Le grida del silenzio di Sasha Alessandra Carlesi - la recensione di FilmTv

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Matteo Marelli dice che Rocco e i suoi fratelli è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 01:10.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

Dopo dieci anni di lavorazione e le prime première europee, i film del progetto DAU vengono resi disponibili al pubblico on demand: addentriamoci in questa opera colossale, analizzando i primi cinque film noleggiabili online.

La citazione

«Alice Harford: I do love you and you know there is something very important we need to do as soon as possible. - Dr. Bill Harford: What's that? - Alice Harford: Fuck.»

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Fabrizio Tassi

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Recensione pubblicata su FilmTv 19/2018

Le grida del silenzio


Regia di Sasha Alessandra Carlesi

Gruppo di giovani idioti (si spazia dalla ragazzina che crede si sniffi cocaina con la bocca a quella che parla con le piante) impegnati a campeggiare in un esterno-bosco. «Tu hai visto Venerdì 13?», chiede Luca all’amico, citando il testo che vorrebbe fare da riferimento a questo goffo (e auto-sabotato nel finale) tentativo di slasher. Evidentemente lo ha visto la debuttante Carlesi, che tuttavia smarrisce la lezione di Cunningham in un racconto dal tonitruante piglio esistenzialista che stride non poco con l’amatorialità dell’aspetto visivo. Tra scavalcamenti di campo, recitazioni da doposcuola e sequenze rese monche dal montaggio - che alterna e mette in dialogo scene aventi nulla o quasi a che fare tra loro, pur di inseguire un ritmo irraggiungibile - quel che scorre su schermo è lontano anni luce dal cinema.

I 400 colpi

CB
1
Le grida del silenzio (2018)
Titolo originale: -
Regia: Sasha Alessandra Carlesi
Genere: Thriller - Produzione: Italia - Durata: 85'
Cast: Alice Bellagamba, Luca Avallone, Manuela Zero, Roberto Calabrese, Sasha Alessandra Carlesi, Lucia Batassa, Giuseppe Milazzo Andreani, Ivan Castiglione, Cosetta Turco, Beppe Convertini, Patrizia Pellegrino
Sceneggiatura: Sasha Alessandra Carlesi

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Claudio Bartolini

Codirettore della collana di cinema Bietti Heterotopia e direttore della rivista monografica quadrimestrale INLAND. Quaderni di cinema, è critico e redattore di Film Tv e collabora con il mensile Nocturno Cinema. Ha pubblicato i volumi Il gotico padano. Dialogo con Pupi Avati (Le Mani, 2010), Nero Avati. Visioni dal set (Le Mani, 2011), Thriller italiano in 100 film (Le Mani, 2011), Videocronenberg (Bietti, 2012), Macchie solari. Il cinema di Armando Crispino (Bloodbuster, 2013). Ha inoltre pubblicato saggi in numerose pubblicazioni collettive.

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