La banalità del crimine di Igor Maltagliati - la recensione di FilmTv

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Quando Rete 4 fu mandata sul satellite. Dialogo tra un canale televisivo e Tommaso Labranca.

La citazione

«You Cannot Be Serious! (John McEnroe)»

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Rinaldo Censi

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Recensione pubblicata su FilmTv 19/2018

La banalità del crimine


Regia di Igor Maltagliati

Qualcuno, forse Flaiano, invitava a temere, dietro la riuscita artistica del singolo, i continui tentativi abortiti dei tanti altri. Ancor più, si potrebbe aggiungere, se protratti pervicacemente nel tempo. Così, il dialogo iniziale sull’insalata russa tra i due killer vorrebbe magari essere come il botta e risposta su “le Big Mac” tra Jules e Vincent di un certo film. Da lì, infatti, con tanta buona volontà ma fuori tempo massimo (anche se è stato girato nel 2014, col titolo The Sweepers), Igor Maltagliati riesuma la sua (semi-amatoriale) ronde di piccoli criminali sotto nickname, impegnati a farsi le scarpe a vicenda, fino all’imprevisto (?) finale. Va bene essere guasconi, ma a patto di essere consapevoli, anche dei propri limiti. Ennesimo ruolo scult per Marco Leonardi, l’unica faccia del cast che dirà qualcosa a qualcuno.

I 400 colpi

RMO
4
La banalità del crimine (2018)
Titolo originale: -
Regia: Igor Maltagliati
Genere: Thriller - Produzione: Italia - Durata: 77'
Cast: Mauro Meconi, Alessandro Parrello, Marco Leonardi, Ettore Belmondo, Alessandro Prete, Andrea Bruschi, Claudia Vismara, Daniele Favilli, Harriet MacMasters-Green, Lidia Vitale
Sceneggiatura: Igor Maltagliati

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Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.


Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.

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