L'uomo d'acciaio di Zack Snyder - la recensione di FilmTv

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Matteo Marelli dice che Sedotta e abbandonata è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 00:55.

Ricordiamo il grande cineasta francese, autore del monumentale Shoah , che ha dedicato la vita a indagare il possibile ruolo dell’immagine nella rappresentazione della storia.

Se fossi una donna sarei scandalizzata dal dibattito sulle quote rosa. Molto probabilmente non amerei essere identificata con un colore appiccicoso, infantile e nauseante come il rosa. Quando un uomo politico o un giornalista usa quel colore per identificare la presenza femminile non lo fa solo per scarsa fantasia, ma per tranquillizzarsi con l’immagine di una signorina dal grembiulino color confetto, tutta pizzi, trine, boccoli e totalmente inoffensiva. Se fossi una donna avrei preferito spaziare dal rosso incandescente al grigio glaciale.

Scorsese-DiCaprio, coppia al fulmicotone. Tre ore di film senza pause (e possibilmente senza tagli). Vi riproponiamo la locandina di Emanuela Martini.

Alice Rohrwacher dirigerà almeno due degli otti episodi della seconda stagione di L'amica geniale , dal titolo Storia del nuovo cognome . Avete già visto la prima?

Quest'anno alla #Berlinale69 non ci sono nomi di grande richiamo cinefilo. Un esempio preso dal passato? Bruno Dumont. Vi riproponiamo la recensione di un suo film, nella homepage della sezione Scanners.

La citazione

«Scrivere è anche non parlare (Marguerite Duras)»

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Marianna Cappi

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Recensione pubblicata su FilmTv 25/2013

L'uomo d'acciaio


Regia di Zack Snyder

Chiunque, nei prossimi 500 anni, vedendo i film dopo l'11 settembre 2001, si chiederà fino a che punto la messa in scena della distruzione di Manhattan possa essere considerata come la più ineluttabile fantasia nevrotica di chi continua a rappresentarla. È un trauma così profondo che cercare di rievocarlo può essere considerato un tentativo di accoglierlo (o addirittura di sognare di cambiarlo). L'uomo d'acciaio 3D, l'ultimo "ridesign" del supereroe più popolare di sempre, Superman (l'ennesimo: la letteratura dei supereroi sta alla Hollywood di oggi come il repertorio elisabettiano ai teatri stabili di tutto il mondo), culmina in un'apocalisse newyorchese vivida, sensuale e barocca come ci si poteva aspettare dal regista che con 300 ha dimostrato di sapere usare l'infinito poliformismo del digitale con lo stesso virtuosismo estetico dei corpi di Tiziano e dei cieli del Tiepolo. In realtà, il film si apre con un'altra, altrettanto vivida scena di distruzione, quella di un pianeta, Krypton, ugualmente sofferta: meravigliosi padiglioni che si schiantano sullo sfondo di tramonti incendiari. Sono i momenti di maggiore intensità di una pellicola che i filologi del fumetto potranno interpretare come una evidente lettura alla Marvel (un supereroe in colluttazione con il suo destino e con la responsabilità che ne consegue) di un celeberrimo prodotto DC Comics (il Clark Kent originario era un monumento di equilibrio e determinazione). Ma l'originalità del film (il copione è di David S. Goyer, veterano del restyling di supereroi) oltre a ricostruzioni scenografiche che sembrano citare più la fantasia del Flash Gordon di Alex Raymond che il tratto schematico delle matite orginali di Superman, sta nel far avanzare sul proscenio i due padri (Kevin Costner e Russell Crowe) e soprattutto il loro antagonista, Michael Shannon (forse l'attore più in forma di tutta Hollywood oggi), al quale tocca la domanda cruciale: è giusto distruggere una civiltà per permettere a un'altra di sopravvivere? E anche questo, difficilmente, può aver poco a che vedere con il trauma storico da cui siamo partiti. Non sarà l'ennesimo tentativo di serie o "franchising" - come lo chiamano le riviste di settore - hollywoodiano a dare una risposta alla questione. Ma non è per niente secondario che decida di porla.

L'uomo d'acciaio (2013)
Titolo originale: Man of Steel
Regia: Zack Snyder
Genere: Supereroico - Produzione: Usa/Canada/Gran Bretagna - Durata: 143'
Cast: Henry Cavill, Amy Adams, Michael Shannon, Diane Lane, Russell Crowe, Antje Traue, Harry Lennix, Richard Schiff, Christopher Meloni, Kevin Costner

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