Arrivano i prof di Ivan Silvestrini - la recensione di FilmTv

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Quando Rete 4 fu mandata sul satellite. Dialogo tra un canale televisivo e Tommaso Labranca.

La citazione

«Tutti i travestimenti del mondo non coprono la puzza di marcio. (Zatōichi)»

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Nicola Cupperi

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Recensione pubblicata su FilmTv 18/2018

Arrivano i prof


Regia di Ivan Silvestrini

Nel liceo peggiore d’Italia, col numero più basso di diplomati, un provveditore gaglioffo, animato da propositi poco nobili, invia una banda di insegnanti disastrati e disastrosi. La locandina strilla «Dieci anni dopo Notte prima degli esami torniamo sui banchi di scuola», ma, con buona pace del produttore Giannandrea Pecorelli, che quel film ideò e co-sceneggiò, la Notte prima (un piccolo classico, rivisto oggi), più che l’ambientazione scolastica, indovinava l’incombente nostalgia degli anni 80, qui del tutto assente. Istruzioni d’uso sbagliate per un film che, invece, nasce come remake del campione d’incassi francese Les Profs, a sua volta adattamento di un fumetto. Come se non bastasse, Arrivano i prof ha tanto (troppo?) in comune con Classe Z, nel quale Guido Chiesa e Colorado Film mettevano in scena una classe ghetto, con maggiore coerenza nonostante l’occasione ludica. Qui si rifà in carta carbone l’originale, fin dallo stile pop cartoon, anche nelle caratterizzazioni dei prof (in particolare Nichetti, il cui Fanfulla richiama i suoi personaggi stralunati di un tempo). Poteva essere un’idea non peregrina. A patto di mantenerla fino in fondo, affidandosi all’estro visivo del regista Silvestrini che, però, può solo fare capolino qua e là, purché non disturbi il dirigismo della produzione e i primi piani del cast (i nomi grossi almeno, come Bisio e Guanciale, quest’ultimo all’ennesimo tentativo di lancio al cinema). Invece, si procede sempre più sgangheratamente, senza saper bene a chi si parla (fan di Rocco Hunt esclusi), non risparmiando alla fine neppure il peggior pedagogismo italiota. Bocciati, purtroppo.

I 400 colpi

RMO
4
Arrivano i prof (2018)
Titolo originale: -
Regia: Ivan Silvestrini
Genere: Commedia - Produzione: Italia - Durata: 100'
Cast: Claudio Bisio, Lino Guanciale, Maurizio Nichetti, Rocco Hunt, Maria Di Biase, Pietro Ragusa, Shalana Santana, Alessio Sakara, Andrea Pennacchi, Giusy Buscemi, Francesco Procopio
Sceneggiatura: Michele Abatantuono, Giorgio Glaviano

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Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.


Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.

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