La morte di Luigi XIV di Albert Serra - la recensione di FilmTv

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La citazione

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Recensione pubblicata su FilmTv 15/2018

La morte di Luigi XIV


Regia di Albert Serra

Il re Sole di Albert Serra sta tutto nella figura immobile di Jean-Pierre Léaud affossato nel letto di morte e sommerso da una gigantesca parrucca: un’immagine grottesca, parossistica, che riassume la visione della Storia secondo il regista catalano, che in questo caso ha scelto una figura reale trasformata in mito (e non viceversa, come successo con Don Chisciotte, i Re Magi, Dracula e in parte Casanova) per tornare a verificare ciò che resta nella contemporaneità della tradizione culturale dell’Occidente. Il decorso lento e inesorabile della cancrena alla gamba sinistra che nell’estate del 1715, a Versailles, portò alla morte Luigi XIV è scandito da un tempo antico, monotono, dove sono i rituali, e non le necessità, a determinare gli eventi. Il corpo del re muore, come quello di ogni uomo, ma la corte di medici, ministri, sacerdoti, vassalli e dame, tra diagnosi, cure, preghiere, sospiri, parole ossequiose e lacrime, ne mantiene in vita il simulacro. Il contrasto tra secolarità e sacralità, storiografia e interpretazione è ciò che interessa a Serra, che scrive il film seguendo i Mémoires di Saint-Simon e del marchese di Dangeau, che allestisce le stanze regali con una geometria pittorica, che oppone il misticismo della religione a una scienza medica ancora seicentesca nel suo avventurismo. L’ironia del progetto è fin troppo letterale, ma è come se Serra sapesse di essere autore e vittima del suo stesso gioco, con quel corpo regale e marcescente che anche grazie alla presenza torva di Léaud finisce per riprendersi la sacralità che la Storia gli ha riconosciuto e resistere così a uno sguardo che lo vorrebbe a tutti i costi ridicolizzare.

I 400 colpi

PA
8
MG
7
RM
7
MM
9
EM
8
FM
7
GAN
10
LP
8
GS
9
RS
8
FT
8
media
8.1
La morte di Luigi XIV (2016)
Titolo originale: La mort de Louis XIV
Regia: Albert Serra
Genere: Biografico - Produzione: Francia/Spagna/Portogallo - Durata: 115'
Cast: Jean-Pierre Léaud, Vicenç Altaió, Marc Susini, Patrick d'Assumçao, Bernard Belin, Irène Silvagni, Jacques Henric, Alain Lajoinie, Olivier Cadiot
Sceneggiatura: Albert Serra, Thierry Lounas
Fotografia: Jonathan Ricquebourg

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Roberto Manassero

Roberto Manassero lavora come selezionatore al Torino Film Festival, è capo-redattore del sito www.cineforum.it e collaboratore delle riviste Film Tv e Doppiozero. Ha scritto un libro su P.T. Anderson, uno su Hitchcock e uno sul melodramma hollywoodiano. Tra i curatori del programma del Circolo dei lettori di Novara, tiene lezioni di cinema in scuole, musei e associazioni cultura.


Roberto Manassero

Roberto Manassero lavora come selezionatore al Torino Film Festival, è capo-redattore del sito www.cineforum.it e collaboratore delle riviste Film Tv e Doppiozero. Ha scritto un libro su P.T. Anderson, uno su Hitchcock e uno sul melodramma hollywoodiano. Tra i curatori del programma del Circolo dei lettori di Novara, tiene lezioni di cinema in scuole, musei e associazioni cultura.

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