Visages villages di Agnès Varda, JR - la recensione di FilmTv

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La citazione

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Recensione pubblicata su FilmTv 11/2018

Visages villages


Regia di Agnès Varda, JR

Il viaggio on the road di Agnès Varda e dello street artist JR è come il pennello disneyano che passa su paesaggi spenti e li anima di luci e colori, dalla Provenza alle spiagge della Normandia, dai campi di grano al bunker tedesco rovesciato sulla sabbia e cambiato di segno grazie all’immagine incollata di Guy Bourdin, celebre fotografo di moda, modello e amico della regista di Cleo dalle 5 alle 7. Una coppia stramba si aggira per le campagne francesi: lei mito della nouvelle vague, con un caschetto di capelli bicolori, lui giovane e bello, già icona di se stesso, cappello e occhiali neri alla Godard. Vietato toglierli, o solo per un attimo, il tempo di sostituirsi a JLG (Jean-Luc Godard) e di consolare Agnès davanti alla porta chiusa dello scorbutico svizzero. La sfocatura dello sguardo non è solo per l’età, la sovrimpressione di immagini è un atto creativo come il film documentario firmato dai due artisti fotografi, gesto futuribile, happening clamoroso che attraversa i villaggi, rovine della memoria, e i porti dove si accatastano le merci, e dove Agnès e JR cambiano connotati al paesaggio, un po’ come fanno Christo e Jeanne-Claude, campioni della Land Art. Nel furgoncino dall’aspetto di un’enorme macchina fotografica si sfornano gigantografie degli abitanti di casolari e cascine, silhouette in bianco e nero che JR e la troupe incollano sulle facciate su indicazione di Varda. Così che l’unica resistente alla distruzione di una casetta in mattoni rossi, alla maniera di Up, domina adesso l’intero villaggio-fantasma di ex minatori. E una capra, anche lei contro la logica del profitto, inalbera le sue corna, che gli allevatori bruciano per evitare conflitti, sulla parete dell’ovile. Agricoltori solitari, cameriere, intere famiglie, operai, scaricatori di porto e mogli invisibili tracciano il percorso, improvvisamente famosi, tempestati di altri scatti fotografici di curiosi e turisti, simulacri che il mare e la pioggia cancelleranno ma che il cinema conserva. Fuori concorso al festival di Cannes 2017, candidato all’Oscar per il miglior documentario, Visages villages è distribuito dalla Cineteca di Bologna, forse perché è carico di altri “collage” oltre a quelli impressi sui muri, una forma di materializzazione del cinema, fotogrammi di carta e colla che si intrecciano con gli omaggi viventi di Agnès in corsa su una sedia a rotelle spinta da JR lungo i saloni del Louvre, a ricordare Bande à part. Jacques Demy, Alain Resnais, Anna Karina e i nomi della stagione dei “Cahiers” aleggiano nel cielo di Francia, scortati dalla signora e dal ragazzo che hanno in comune lo sguardo, occhi spalancati e appiccicati a una cisterna in partenza su un treno merci che andrà chissà dove. Gli stessi occhi scuri che tappezzano il confine Messico-Stati Uniti, istallazione di JR a cavallo del Muro e apparecchiata per un gigantesco picnic d’amore. E così che, tra scherzi, bisticci e punzecchiature esilaranti, il duo continua il suo viaggio con l’espressione del dreamer fino ai dock di Le Havre, un altro confine invalicabile, ma non certo per i visionari.

I 400 colpi

PMB
10
MC
9
FDM
8
SE
9
IF
8
RM
6
MM
8
FM
8
RMO
8
GAN
9
LP
8
ES
8
RS
9
FT
9
media
8.4
Visages villages (2017)
Titolo originale: Visages villages
Regia: Agnès Varda, JR
Genere: Documentario - Produzione: Francia - Durata: 89'

Musiche: Matthieu Chedid
Fotografia: C. Duguet, N. Guicheteau, R. Le Bonniec, R. Minnesota, V. Vignet

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