Rimetti a noi i nostri debiti di Antonio Morabito - la recensione di FilmTv

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La citazione

«sarà mica la maniera di lavorare… non si lavora così dai… ogni lavoro anche il più banale necessita di un minimo di regia»

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Andrea Bellavita

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Recensione pubblicata su FilmTv 18/2018

Rimetti a noi i nostri debiti


Regia di Antonio Morabito

Primo incontro serio tra cinema italiano e Netflix con questo film di Antonio Morabito (Il venditore di medicine) prodotto da Amedeo Pagani (e scritto insieme). Guido (Santamaria) ha perso il lavoro, è pieno di debiti, li esigono a mazzate e lui va dal creditore. Non avendo nulla se non se stesso vende il proprio tempo, proponendosi a sua volta come esattore. Lo istruisce il mastino della ditta Franco (Giallini), che nei ritagli di tempo si confessa in chiesa, e lui diventa bravo. Non è che l’inizio di una storia complessa, che tira in ballo i sensi di colpa, l’indifferenza sociale, il rapporto tra pubblico e privato, intimo ed esteriore, anche in senso, diciamo così, spirituale. Si respira qua e là una certa programmaticità, dato il tema con la maiuscola di partenza (nuove povertà, sistema disumano - va sottolineato che i debitori, alla società di recupero crediti del feroce Peppino Mazzotta, vengono letteralmente venduti da una banca) ma il film gioca a carte scoperte fin dal titolo. Una parabola, quella di Morabito, riuscita per tre motivi. La chimica eccellente tra Santamaria e Giallini, la definizione/evoluzione tutt’altro che scontata dei personaggi, un’idea di messinscena ricercata, accostabile a quella di Paolo Genovese (Perfetti sconosciuti, The Place: a proposito, è il produttore associato) con una concezione plastica, quasi pittorica del primo piano (dura poco ma dice tutto quello su Mazzotta all’inizio; è un bel pezzo di cinema quello ad “allargare” sul volto di Flonja Kodheli durante la confessione di Santamaria al bar). Solo su Netflix quindi, e forse in questo caso ci sta bene un purtroppo.

I 400 colpi

MG
7
Rimetti a noi i nostri debiti (2018)
Titolo originale: -
Regia: Antonio Morabito
Genere: Drammatico - Produzione: Italia - Durata: 104'
Cast: Claudio Santamaria, Marco Giallini, Agnieszka Zulewska, Peppino Mazzotta, Flonja Kodheli, Jerzy Stuhr, Leonardo Nigro, Maddalena Crippa, Giorgio Gobbi, Paolo De Vita, Paola Lavini
Sceneggiatura: Antonio Morabito, Amedeo Pagani

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Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.


Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.

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