Prigioniero della mia libertà di Rosario Errico - la recensione di FilmTv

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La citazione

«You Cannot Be Serious! (John McEnroe)»

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Rinaldo Censi

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Recensione pubblicata su FilmTv 23/2018

Prigioniero della mia liberta


Regia di Rosario Errico

Un mite e onesto architetto di origine spagnola (Mollà), truffato da un ex amico pappa e ciccia con i poteri forti e la buona società, finisce nelle spire della malagiustizia, tra indagini frettolose, sospetti infamanti e pregiudizi. Riconosciuto tardivamente innocente, vorrà vendicarsi. Materia da Dürrenmatt (simbolismi compresi), trattata come in una fiction Ares (ma senza il gusto sopra le righe di Tarallo & Losito), con un cast che sembra guardare esplicitamente a quel modello tv (Giannini, Sastri, Ponziani). Forse questa vicenda (inquietante nella sua ordinarietà quasi banale) avrebbe meritato di essere meno teorema squadrato e più studio psicologico sottile, soprattutto quando sfocia nel revenge movie con sorpres(in)a finale. Più che i pensieri dei personaggi, si sentono i passi degli attori in scena.

I 400 colpi

RMO
4
Prigioniero della mia liberta (2016)
Titolo originale: -
Regia: Rosario Errico
Genere: Drammatico - Produzione: Italia - Durata: 83'
Cast: Martina Stella, Rosario Errico, Jordi Mollà, Antonella Ponziani, Lina Sastri, Giancarlo Giannini, Marco Leonardi
Sceneggiatura: Rosario Errico, Stefano Pomilia

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Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.


Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.

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