L'affido - Una storia di violenza di Xavier Legrand - la recensione di FilmTv

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Ricordiamo il grande cineasta francese, autore del monumentale Shoah , che ha dedicato la vita a indagare il possibile ruolo dell’immagine nella rappresentazione della storia.

Se fossi una donna sarei scandalizzata dal dibattito sulle quote rosa. Molto probabilmente non amerei essere identificata con un colore appiccicoso, infantile e nauseante come il rosa. Quando un uomo politico o un giornalista usa quel colore per identificare la presenza femminile non lo fa solo per scarsa fantasia, ma per tranquillizzarsi con l’immagine di una signorina dal grembiulino color confetto, tutta pizzi, trine, boccoli e totalmente inoffensiva. Se fossi una donna avrei preferito spaziare dal rosso incandescente al grigio glaciale.

La citazione

«All work and no play makes Jack a dull boy»

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Recensione pubblicata su FilmTv 25/2018

L'affido - Una storia di violenza


Regia di Xavier Legrand

Che brutta bestia la violenza al cinema. Non per forza la sua esposizione o la sua oscenità, ma anche solo, come nel caso di L’affido, la sua eco sulla storia e sui personaggi. Lasciata fuori campo, evocata, elusa, la violenza, in un film su una famiglia divisa fra una madre protettiva, un padre cacciato e umiliato, una figlia maggiorenne padrona del proprio destino e un figlio dodicenne costretto invece ad accettare decisioni di altri (di un giudice, del padre che non vorrebbe frequentare, della madre che pur preoccupata accetta di affidarlo ogni weekend all’ex marito), riemerge senza controllo al di là delle intenzioni del regista, che qui riprende e amplia un corto del 2013, Avant que de tout perdre. La realtà è torva, complessa, ambigua - e così vorrebbe essere il film di Legrand, che racconta il rifiuto di un affido congiunto provando a evidenziare le opposte volontà delle parti coinvolte, mostrando la debolezza del padre, la chiusura della madre, l’ingratitudine dei figli. In realtà, oltre la rappresentazione aperta e ambigua del dramma familiare, si percepisce la distinzione fra bene e male, si scorge la bestia dietro la maschera ferita del padre, si attende l’esplosione della sua furia come un passaggio obbligato. Il cinema non osserva, ma inevitabilmente giudica. Peggio ancora, come svela il primo piano del gendarme che guida i soccorsi nel finale, il cinema salva, mettendosi dalla parte della Legge. Il che non è certo un male, moralmente. Ma stilisticamente sì, perché rende palese un’impostazione manichea in apparenza evitata. Abile depistaggio, dunque, o semplice ingenuità di scrittura e messa in scena?

I 400 colpi

PA
7
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5
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4
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8
IF
6
RM
5
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5
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5
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2
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5
GS
5
RS
5
FT
5
media
5.2
L'affido - Una storia di violenza (2017)
Titolo originale: Jusqu'à la garde
Regia: Xavier Legrand
Genere: Drammatico/Thriller - Produzione: Francia - Durata: 93'
Cast: Denis Ménochet, Léa Drucker, Mathilde Auneveux, Florence Janas, Thomas Gioria, Mathieu Saïkaly
Sceneggiatura: Xavier Legrand

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Roberto Manassero

Roberto Manassero lavora come selezionatore al Torino Film Festival, è capo-redattore del sito www.cineforum.it e collaboratore delle riviste Film Tv e Doppiozero. Ha scritto un libro su P.T. Anderson, uno su Hitchcock e uno sul melodramma hollywoodiano. Tra i curatori del programma del Circolo dei lettori di Novara, tiene lezioni di cinema in scuole, musei e associazioni cultura.


Roberto Manassero

Roberto Manassero lavora come selezionatore al Torino Film Festival, è capo-redattore del sito www.cineforum.it e collaboratore delle riviste Film Tv e Doppiozero. Ha scritto un libro su P.T. Anderson, uno su Hitchcock e uno sul melodramma hollywoodiano. Tra i curatori del programma del Circolo dei lettori di Novara, tiene lezioni di cinema in scuole, musei e associazioni cultura.

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