A Star Wars Story: Solo di Ron Howard - la recensione di FilmTv

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Pier Maria Bocchi dice che L'attentato è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 12:55.

La mia vita con John F. Donovan è l'ultimo film di Xavier Dolan, in arrivo (speriamo) a breve nelle nostre sale per Lucky Red. A lungo i film di Dolan sono stati invisibili in Italia, ma poi hanno cominciato ad avere una distribuzione in sala, homevideo e streaming. Oggi vi consigliamo di recuperare Laurence Anyways .

Una delle rubriche che fanno parte della storia di FilmTv è Regioni e sentimenti - I luoghi del cinema a cura di Steve Della Casa. Vi proponiamo un viaggio nel cinema a bordo dei treni, raccontato da Matteo Pollone.

Siamo serie, ma a volte anche film. Il ritorno di I cancelli del cielo di Mauro Gervasini sulla rivista.

Il governo iraniano non prese bene la partecipazione di questo film al festival di Cannes. La locandina di Andrea Fornasiero racconta la genesi del progetto e l'importanza dell'opera di Marjane Satrapi. Buona lettura.

Forse con tutta l'offerta in streaming che c'è non siete mai incappati in una webserie. Ve ne suggeriamo allora una particolarmente originale e divertente, su YouTube. Vedere per credere.

La citazione

«La televisione è meglio del cinema. Sai sempre dov'è la toilette. (Dino Risi)»

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Pedro Armocida

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Recensione pubblicata su FilmTv 21/2018

A Star Wars Story: Solo


Regia di Ron Howard

«Bisogna puntare non a vincere, ma a restare in gioco il più possibile» dice l’ambigua Qi’ra al giovane Han Solo. Chiaro, no? Oggi, nei franchise alla Star Wars, l’importante è continuare a oltranza, tayloristi fino all’estenuazione. Quantità, insomma. Non varietà, però. E, infatti, il film sul passato di Solo arriva insapore e incolore, dopo essere stato scippato in corsa alla coppia meta-comica Lord & Miller (quelli dei Lego Movie), accusati dall’Impero Disney di non prenderlo sul serio. Al posto loro, il più ortodosso Ron Howard, garante di quel velo di polvere vintage ritenuta più necessaria dell’ironia. Oltre la saga principale in progressione cronologica, gli spinoff nel passato di singoli personaggi dovrebbero garantire il piacere della variazione, magari della trasgressione (lieve). Se il precedente Rogue One, con la sua sporca dozzina ribelle, ci provava, e, in parte, ci riusciva, Solo cala la carta dell’origin story più prevedibile, tra noir, western e film di rapina, inanellando una serie di prime volte (Chewbacca, Millennium Falcon, etc.) a uso e consumo dei fan duri e puri. Dopo un inizio curioso alla Dickens, però, ecco le solite palette ambientali (neve/ghiaccio vs sabbia/deserto), il minimo garantito di spettacolarità, gli incroci inevitabili con altri immaginari, almeno un cameo eccellente per far parlare dopo che si accendono le luci in sala. Certo, ci sono il Lando Calrissian vanesio di Donald Glover e il suo secondo L3-37, droide politicizzata e femmina. Ma quasi non ce ne accorgiamo. Probabilmente c’erano davvero nel Solo di Lord & Miller. Il film bello che non ci hanno fatto vedere.

I 400 colpi

PA
8
MC
10
AC
6
FDM
6
SE
9
IF
6
AF
5
MG
6
FM
6
RMO
5
GAN
8
RS
10
FT
6
media
7.0
A Star Wars Story: Solo (2018)
Titolo originale: Solo: A Star Wars Story
Regia: Ron Howard
Genere: Fantascienza - Produzione: Usa - Durata: 135'
Cast: Alden Ehrenreich, Emilia Clarke, Paul Bettany, Donald Glover, Woody Harrelson
Sceneggiatura: Jonathan Kasdan, Lawrence Kasdan

Pallini di FilmTv

Humour
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo

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Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.


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