondo, vicende individuali, ognuna dall'altra diversa, appunto. Che si tratti della pagina dedicata a Pier Paolo Pasolini, con Ninetto Davoli davanti all'obiettivo, o del racconto della quotidianità di una coppia che ha condiviso una vita intera, o ancora del lancinante resoconto dell'esistenza segnata da desiderio e perdita di una transessuale, ogni singola vicenda attraversa lo schermo per riconquistare una dignità ora negata, ora semplicemente ignorata. Raccontarle è necessario, ascoltarle lo è altrettanto: l'urgenza che Amelio riconosce nell'opera, quella che vorrebbe non dovesse (più) esistere, è la sua dolorosa ragione d'essere.

Felice chi è diverso (2014)
Titolo originale: -
Regia: Gianni Amelio
Genere: Documentario - Produzione: Italia - Durata: 93'
Cast: Glauco Bettera, Giorgio Bongiovanni, Mosè Bottazzi, Nicola Calì, Ciro Cascina, Francesco Cocola, Roberto David, Ninetto Davoli, John Francis Lane, Corrado Levi

Pallini di FilmTv

Humour
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo

Vuoi vedere il film in streaming?

Aggiungi questo contenuto
ai tuoi articoli salvati.

Aggiungi questo film
a quelli che vuoi vedere.

Manda il testo di questo
articolo a un amico.


Ilaria Feole

Ilaria Feole è nata nell’anno di Il grande freddo, Il ritorno dello Jedi e Monty Python – Il senso della vita e tutto quello che sa l’ha imparato da questi tre film. Scrive di cinema e televisione per Film Tv e  Spietati.it. È autrice della monografia Wes Anderson - Genitori, figli e altri animali edita da Bietti Heterotopia.


Ilaria Feole

Ilaria Feole è nata nell’anno di Il grande freddo, Il ritorno dello Jedi e Monty Python – Il senso della vita e tutto quello che sa l’ha imparato da questi tre film. Scrive di cinema e televisione per Film Tv e  Spietati.it. È autrice della monografia Wes Anderson - Genitori, figli e altri animali edita da Bietti Heterotopia.

FilmTv è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963
Credits - Contatti
Privacy Policy