ISVN - Io sono Valentina Nappi di Monica Stambrini - la recensione di FilmTv

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La citazione

«Solo chi lascia il labirinto può essere felice, ma solo chi è felice può uscirne (Michael Ende - Lo specchio nello specchio)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 23/2018

ISVN - Io sono Valentina Nappi


Regia di Monica Stambrini

C’è un momento in ISVN - Io sono Valentina Nappi che può sembrare curiosamente rivelatore. Distesa sul letto, nel piano interrato dello studio di Corrado dove passerà la notte, Valentina si rannicchia, attende l’arrivo del suo amico Lorenzo; fa ondeggiare le gambe fasciate da calze autoreggenti di lana e, mentre compie questi movimenti nel vuoto, per un istante notiamo il suo muscolo dell’interno coscia in tensione. Non si tratta di una notazione ironica. Star del porno interplanetaria, è chiaro che, dato il lavoro che svolge, Valentina Nappi si ritrovi certe fasce muscolari potenziate. Insomma, quel momento rima con il resto del film: l’osservazione di una serie di dati fisiologici. Mangiare, bere, pisciare, annusare, toccare, lavarsi, parlare, scopare. Insomma, vivere. Da questo punto di vista, ISVN è un film materialista, in cui tutti i sensi vengono sollecitati. Fate attenzione al suono in presa diretta: pronto a captare qualunque fruscìo, reso in tutta la sua “fisicità”. E sembra di sentire il profumo del ketchup, delle cipolle nell’hamburger divorato da Lorenzo. O l’odore degli acquerelli che Valentina annusa. Monica Stambrini capta con rara precisione ogni movimento, ogni gesto. Più che un porno liberato, o d’autore, ISVN somiglia a un minuscolo, splendido studio di antropologia condivisa. Moi, un noir era il titolo di un famoso film etnografico, girato da Jean Rouch in Africa. Con le sue stasi, i dialoghi sbilenchi, la sprezzatura disinibita nell’atto sessuale, immerso in cromatismi saturi, Io sono Valentina Nappi forse si muove in territori simili.

Rinaldo Censi (Voto: 7)

ISVN - Io sono Valentina Nappi (2017)
Titolo originale: -
Regia: Monica Stambrini
Genere: Pornografico - Produzione: Italia - Durata: 50'

Sceneggiatura: Monica Stambrini
Musiche: Bello figo, Le luci della centrale elettrica, Heroin in Tahiti
Montaggio: Paola Freddi
Fotografia: Sandro Chessa

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