Figlia mia di Laura Bispuri - la recensione di FilmTv

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Simone Emiliani dice che La notte dell'agguato è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 16:20.

Film di culto, pilastro della storia del cinema, capolavoro assoluto. E... Mel Gibson si prepara a rifarlo. Con un ricco cast, come vi raccontiamo nella prossima newsletter. Rileggiamo le parole di Gianni Amelio.

Arriva il 31 maggio su Prime Video una delle nuove serie più attese dell'anno. Si chiama Good Omens, ed è tratta dal romanzo di Neil Gaiman e Terry Pratchett Buona Apocalisse a tutti! Impossibile non ripensare a American Gods , egualmente tratta da un romanzo dello scrittore inglese.

Tra i film che abbiamo già visto dell'edizione 2019 del Festival di Cannes c'è La Gomera di Corneliu Porumboiu, che non ci ha convinto. Vi invitiamo a confrontare le parole di Roberto Manassero con quelle di Sangiorgio, che con questa recensione, qualche anno fa, nella rubrica Scanners, presentava quest'autore della Nuova onda rumena.

Il cast dei sequel di Avatar cresce (ve ne parliamo nella prossima newsletter, nella vostra casella di posta sabato 18 maggio). Per l'occasione vi riproponiamo un confronto critico pubblicato all'epoca dell'uscita del primo film.

Il calciomercato delle piattaforme streaming e dei canali a pagamento, dai destini sempre più intrecciati. Un'analisi di Andrea Bellavita.

La citazione

«Non solo Dio non esiste, ma provate a trovare un idraulico durante il week end! (Woody Allen)»

scelta da
Emanuela Martini

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Recensione pubblicata su FilmTv 08/2018

Figlia mia


Regia di Laura Bispuri

Un prete, un cane e un figlio che educa i grandi: è la segnaletica classica del cinema italiano da De Sica a Comencini a Moretti. Patrimonio che Bispuri, figlia d’arte di Cinecittà, ama destabilizzare e scavalcare. Le sue “bambine cattive” mettono a soqquadro i morti (Passing Time), la scuola (Biondina), il sesso secondo il partito del lavoro d’Albania (Vergine giurata) e qui addirittura due mamme, Golino e Rohrwacher. Alla prima, adottiva e operaia, la piccola e rossa Casu imporrà la fantasia, alla seconda, naturale e cowgirl spericolata, ricorda che i cavalli sono più affascinanti degli uomini. Siamo alla parodia di Il mio corpo ti scalderà, visto che i maschi sono messi fuori dalla porta (altro che preferire a Jane Russell un destriero, come il machista Hughes). Questa giovane generazione dei Cappai, Alice Rohrwacher, Bispuri e Quatriglio riafferma che il western ci appartiene quanto il neorealismo. Basta che il film sia di genere favoloso, né maschile né femminile. Come A Ciambra, il corto Biondina era smanioso di crescere e diventare Figlia mia: lo stesso anelito di libertà fuori dalle gabbie imposte. La location non metropolitana, le vasche dei pesci di allevamento, e il mare, qui sardo, sullo sfondo. Il montaggio aritmico e verticale, quasi si vola nel vuoto tra uno stacco e l’altro. L’esperienza visiva è forte e sorprendente. Togliete il sonoro al film, e resta affascinante. «Bruttina e inetta», la bimba cresce come un salmone selvatico dell’Alaska, nuotatrice asincronizzata inallevabile, a meno che non si metta in grado di cercare un tesoro e di superarsi sprofondando in un buco inquietante. Tra Salvatores e Sayles (Limbo). 

I 400 colpi

PA
7
PMB
3
MC
8
FDM
5
SE
4
EM
5
FM
6
GS
5
RS
8
media
5.7
Figlia mia (2018)
Titolo originale: -
Regia: Laura Bispuri
Genere: Drammatico - Produzione: Italia/Svizzera/Germania - Durata: 90'
Cast: Valeria Golino, Alba Rohrwacher, Sara Casu, Michele Carboni, Udo Kier
Sceneggiatura: Laura Bispuri, Francesca Manieri

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Humour
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo

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