Inception di Christopher Nolan - la recensione di FilmTv

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Quando Rete 4 fu mandata sul satellite. Dialogo tra un canale televisivo e Tommaso Labranca.

La citazione

«Non è più possibile parlare d'arte escludendo la scienza e la tecnologia. Non è più possibile analizzare i fenomeni fisici escludendo le realtà metafisiche. (Gene Youngblood)»

scelta da
Simone Arcagni

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Recensione pubblicata su FilmTv 38/2010

Inception


Regia di Christopher Nolan

Attraverso un'avanzatissima tecnologia, Cobb, americano esiliato dal suo Paese, è diventato il più ambito esperto di "exception". Una pratica che consente di entrare nei sogni della gente per carpire dall'inconscio i più reconditi segreti. L'ultimo grido in fatto di spionaggio industriale. Ma il giapponese Saito, aplomb da samurai, resiste all'incursione e incastra l'incursore. Promettendogli un salvacondotto che gli permetterebbe di rivedere i figli, spinge Cobb a una pratica inversa: l'"inception". Entrare in un sogno per instillare un proposito. Nella fattispecie, il desiderio di liberarsi della multinazionale di famiglia nella mente di un giovane ereditiero. Da qui, l'avventura. Molti di voi si stupiranno del nostro cauto giudizio sul nuovo film di Christopher Nolan, dato che il cineasta britannico è ormai considerato il nuovo Kubrick, o giù di lì. Lo ammettiamo: il suo talento di "costruttore di mondi" è innegabile, così come l'ingegno delle sue storie. A non convincere è l'idea di cinema, troppo concentrata sul congegno (nel caso di Inception, ben cinque livelli narrativi) a scapito dei personaggi, e quindi mai emozionante (ma quest'ultima è una percezione personale). Qualcuno si ricorda qualcosa del protagonista di Memento, al di là del suo percorso di sopravvivenza all'amnesia, o dei due antagonisti di Insomnia? Persino il Joker, la sua figura più enigmatica e innovativa, sarebbe ugualmente interessante se Heath Ledger fosse ancora vivo? Cobb, nonostante il carisma di Leonardo DiCaprio, è il nuovo Deckard, ma dell'eroe di Blade Runner non ha i dubbi esistenziali, perché il regista per primo non si pone alcuna domanda sulla sua umanità. Che sia la realtà, confusa con il sogno, a essere "replicante", e non gli uomini e le donne, resta la grande intuizione del film (casomai non si fosse capito, la trottola ha lo stesso valore dell'unicorno). Come al solito con Nolan, manca il passaggio successivo, dalla "fantastica trovata" alla filosofia. Anche sui personaggi di Inception rimane senza risposta la più semplice domanda: chi sono?

Inception (2010)
Titolo originale: Inception
Regia: Christopher Nolan
Genere: Thriller - Produzione: USA/Gran Bretagna - Durata: 148'
Cast: Joseph Gordon-Levitt, Leonardo DiCaprio, Ellen Page, Marion Cotillard, Cillian Murphy, Michael Caine, Tom Hardy, Tom Berenger, Lukas Haas, Ken Watanabe
Sceneggiatura: Christopher Nolan
Musiche: Hans Zimmer
Montaggio: Lee Smith
Fotografia: Wally Pfister

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Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.


Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.

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