Insomnia di Christopher Nolan - la recensione di FilmTv

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Sergio M. Grmek Germani dice che Acid - Delirio dei sensi è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 02:50.

Quanto vale l’altra metà del cielo, sul grande schermo? Quanto potere hanno le registe e le maestranze al femminile a Hollywood? Uno sguardo alle cifre e ai nomi, resistenti o emergenti, del gentil sesso al cinema.

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Tra i film che abbiamo già visto dell'edizione 2019 del Festival di Cannes c'è La Gomera di Corneliu Porumboiu, che non ci ha convinto. Vi invitiamo a confrontare le parole di Roberto Manassero con quelle di Sangiorgio, che con questa recensione, qualche anno fa, nella rubrica Scanners, presentava quest'autore della Nuova onda rumena.

La citazione

«What happened to Gary Cooper? The strong, silent type. That was an American. He wasn’t in touch with his feelings. He just did what he had to do. (David Chase - The Sopranos)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 46/1994

Insomnia


Regia di Christopher Nolan

Se c'è qualcosa di cui Christopher Nolan è certamente consapevole è il fatto di essere bravo: sa dove piazzare la macchina da presa, sa fare movimenti ampi e giocare con angolature distorte, sa riprendere paesaggi imponenti con evidente intenzioni metaforiche. Ne è talmente consapevole da non fermarsi mai a chiedersi (almeno non lo ha fatto in questi suoi primi tre film) se non sarebbe il caso di mettere, dietro a tutta questa esibizione formalistica, un po' di anima. Il suo modello evidente (quasi dichiarato nel primo film, "Following") è Orson Welles, il noir del maestro che cela e riflette tortuosi meandri del potere e della psiche. I suoi personaggi hanno sempre qualche disturbo che li renda "wellesiani postmoderni": l'amnesia il protagonista di "Memento", l'insonnia il poliziotto Al Pacino in questo "Insomnia". L'impressione perciò è che, sotto l'intreccio poliziesco, ci sia molto di più, una percezione distorta del mondo, il passato che ritorna, comunque l'impossibilità di leggere la realtà se non sotto la scorza della finzione o della "malattia". Il gioco funzionava in "Memento" (che era fin troppo programmaticamente "a spirale"), ma mostra la corda in questo film, dove la narrazione si apre a un contesto in qualche modo "realistico" e meno ossessivo (l'insonnia in realtà non ha un'evidenza visiva e visionaria e serve solo a far strizzare gli occhi a Pacino, questa volta servito male, letterariamente, dal doppiaggio di Giannini). E quindi, la mancanza dell'anima, di una passione o di un interesse per i personaggi, salta agli occhi. Nel vedere questo poliziotto assillato dai dubbi sull'etica del suo lavoro, stretto tra fini e mezzi, vengono subito in mente "La promessa" di Sean Penn e i romanzi della Factory di Derek Raymond, dove i protagonisti e le vittime grondano davvero sangue e dolore. E "Insomnia", con il suo gelo da Alaska, si ridimensiona all'esercizio un po' presuntuoso di un "diplomato" al Sundance.

Insomnia (2002)
Titolo originale: Insomnia
Regia: Christopher Nolan
Genere: Thriller - Produzione: Usa/Canada - Durata: 119'
Cast: Al Pacino, Robin Williams, Hilary Swank, Martin Donovan, Maura Tierney

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