La mélodie di Rachid Hami - la recensione di FilmTv

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La citazione

«Smettete di pensare che la scienza possa aggiustare tutto se le date 3 miliardi di dollari. (Kurt Vonnegut)»

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Simone Arcagni

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Recensione pubblicata su FilmTv 17/2018

La mélodie


Regia di Rachid Hami

Simon (Kad Merad), violinista di talento un po’ caduto in disgrazia anche per scarsezza di joie de vivre, finisce a fare l’insegnante di musica nel XIX arrondissement di Parigi, 17% di abitanti disoccupati, 35% di alloggiati nelle case popolari, come si dice in Francia un “quartiere sfavorito”. E infatti all’inizio non è facile catturare l’attenzione della classe di adolescenti o anche solo entrare in sintonia con l’ambiente degradato. Poi, complice un ragazzino di pari talento con lo strumento, e di conseguenza una nuova motivazione, l’insegnante gioca e vince la partita. La metafora sportiva serve anche per tornare a un altro film, non così distante da La mélodie, dove lo stesso Merad (sempre eccellente) interpretava in condizioni simili un professore di ginnastica, vale a dire Les choristes I ragazzi del coro. Ebbene sì, anche La mélodie ricorre agli stessi codici di coinvolgimento, dispiega il proprio arsenale pedagogico lavorando sulla rappresentazione di un contesto reso più autentico dalle originarie intenzioni documentaristiche dell’attore franco-algerino Rachid Hami (che esordì in La schivata di Abdellatif Kechiche), qui per la prima volta alla regia. Un film sinceramente coinvolgente, di quelli che possono suscitare ogni genere di dibattito, e non v’è alcun difetto in questo benché appunto il presupposto non sia tra i più originali. Hami e il co-sceneggiatore Guy Laurent, partiti dall’idea di realizzare un documentario sui bambini protagonisti di un programma di educazione alla musica classica in banlieue, hanno poi optato per la finzione lavorando però con attori non professionisti (tutti i ragazzi e qualche insegnante).

I 400 colpi

MG
6
La mélodie (2016)
Titolo originale: La mélodie
Regia: Rachid Hami
Genere: Drammatico - Produzione: Francia - Durata: 102'
Cast: Kad Merad, Samir Guesmi, Alfred Renely, Jean-Luc Vincent, Tatiana Rojo, Slimane Dazi, Mathieu Spinosi, Zakaria-Tayeb Lazab, Youssouf Gueye, Mouctar Diawara
Sceneggiatura: Rachid Hami, Guy Laurent, Valérie Zenatti

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Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.


Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.

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