Si muore tutti democristiani di Il Terzo Segreto di Satira - la recensione di FilmTv

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Pier Maria Bocchi dice che Goodbye & Amen è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 12:35.

È morto il 16 febbraio scorso a 77 anni Bruno Ganz, una delle cose migliori che siano successe al cinema europeo dalla fine degli anni '70 a oggi . Lo ricordiamo con una Lost Highway del 2012.

Il debutto di George Cukor in televisione. Ad opera di Claudio G. Fava.

Uno dei film più amati di Albertone, uno dei suoi personaggi più indimenticabili. La locandina è di Emanuela Martini.

Il 28 febbraio comincia in prima assoluta su Joi la terza stagione di una serie che abbiamo molto amato. Dove eravamo rimasti?

Il vincitore della Berlinale69 è Nadav Lapid, nostra vecchia conoscenza, con il film Synonymes . Vi ricordate quando presentammo Policeman su FilmtVOD?

La citazione

«Scrivere è anche non parlare (Marguerite Duras)»

scelta da
Marianna Cappi

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Recensione pubblicata su FilmTv 19/2018

Si muore tutti democristiani


Regia di Il Terzo Segreto di Satira

Chi l’avrebbe mai detto? Si muore tutti democristiani è un film genuinamente (e intelligentemente) vanziniano, nel senso migliore del termine, e lo si potrebbe collocare nei pressi delle radiografie borghesi acute intraviste dietro le Vacanze di Natale e gli Yuppies. Debitamente aggiornate, e, pure, con un pizzico di nostalgia canaglia, quasi alla Sapore di mare (col G8 di Genova evitato di un soffio per andare al mare con due ragazze…). Ecco, allora, felicemente tratteggiate, la neo Milano da bere post Expo (dalle trattorie radical chic ai grattacieli di Porta nuova), i padroncini delle fabbrichette di mobili in Brianza, domestici filippini & operai rumeni, Francesco Mandelli neo-Guido Nicheli. È la prima parte, davvero riuscita, dell’esordio al cinema del collettivo satirico di videomaker (youtuber è riduttivo) Il terzo segreto di satira, trasparentemente autobiografico nel mettere in scena tre amici documentaristi “impegnati” alle prese col mercato. Tutta costruita sul precariato eterno dei quarantenni, sull’ipocrisia di una certa sinistra («Meglio fare cose pulite con soldi sporchi o cose sporche con soldi puliti?»), sul rampantismo milanese di ritorno, tiene bene insieme sketch e illuminazioni web e post web, tra camei eccellenti (Paolo Rossi, di famiglia, e Cochi Ponzoni) e Il milanese imbruttito dietro l’angolo. Poi, però, dopo questa frammentarietà felice, arriva un’aria un po’ fastidiosa da PD in disarmo, con “Il fatto quotidiano”, e pure Scanzi & Gomez. E, soprattutto, una seconda parte che s’affloscia, separando i tre protagonisti lungo percorsi individuali non esaltanti. Ma il finale ha una sua dimensione non consolatoria che riconquista. 

I 400 colpi

PA
7
MG
4
EM
5
FM
3
RMO
7
media
5.2
Si muore tutti democristiani (2017)
Titolo originale: -
Regia: Il Terzo Segreto di Satira
Genere: Commedia - Produzione: Italia - Durata: 89'
Cast: Walter Leonardi, Massimiliano Loizzi, Marco Ripoldi, Valentina Lodovini, Francesco Mandelli, Alessandro Betti, Giulia Briata, Cecilia Campani, Martina De Santis, Fulvio Falzarano, Peter Gomez, Lilli Gruber
Sceneggiatura: Il Terzo Segreto di Satira, Ugo Chiti

Pallini di FilmTv

Humour
Ritmo
Impegno
Tensione
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Si muore tutti democristiani» streaming (n° 08/2019)

Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.


Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.

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