Molly's Game di Aaron Sorkin - la recensione di FilmTv

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Mauro Gervasini dice che Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 21:00.

Dove sono finite le sex symbol? Dal nostro archivio, una riflessione del 2012 di Roy Menarini.

Rick Alverson (in concorso a #Venezia75 con The Mountain ) è un comico da prendere decisamente sul serio. Lo avevamo segnalato negli Scanners.

Manca poco per la quinta stagione (su Netflix dal 14 settembre). Il cavallo più (o meno) famoso di Hollywoo sta per tornare.

Tra i 30 registi italiani più votati del nostro sondaggio pubblicato su FilmTv n° 34 c'è lui. Noi lo conosciamo bene, e voi?

Per festeggiare David Cronenberg che verrà premiato con il Leone alla carriera a Venezia 75 abbiamo pensato di rendere disponibili tutti gli articoli archiviati nella nostra collezione Locandine. A partire da La zona morta.

La citazione

«Il banco di prova di un'intelligenza di prim'ordine è la capacità di tenere due idee opposte in mente nello stesso tempo e, insieme, di conservare la capacità di funzionare (Francis Scott Fitzgerald)»

scelta da
Emanuela Martini

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Recensione pubblicata su FilmTv 16/2018

Molly's Game


Regia di Aaron Sorkin

Molly Bloom (nessuna connessione con il personaggio dell’Ulisse di Joyce, anche se dal padre di Molly, psicologo colto e rigido, uno scherzo del genere ce lo si potrebbe aspettare) parla per due ore e 20 minuti, in campo e fuori campo, raccontando il suo passaggio da giovane sciatrice aspirante olimpionica a cameriera squattrinata di un locale di Los Angeles a regina del poker clandestino, che organizzava in lussuose suite di LA e New York. Molly non gioca: sono le mance ad arricchirla. Molly non s’innamora. Molly paga le tasse. Molly tiene testa ai suoi clienti, ricchi e famosi. I suoi tavoli erano frequentati da sportivi, miliardari, attori come Ben Affleck, Tobey Maguire, Leonardo DiCaprio e, a sua insaputa, anche da esponenti della mafia russa. E, tra celebrità e malavitosi, finirono per incastrarla: nel 2013 l’FBI l’arrestò. Nel 2014 Molly pubblicò l’autobiografia che Aaron Sorkin ha adattato per la sua prima regia. Da West Wing e The Newsroom (ma anche dalle sceneggiature di Codice d’onore, La guerra di Charlie Wilson, The Social Network e Steve Jobs) sappiamo quanto sia bravo Sorkin con le parole: anche in Molly’s Game esse si rincorrono, rimbalzano tra passato e presente, danno il tempo e il tono del racconto. E questo probabilmente è il difetto di un film nel quale le immagini si accavallano con scorsesiana frenesia per stare dietro alla voce monologante della brava Jessica Chastain, sospesa tra una studiata volgarità e un innato codice etico. The Wolf of Wall Street è il fantasma che aleggia su Molly’s Game, al quale però mancano sia la durezza sarcastica sia la musicalità del flusso visivo di Scorsese.

I 400 colpi

AA
7
PA
7
PMB
7
AC
6
SE
4
IF
5
MG
5
RM
5
EM
7
FM
4
RMO
8
LP
7
ES
7
GS
6
media
6.1
Molly's Game (2017)
Titolo originale: Molly's Game
Regia: Aaron Sorkin
Genere: Biografico - Produzione: Cina/Usa/Canada - Durata: 140'
Cast: Jessica Chastain, Idris Elba, Kevin Costner, Michael Cera, Jeremy Strong, Chris O’Dowd, J.C. MacKenzie, Angela Gots
Sceneggiatura: Aaron Sorkin

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Emanuela Martini

Capelli rossi, lettrice forte, brutto carattere (dicono). La prima volta mi hanno portata al cinema che avevo tre anni. Ci stavo dalle 2 alle 8, orario continuato. Praticamente, non ne sono più uscita: adesso ci sto anche dalle 8 alle 20, e a volte pesa. Ma la passione resta e non mi annoio (quasi mai). Onnivora: mi piace tutto (quando mi piace). Autori di culto: Michael Powell e Robert Altman. Serie: Twin Peaks e I Soprano forever. Rimpiango il cinema americano anni ’70 e il metabolismo dei trent’anni. Vivo in un disordine "escheriano", tra libri, oggetti, dvd, foto, abiti e scarpe, con Lucrezia, gatta petulante di 19 anni. Credo allo Stregatto (quello di Alice): qui in giro aleggia il sorriso di Blimp, Sibella e Oreste.


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