My Generation di David Batty - la recensione di FilmTv

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Su Cine Sony alle ore 10:10.

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Per festeggiare David Cronenberg che verrà premiato con il Leone alla carriera a Venezia 75 abbiamo pensato di rendere disponibili tutti gli articoli archiviati nella nostra collezione Locandine. A partire da La zona morta.

La citazione

«Tutti i luoghi che ho visto, che ho visitato ora so ne sono certo: non ci sono mai stato. (Giorgio Caproni - Esperienza)»

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Pedro Armocida

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Recensione pubblicata su FilmTv 03/2018

My Generation


Regia di David Batty

«La giovinezza non è un momento della vita, è uno stato mentale. Non guardate mai indietro con rabbia; guardate avanti con speranza». Sono le parole con cui Michael Caine conclude il flemmatico, ironico eppure appassionato viaggio con il quale ci ha guidati attraverso la Londra degli anni 60 e i folgoranti cambiamenti che ribaltarono i costumi. Non solo a Londra, naturalmente, ma in tutto il mondo occidentale; resta il fatto che Londra e gli inglesi erano i più tradizionalisti e compassati e che si ritrovarono improvvisamente al centro del mutamento, al centro della moda, della musica, della liberazione sessuale, dell’arte, del cinema, della vita. Dopo gli “arrabbiati” (cui Caine fa riferimento con il suo «Don’t look back in anger»), che a metà degli anni 50 avevano dato uno scossone alla cultura nazionale e alla coscienza di classe, arrivarono i “swingers”, i giovani creativi che inventarono la Swinging London. I fotografi (Bailey, Donovan, Duffy), gli stilisti (Mary Quant che tranciò le gonne, Vidal Sassoon che lo fece con i capelli), i gruppi (Beatles, Rolling Stones, Who), le modelle (Shrimpton, Lumley, Twiggy), attori come Caine, pittori come David Hockney, icone come Marianne Faithfull. Accompagnati dall’attore e dalle voci dei protagonisti dell’epoca, attraversiamo quella felice rivolta contro le convenzioni e le proibizioni, quel radicale abbattimento di barriere di classe che parevano invalicabili, quella spinta a essere se stessi che ha creato il futuro. Nel bene e nel male. Senza pentimenti, My Generation di David Batty racconta che ne valeva la pena. 

I 400 colpi

EM
7
My Generation (2017)
Titolo originale: My Generation
Regia: David Batty
Genere: Documentario - Produzione: Gran Bretagna - Durata: 85'

Montaggio: Ben Hilton
Fotografia: Ben Hodgson

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Emanuela Martini

Capelli rossi, lettrice forte, brutto carattere (dicono). La prima volta mi hanno portata al cinema che avevo tre anni. Ci stavo dalle 2 alle 8, orario continuato. Praticamente, non ne sono più uscita: adesso ci sto anche dalle 8 alle 20, e a volte pesa. Ma la passione resta e non mi annoio (quasi mai). Onnivora: mi piace tutto (quando mi piace). Autori di culto: Michael Powell e Robert Altman. Serie: Twin Peaks e I Soprano forever. Rimpiango il cinema americano anni ’70 e il metabolismo dei trent’anni. Vivo in un disordine "escheriano", tra libri, oggetti, dvd, foto, abiti e scarpe, con Lucrezia, gatta petulante di 19 anni. Credo allo Stregatto (quello di Alice): qui in giro aleggia il sorriso di Blimp, Sibella e Oreste.


Emanuela Martini

Capelli rossi, lettrice forte, brutto carattere (dicono). La prima volta mi hanno portata al cinema che avevo tre anni. Ci stavo dalle 2 alle 8, orario continuato. Praticamente, non ne sono più uscita: adesso ci sto anche dalle 8 alle 20, e a volte pesa. Ma la passione resta e non mi annoio (quasi mai). Onnivora: mi piace tutto (quando mi piace). Autori di culto: Michael Powell e Robert Altman. Serie: Twin Peaks e I Soprano forever. Rimpiango il cinema americano anni ’70 e il metabolismo dei trent’anni. Vivo in un disordine "escheriano", tra libri, oggetti, dvd, foto, abiti e scarpe, con Lucrezia, gatta petulante di 19 anni. Credo allo Stregatto (quello di Alice): qui in giro aleggia il sorriso di Blimp, Sibella e Oreste.

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