Elle di Paul Verhoeven - la recensione di FilmTv

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Sergio M. Grmek Germani dice che Casablanca è il film da salvare oggi in TV.
Su Cine Sony alle ore 05:15.

È cominciata anche in Italia l'ottava stagione di Il trono di spade , che sarà l'ultima. La settima stagione, se vi ricordate, ci aveva diviso: qui trovate il Perché no di Fiaba Di Martino.

Il 24 aprile è la data in cui usciranno in Francia dvd e bluray di High Life di Claire Denis, con Robert Pattinson e Juliette Binoche. Ancora non è prevista un'uscita nelle sale italiane, ma per l'occasione rispolveriamo la recensione di un altro film invisibile della stessa regista.

State già seguendo su TIMVision la seconda stagione di Killing Eve ? Vi riproponiamo l'intervista doppia alle due attrici protagoniste realizzata per l'arrivo della prima stagione, l'anno scorso.

Remake, reboot, prequel, sequel. E degli adattamenti, non possiamo proprio fare a meno? L'opinione di Roy Menarini.

Michelle Yeoh è appena stata scelta da James Cameron per i tre sequel previsti di Avatar. Vi riproponiamo allora la locandina di Emanuela Martini scritta per il film del 2009.

La citazione

«Life... don't talk to me about life...»

scelta da
Alice Cucchetti

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Recensione pubblicata su FilmTv 19/2016

Elle


Regia di Paul Verhoeven

Avere quasi 80 anni e la foga di un esordiente. A dieci anni da Black Book, il cineasta olandese prende il corpo di Isabelle Huppert - contaminata dai segni del cinema di Haneke, come fosse un cyborg di carne e sangue - e la inserisce in un gioco al massacro in cui è vittima e carnefice, motore di un meccanismo di violenza e sessualità che sta tra Il quarto uomo e Basic Instinct, icona da videogioco à la Atto di forza. Il gesto può essere simulazione, il passato ha la forma di un flashback che si avverte ma non si vede, e che sgretola la protagonista in molteplici frammenti di personalità. C’è il voyeurismo, qui dentro, le inquietudini che si nascondono dietro l’apparente normalità, ci sono echi quasi da Chabrol, che sfociano nelle zone di una commedia nera all’ultimo respiro, dove entrano in gioco il cattolicesimo, la perversione, e una guerra al femminile in cui il conflitto è sempre dietro il primo strato dell'immagine, ovvero un’immagine che è solo un debole strato pronto a essere rimosso. Un ritorno ora più che mai necessario, un film che ha fatto avvertire il buco nero di un’assenza troppo lunga.

I 400 colpi

GS
10
Elle (2016)
Titolo originale: Elle
Regia: Paul Verhoeven
Genere: Grottesco - Produzione: Francia/Germania/Belgio - Durata: 130'
Cast: Isabelle Huppert, Laurent Lafitte, Anne Consigny, Charles Berling, Virginie Efira, Christian Berkel, Alice Isaaz, Vimala Pons, Jonas Bloquet, Olivia Gotanègre
Sceneggiatura: David Birke

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Giulio Sangiorgio

Nasce su quel ramo del lago di Como e, quando non guarda, scrive. Gli piace il cinema comico - Buster Keaton, Jerry Lewis, Charlie Bowers, Pierre Etaix - quindi non può che diffidare della facile ironia. Pretende che i film sfidino le convinzioni del suo sguardo, per questo preferisce, sempre, ciò che eccede. Lo guida Chris Marker, piange Alain Resnais e, ingenuamente, crede che non esista correlazione tra l'r moscia e la voglia costante di cinema francese. Dirige Film Tv, sceglie film per Filmmaker, edita libri per Bietti Heterotopia. Non è in grado di stendere un suo profilo, ma sa che l'anagramma del suo nome è Luigio Nasogrigio. «E di me dico "egli"; – uno che non mi riguarda». Solo per ora, però.


Giulio Sangiorgio

Nasce su quel ramo del lago di Como e, quando non guarda, scrive. Gli piace il cinema comico - Buster Keaton, Jerry Lewis, Charlie Bowers, Pierre Etaix - quindi non può che diffidare della facile ironia. Pretende che i film sfidino le convinzioni del suo sguardo, per questo preferisce, sempre, ciò che eccede. Lo guida Chris Marker, piange Alain Resnais e, ingenuamente, crede che non esista correlazione tra l'r moscia e la voglia costante di cinema francese. Dirige Film Tv, sceglie film per Filmmaker, edita libri per Bietti Heterotopia. Non è in grado di stendere un suo profilo, ma sa che l'anagramma del suo nome è Luigio Nasogrigio. «E di me dico "egli"; – uno che non mi riguarda». Solo per ora, però.

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