Il prigioniero coreano di Kim Ki-duk - la recensione di FilmTv

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Puntualizzazioni di Giona A. Nazzaro a proposito delle critiche rivolte al film Hammamet di Gianni Amelio.

A breve arriverà la terza stagione, quindi Sky Atlantic fa ripartire in replica la prima il 2 marzo. E noi ve ne riproponiamo la recensione.

Arriva in sala il film La Gomera , film del regista rumeno Corneliu Porumboiu. Su Film Tv n° 08 lo intervistiamo, qui riproponiamo la recensione di un suo film ancora inedito, segnalato nella rubrica Scanners.

La citazione

«Povero pensiero... finisce sempre per sfracellarsi contro il muro dei fatti. (Lev Troskij)»

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Adriano Aiello

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Recensione pubblicata su FilmTv 15/2018

Il prigioniero coreano


Regia di Kim Ki-duk

Sui rapporti fra le due Coree, Kim Ki-duk aveva realizzato nel 2002 The Coast Guard, uno dei suoi film meno apprezzati, ma caratterizzato dalla medesima sincerità feroce che attraversa Il prigioniero coreano. Le tensioni fra i due paesi, un vero e proprio sottogenere che vanta classici come Shiri e JSA - Joint Security Area, sono infatti uno snodo inevitabile dell’immaginario coreano. Nella vicenda del pescatore che, a causa di un’avaria del suo motore, si trova a varcare involontariamente le acque territoriali che separano il nord dal sud, il regista innesta un’articolata riflessione umanista che trascende le barriere ideologiche fra i due stati. Kim non è certo noto per essere uno che nutre grande fiducia nel genere umano, ma nel confrontarsi con la situazione divisa in due del suo paese il suo peculiare umanesimo viene compiutamente alla luce. E non fa sconti a nessuno. Nam Chul-woo (interpretato da Ryoo Seung-bum, che ha al suo attivo cose come Arahan - Potere assoluto, Mr. Vendetta e Crying Fist - Pugni di rabbia), considerato una spia dai servizi segreti del sud, è lasciato libero per le strade di Seoul nella speranza che si faccia abbagliare dalle sirene del capitalismo. Lui invece, fedele agli insegnamenti del suo leader supremo, chiude gli occhi davanti alla ricchezza per non farsi accecare. Kim, lucidissimo, sceglie provocatoriamente di vedere il sud attraverso gli occhi del nord, conferendo al suo film un’energia testarda e tutta di pancia. Una paradossale scelta di campo che fa di Il prigioniero coreano un film audace e controcorrente nonostante alcune rigidità contenutiste. 

I 400 colpi

PA
7
MC
7
FM
7
GAN
7
LP
4
RS
7
media
6.5
Il prigioniero coreano (2016)
Titolo originale: Geumul
Regia: Kim Ki-duk
Genere: Drammatico/Thriller - Produzione: Corea del sud - Durata: 114'
Cast: Seung-bum Ryoo, Won-geun Lee, Young-min Kim, Guyhwa Choi, Min-seok Son, Ha-dam Jeong, Hyun-Ah Sung, Kim Su-an, Ji-il Park
Sceneggiatura: Kim Ki-duk

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Giona A. Nazzaro

Delegato generale Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Programmatore Visions du Réel di Nyon (Svizzera). Collaboratore Festival del Film di Locarno. Autore di libri e saggi. Dischi, libri, gatti, i piaceri. Il resto, in divenire.

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