Lorello e Brunello di Jacopo Quadri - la recensione di FilmTv

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La citazione

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Recensione pubblicata su FilmTv 20/2018

Lorello e Brunello


Regia di Jacopo Quadri

Un detto antico, declinabile in qualsiasi dialetto, recita: «La terra è bassa e lavorare stanca». In un momento storico in cui il lavoro non c’è o si presenta nelle forme astratte e precarie del terziario avanzato e il ritorno alla dimensione agricola è venduto come panacea ai mali del contemporaneo, un film come Lorello e Brunello mostra, senza fare sconti, le tribolazioni reali del vivere in campagna. I gemelli Lorello e Brunello sono contadini maremmani; questo sanno fare, perché questo hanno imparato da chi li ha preceduti: «Non venderebbero mai la loro terra» dichiara il regista Jacopo Quadri. «La lavorano e vogliono continuare a farlo», rispettandone le ritualità stagionali. Sono figli di un mondo residuale che sfugge al moderno, per quanto questo incomba sotto forma di speculazione di mercato. Cercano di resistere, di non lasciarsi corrompere; non a caso li vediamo continuamente impegnati a tracciare ripari in difesa del loro ecosistema: non è una semplice questione di tutela della proprietà, bensì il bisogno di salvaguardia di una dimensione di vita che convive quotidianamente con la minaccia della scomparsa. A fare da tramite tra chi filma (e di riflesso chi guarda) e Lorello e Brunello c’è Ultimina, signora ottantacinquenne che, sguardo in macchina, ci dice della vita dei due gemelli, troppo impegnati a fare e disfare, sempre a testa china, per riuscire a trovare il tempo di raccontare. Un film pudico, forse perfino troppo. Lo scrupolo di non intaccare con superflui abbellimenti, anche in termini di composizione del quadro, la realtà affrontata rende l’operazione registica eccessivamente piana, quasi piatta.

I 400 colpi

MC
7
MG
6
RM
7
MM
6
GAN
8
RS
8
media
7.0
Lorello e Brunello (2017)
Titolo originale: -
Regia: Jacopo Quadri
Genere: Documentario - Produzione: Italia - Durata: 85'

Musiche: Valerio Vigliar
Montaggio: Jacopo Quadri
Fotografia: Greta De Lazzaris

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Matteo Marelli

Nota biografica in forma di plagio (Io copio talmente tanto che neppure più me ne accorgo):
pensierino della sera:
«Il critico non fa il cinema, ci va. La sua grandezza – non il suo limite – è questa: teniamocela stretta»
buon proposito del mattino:
«Il critico se vuole uscire dalla marginalità deve inventarsi nuovi modi di scrivere, parlare, far passare il cinema, il pensiero che il cinema mette ancora in forma»


Matteo Marelli

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pensierino della sera:
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buon proposito del mattino:
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