Interruption di Yorgos Zois - la recensione di FilmTv

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La citazione

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Recensione pubblicata su FilmTv 17/2018

Interruption


Regia di Yorgos Zois

Tra le immagini che hanno segnato più in profondità l’esperienza visiva degli anni zero c’è sicuramente quella delle guerrigliere cecene riverse sulle poltroncine del teatro Dubrovka a Mosca, uccise nel corso dell’assalto di un gruppo di teste di cuoio russe. Facevano parte di un commando che prese in ostaggio 850 spettatori. «Durante i primi minuti» racconta Yorgos Zois «il pubblico pensò che tutto facesse parte della rappresentazione». Da questa suggestione nasce Interruption, film che guarda shakespearianamente «il mondo per quello che è: un palcoscenico dove ognuno deve recitare la sua parte». In un teatro di Atene va in scena un adattamento dell’Orestea eschilea, tragedia che, fin dalla sua ideazione, infrange la quarta parete per chiamare a giudizio del proprio eroe un tribunale di cittadini. In Interruption avviene esattamente questo: un gruppo di spettatori sale sul palco in veste d’Areopago, organo giudicante che si esprimerà in merito a Oreste. Zois si rifà a Theo Angelopoulos, in particolare a La recita, film che proprio nell’Orestea trovava il testo esemplare attraverso cui ragionare sul presente (gli affanni contemporanei della Grecia) evitandone ogni cifratura “impulsiva”. Di Angelopoulos prende a modello anche l’effetto di straniamento di derivazione brechtiana, però nell’algida rielaborazione proposta da Yorgos Lanthimos (si pensi ai personaggi-burattino di Kynodontas, Alps e The Lobster). E il problema dell’operazione di Zois sta proprio in questo continuo cogliere rimandi, tanto che alla fine si ha quasi l’impressione di trovarsi di fronte a un film già fatto, ma soprattutto già visto.

I 400 colpi

FDM
6
RM
4
MM
5
LP
5
media
5.0
Interruption (2015)
Titolo originale: Interruption
Regia: Yorgos Zois
Genere: Drammatico - Produzione: Grecia/Francia/Croazia/Italia/Bosnia - Durata: 109'
Cast: Alexandros Vardaxoglou, Sofia Kokkali, Pavlos Iordanopoulos, Christos Karteris, Romanna Lobach, Maria Kallimani, Maria Filini, Alexia Kaltsiki, Christos Stergioglou, Angeliki Margeti
Sceneggiatura: Yorgos Zois

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Nota biografica in forma di plagio (Io copio talmente tanto che neppure più me ne accorgo):
pensierino della sera:
«Il critico non fa il cinema, ci va. La sua grandezza – non il suo limite – è questa: teniamocela stretta»
buon proposito del mattino:
«Il critico se vuole uscire dalla marginalità deve inventarsi nuovi modi di scrivere, parlare, far passare il cinema, il pensiero che il cinema mette ancora in forma»


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