Hotel Gagarin di Simone Spada - la recensione di FilmTv

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La citazione

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Nicola Cupperi

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Recensione pubblicata su FilmTv 21/2018

Hotel Gagarin


Regia di Simone Spada

Un fotografo appassionato fumatore di marijuana, un elettricista romano e romanesco, una prostituta ovviamente naïf, una truffatrice cinica e disillusa, una giovane punk incinta e un professore di storia che s’intestardisce a spiegare la Russia via Sokurov e a ricevere dai suoi studenti un prevedibile «a’ professo’, ma ‘sto film è ‘na palla!». Sono la scalcagnata e improvvisata troupe che dovrebbe girare in Armenia «un intenso film sulla ricerca di sé» per cui l’Unione europea ha erogato ingenti finanziamenti; in realtà è tutto un imbroglio, il (finto) produttore sparisce coi soldi, scoppia una guerra lontana e misteriosa e il gruppetto di (in tutti i sensi) scappati di casa si ritrova spiaggiato in un albergo deserto in mezzo a praterie innevate, dal suggestivo nome di Hotel Gagarin. Simone Spada vanta collaborazioni importanti come aiuto regista (di Claudio Caligari in Non essere cattivo, di Gabriele Mainetti in Lo chiamavano Jeeg Robot, di Edoardo Leo in Noi e la Giulia) e assembla un cast la cui competenza è pressoché scontata (Battiston in particolare dà l’impressione di saper risultare credibile in qualsiasi contesto). Sono evidenti anche i riferimenti cui Spada, con un buon occhio per il fascino straniante di luoghi lunari e sospesi, guarda in quest’opera seconda: soprattutto il primo Salvatores, obbligatorie partite di calcetto incluse. È la sceneggiatura il vero punto dolente, piena di facilonerie e di dialoghi artificiosi, costantemente in cerca di una magia poetica che non si accende mai davvero: un po’ come i protagonisti, si affida totalmente e ciecamente al superpotere cinematografico di fabbricare sogni, e fa male.

I 400 colpi

AC
5
Hotel Gagarin (2018)
Titolo originale: -
Regia: Simone Spada
Genere: Commedia - Produzione: Italia - Durata: 93'
Cast: Claudio Amendola, Luca Argentero, Giuseppe Battiston, Barbora Bobulova, Silvia D'Amico, Caterina Shulha, Philippe Leroy
Sceneggiatura: Simone Spada, Lorenzo Rossi Espagnet

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Alice Cucchetti

Nasce a Busto Arsizio, studia a Bologna, vive a Milano. I suoi genitori le hanno sempre detto di non guardare i telefilm, inevitabilmente indirizzandola verso un consumo appassionato e compulsivo di serialità televisiva. Tra gli autori storici di Serialmente.com e co-fondatrice di Mediacritica.it, ha curato la rubrica Cinetv di "Nocturno" e ha collaborato, tra gli altri, con Best Movie, Best Serial, Abbiamoleprove, Grazia.it, Osservatorio Tv. Ama le canzoni con i finali tristi, gli androidi paranoici, i paradossi temporali, i gatti e il cioccolato. Oltre che sulle pagine di Film Tv, dove cura le rubriche Serial Minds e Telepass, chiacchiera ai microfoni di "Pilota - Un podcast sui telefilm", il programma sulle serie tv di Querty.it.


Alice Cucchetti

Nasce a Busto Arsizio, studia a Bologna, vive a Milano. I suoi genitori le hanno sempre detto di non guardare i telefilm, inevitabilmente indirizzandola verso un consumo appassionato e compulsivo di serialità televisiva. Tra gli autori storici di Serialmente.com e co-fondatrice di Mediacritica.it, ha curato la rubrica Cinetv di "Nocturno" e ha collaborato, tra gli altri, con Best Movie, Best Serial, Abbiamoleprove, Grazia.it, Osservatorio Tv. Ama le canzoni con i finali tristi, gli androidi paranoici, i paradossi temporali, i gatti e il cioccolato. Oltre che sulle pagine di Film Tv, dove cura le rubriche Serial Minds e Telepass, chiacchiera ai microfoni di "Pilota - Un podcast sui telefilm", il programma sulle serie tv di Querty.it.

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