Hungarian Rhapsody: Queen Live in Budapest di János Zsombolyai - la recensione di FilmTv

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Maria Sole Colombo dice che Zanna Bianca è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 17:00.

Parigi brucia. Bruciano centri del potere economico e politico. Bruciano simboli della Storia. Tutti insieme. Contemporaneamente. I primi minuti di Nocturama sono la complessa coreografia degli attentati, il pedinamento dei terroristi, il balletto preparatorio di giovani d’ogni classe ed etnia e di un’unica nazione. La Francia. Nei minuti prima del fuoco, il tempo non scorre linearmente: le ore sono scritte dalle sovraimpressioni. L’ambiente principale è un non-luogo: la metropolitana.

Scoprire che Umberto Lenzi ha scritto per FilmTv. Lo avreste mai pensato?

Chicago, Nairobi, Seul, Londra, Città del Messico, San Francisco, Berlino, Mumbai. Sono otto, sono collegati. Da recuperare senza porsi domande.

Nel 2010 usciva nelle sale Saw 3D, sottotitolo "Il capitolo finale". Il prossimo 31 ottobre, giusto per festeggiare degnamente Halloween, sarà distribuito Saw: Legacy , a dimostrazione che di "finale", in verità, non c'era nulla. La saga di Jigsaw continua, la ripercorriamo a ritroso in attesa del nuovo film...

C'è tutto un cinema che non passa per le sale ma che merita di essere visto, sostenuto, cercato. Due libri per voi che sono anche due inviti a guardare oltre.

La citazione

«Guardatevi da tutte le imprese che richiedono vestiti nuovi (H.D. Thoreau)»

scelta da
Carolina Crespi

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Recensione pubblicata su FilmTv 08/2013

Hungarian Rapsody: Queen Live in Budapest


Regia di János Zsombolyai

Il primo concerto oltre la Cortina di Ferro di una band occidentale con il Muro di Berlino ancora in piedi. L'ultimo concerto di Freddie Mercury con i Queen. Hungarian Rhapsody. Queen Live in Budapest è questo e molto di più: è un film concerto classico e moderno, che unisce la brillantezza e il rigore del genere con lo stile dei Queen, i quali rivoluzionari lo sono stati anche nel coté visivo della loro musica, producendo video divertenti, originali e di ottimo valore. E a questo non si può e non si deve togliere l'unicità dello sguardo essenziale e curioso di János Zsombolyai, il cui schematismo è smussato dall'inevitabile fascinazione per quel gruppo di persone normali che avevano dato vita a qualcosa di eccezionale. E così le interviste nella capitale ungherese di Taylor, Deacon e May tra go kart e bambini sfrontati, sono un piccolo gioiello, mentre vedere Mercury sul palco, ancora una volta, rimasterizzato con una qualità video e audio da applausi, fa scoppiare il cuore. Nel momento in cui al suo pop geniale, a quelle canzoni cult, alterna un pezzo popolare ungherese, si capisce come potesse far diventare rock, musica, entusiasmo collettivo qualsiasi cosa. Capisci che la sua grandezza non era solo in quella voce incredibile e camaleontica, ma anche in una presenza scenica generosa, selvaggiamente istintiva, totale: il suo rapporto con il pubblico era fisico, sentimentale, un orgasmo continuo.

Hungarian Rapsody: Queen Live in Budapest (1987)
Titolo originale: Hungarian Rapsody: Queen Live in Budapest
Regia: János Zsombolyai
Genere: Documentario - Produzione: Ungheria, Canada, USA - Durata: 90'
Cast: John Deacon, Brian May, Freddie Mercury, Queen, Roger Taylor

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