Eva di Benoît Jacquot - la recensione di FilmTv

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Per festeggiare David Cronenberg che verrà premiato con il Leone alla carriera a Venezia 75 abbiamo pensato di rendere disponibili tutti gli articoli archiviati nella nostra collezione Locandine. A partire da La zona morta.

La citazione

«Revolution is my boyfriend»

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Recensione pubblicata su FilmTv 18/2018

Eva


Regia di Benoît Jacquot

Che Jacquot sia un autore non banale è un dato certo, per chi scrive. Non per quello che racconta (il contenuto dei suoi film potrebbe turbare al limite persone che non accendono una tv dagli anni 80), ma per come lo fa. Esordiente nel 1974 con un dittico documentario su Lacan, il francese predilige la forma dell’adattamento e del rifacimento (da L’assassin musicien, 1976, Fëdor Dostoevskij, sino a À jamais, 2016, Don DeLillo). Della replica. Così Eva, stroncato alla Berlinale 2018, porta sullo schermo un libro di James Hadley Chase, già adattato da Joseph Losey nel 1962 (con Jeanne Moreau nel ruolo che qui è di Isabelle Huppert). Non illustra, Jacquot. Non teme il confronto col perverso teatro barocco di Losey. Prima scena/«scena primaria» (Pietro Bianchi): a un badante è chiesto di prostituirsi dall’assistito, un uomo di teatro, che muore, proprio mentre il giovane si spoglia. I suoi occhi continuano a guardarlo. Lo fissano. Lo ossessioneranno. Il giovane sottrae l’ultima pièce al drammaturgo defunto. La firma a suo nome. Trova successo. Ma come fare a replicare? Seducendo una prostituta di lusso? Jacquot non cerca la prurigine dell’immagine, l’erotismo, il mélo, il thrilling. Si sottrae allo scandalo quanto allo psicologismo. Vuole mettere lo spettatore di fronte all’immagine svuotata, neutra, incapace di provare e dare sentimenti. Un’immagine anaffettiva come il protagonista. Ridicola e inadeguata. Non convincente, non in grado di persuadere. Un’immagine che deve ritrovare un senso, un sentimento. Il suo arditissimo film è tutto qui. Ci vuole coraggio a non voler piacere a nessuno. 

I 400 colpi

IF
4
AF
5
MG
5
RM
4
EM
4
GAN
2
LP
7
GS
6
media
4.6
Eva (2018)
Titolo originale: Eva
Regia: Benoît Jacquot
Genere: Drammatico - Produzione: Francia/Belgio - Durata: 100'
Cast: Isabelle Huppert, Gaspard Ulliel, Julia Roy, Marc Barbé, Richard Berry, Nathalie Charade, Ellen Mires
Sceneggiatura: Benoît Jacquot, Gilles Taurand

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Giulio Sangiorgio

Nasce su quel ramo del lago di Como e, quando non guarda, scrive. Gli piace il cinema comico - Buster Keaton, Jerry Lewis, Charlie Bowers, Pierre Etaix - quindi non può che diffidare della facile ironia. Pretende che i film sfidino le convinzioni del suo sguardo, per questo preferisce, sempre, ciò che eccede. Lo guida Chris Marker, piange Alain Resnais e, ingenuamente, crede che non esista correlazione tra l'r moscia e la voglia costante di cinema francese. Dirige Film Tv, sceglie film per Filmmaker, edita libri per Bietti Heterotopia. Non è in grado di stendere un suo profilo, ma sa che l'anagramma del suo nome è Luigio Nasogrigio. «E di me dico "egli"; – uno che non mi riguarda». Solo per ora, però.


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