La forma dell'acqua di Guillermo Del Toro - la recensione di FilmTv

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Recensione pubblicata su FilmTv 07/2018

La forma dell'acqua


Regia di Guillermo Del Toro

Il bacio di Klimt intarsiato nell’acqua, oggetti fluttuanti nel liquido azzurro, geroglifici cangianti di linee sospese, le squame argentate del mostro... La forma dell’acqua - The Shape of Water sfoglia il taccuino di appunti di Guillermo del Toro, composizione d’arte speziata di Messico, esposto nel 2016 al museo LACMA di Los Angeles. Il libretto fitto di note e disegni amazzonici nel film compare tra le mani di uno scienziato-poeta, e ci dice che la fiaba metafisica è una galleria delle creature orripilanti del regista di Guadalajara, un labirinto del fauno pieno di incubi e meraviglie. Al di là del folklore di Coco, Del Toro evoca l’oltretomba del Día de muertos, il sotterraneo buio di un laboratorio scientifico a Baltimora, covo segreto e zona franca militare. È il 1962, tempo della crisi missilistica di Cuba, a un passo da Cancún e dal fiume che generò l’uomo-pesce, prigioniero in una gabbia di vetro, l’anfibio da sventrare e sezionare per carpirne il segreto, conteso da impietosi agenti sovietici. L’horror politico si specchia nel colonnello Strickland (sublime Michael Shannon), con metaforiche dita marce della mano e charme maligno, aguzzino del Gill-man di Del Toro, l’uomo-branchia, ruggente e incatenato. Ma ecco arriva lei, la donna delle pulizie muta Elisa (Sally Hawkins da Oscar) che cammina danzando sullo sfondo di clip prese dai musical di Betty Grable, Shirley Temple, Carmen Miranda e Alice Faye mentre Renée Fleming canta You’ll Never Know. Memoria dell’acqua e del cinema. Il flusso visionario si materializza in oggetti iconici dell’epoca d’oro: il manganello elettrico anti sommossa, la Cadillac con le pinne “carta da zucchero”, la fonovaligia, i dipinti pubblicitari in stile Norman Rockwell del vicino di casa, l’artista gay (Richard Jenkins) che avrà un contatto con l’essere pescato nel Rio delle Amazzoni. «Ma tu sei un dio!». Del Toro gioca di humour con il suo freak, unico spettatore nella sala vuota, incantato davanti a La storia di Ruth, stupefatto del mondo come la Madison di Splash - Una sirena a Manhattan. E compone su musica di Alexandre Desplat l’atlante delle immagini assenti, l’archetipo del Mostro amato, la Bestia (e la Bella), King Kong, la Creatura della laguna nera, segni di un’effrazione della realtà, contro la “guerra fredda” di ogni stagione. Saranno l’irriducibile collega afroamericana (Octavia Spencer), il “rosso” che onora la Rivoluzione d’ottobre (Michael Stuhlbarg) e il pittore rifiutato da tutti (Richard Jenkins) gli alleati di Elisa, in bilico sulla linea del piacere tra umano e disumano. Su tutto aleggia lo spirito disneyano, adorato da Del Toro, con i villain e le sirenette, la paura e la polvere di fata, antidoto alle forze del male, del Pentagono e del Cremlino. La forma dell’acqua - Leone d’oro a Venezia 2017 e candidato a 13 Oscar - si abbandona ai sensualissimi vortici tra diseguali, paria della società, angeli vittoriosi degli esclusi perché l’acqua prende la forma che vuoi, come l’amore plasmato su corpi di donna, uomo o alieno. Uscita d’obbligo per San Valentino.

I 400 colpi

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media
7.0
La forma dell'acqua (2017)
Titolo originale: The Shape of Water
Regia: Guillermo Del Toro
Genere: Fantasy - Produzione: Usa - Durata: 119'
Cast: Sally Hawkins, Doug Jones, Michael Shannon, Richard Jenkins, Michael Stuhlbarg, Octavia Spencer, Lauren Lee Smith, David Hewlett, John Kapelos, Nick Searcy
Sceneggiatura: Guillermo del Toro, Vanessa Taylor

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Mariuccia Ciotta

Mariuccia Ciotta, giornalista e critico cinematografico, autrice di programmi radio-televisivi, ha scritto saggi e libri su autori e generi. Tra le sue pubblicazioni: Walt Disney – Prima stella a sinistra (Bompiani), Da Hollywood a Cartoonia (manifestolibri), Un marziano in tv (Rai/Eri), Rockpolitik (Bompiani), il Ciotta-Silvestri - Cinema (Einaudi), Il film del secolo (Bompiani). Ha diretto il quotidiano il manifesto.


Mariuccia Ciotta

Mariuccia Ciotta, giornalista e critico cinematografico, autrice di programmi radio-televisivi, ha scritto saggi e libri su autori e generi. Tra le sue pubblicazioni: Walt Disney – Prima stella a sinistra (Bompiani), Da Hollywood a Cartoonia (manifestolibri), Un marziano in tv (Rai/Eri), Rockpolitik (Bompiani), il Ciotta-Silvestri - Cinema (Einaudi), Il film del secolo (Bompiani). Ha diretto il quotidiano il manifesto.

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