Paradise di Andrey Konchalovskiy - la recensione di FilmTv

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La citazione

«Un ingenuo e stupido film americano può insegnarci qualcosa “per mezzo” della sua scempiaggine. Ma non ho imparato mai niente da uno scaltrito film inglese. (Ludwig Wittgenstein)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 04/2018

Paradise


Regia di Andrey Konchalovskiy

Jules, untuoso funzionario della polizia di Vichy, nella Francia occupata. Olga, membro della Resistenza francese di origine russa. Helmut, fiero Standartenführer delle SS. Personaggi sfaccettati, umbratili, sfuggenti, meno complessi di quanto la sceneggiatura vorrebbe, ma forse proprio per questo ancor più interessanti: nella semplicità si annidano i dubbi, le ambiguità, svelate in una sorta di limbo-confessionale in cui i protagonisti, seduti frontalmente alla camera, riflettono ex-post - tra flussi di coscienza e crolli - sul loro ruolo di prigionieri, carcerieri, esseri umani che hanno sognato un loro personale, utopico paradiso. E allora Jules pensa a come «oggi, una francese su tre sogna ancora di dormire con un tedesco. Ma se i tedeschi fossero sconfitti, sarebbero tutti pronti a linciare chiunque sospettassero di collaborazionismo», prima che i macellai della Resistenza lo ammazzino a sangue freddo di fronte a suo figlio; Olga manipola i carcerieri sfruttando il carisma seduttivo del suo corpo come una consumata femme fatale noir; Helmut, cultore di Adolf Hitler, sogna un folle Eden alla maniera di Aguirre e nasconde un’ammirazione per Stalin («Se fossi nato in Russia, sarei stato comunista»). La regia, premiata a Venezia 2016, si muove in queste zone grigie con rigore e distacco, prediligendo la camera fissa e lavorando su piani di profondità che diventano significanti. E quando le immagini si fanno insostenibili, ecco che la pellicola si rovina, si fa (finto) documento d’epoca, sforzandosi di mantenersi essenziale, minimalista, glabra fino alla più cinica scarnificazione.

I 400 colpi

PA
6
CB
7
SE
4
RM
5
MM
4
FM
4
RMO
5
GAN
6
LP
5
GS
4
media
5.0
Paradise (2016)
Titolo originale: Ray
Regia: Andrey Konchalovskiy
Genere: Drammatico/Storico - Produzione: Russia/Germania - Durata: 130'
Cast: Peter Kurt, Yuliya Vysotskaya, Filipp Dyuken, Kristian Klaus, Jakob Diehl, Viktor Sukhorukov, Vera Voronkova, Ramona Kunze-Libnow, Jean Denis Römer, Caroline Piette
Sceneggiatura: Andrej Konchalovskij, Elena Kiseleva

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Claudio Bartolini

Codirettore della collana di cinema Bietti Heterotopia e direttore della rivista monografica quadrimestrale INLAND. Quaderni di cinema, è critico e redattore di Film Tv e collabora con il mensile Nocturno Cinema. Ha pubblicato i volumi Il gotico padano. Dialogo con Pupi Avati (Le Mani, 2010), Nero Avati. Visioni dal set (Le Mani, 2011), Thriller italiano in 100 film (Le Mani, 2011), Videocronenberg (Bietti, 2012), Macchie solari. Il cinema di Armando Crispino (Bloodbuster, 2013). Ha inoltre pubblicato saggi in numerose pubblicazioni collettive.


Claudio Bartolini

Codirettore della collana di cinema Bietti Heterotopia e direttore della rivista monografica quadrimestrale INLAND. Quaderni di cinema, è critico e redattore di Film Tv e collabora con il mensile Nocturno Cinema. Ha pubblicato i volumi Il gotico padano. Dialogo con Pupi Avati (Le Mani, 2010), Nero Avati. Visioni dal set (Le Mani, 2011), Thriller italiano in 100 film (Le Mani, 2011), Videocronenberg (Bietti, 2012), Macchie solari. Il cinema di Armando Crispino (Bloodbuster, 2013). Ha inoltre pubblicato saggi in numerose pubblicazioni collettive.

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