Dei di Cosimo Terlizzi - la recensione di FilmTv

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Sergio M. Grmek Germani dice che Gunga Din è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 05:20.

Uno dei film più amati di Albertone, uno dei suoi personaggi più indimenticabili. La locandina è di Emanuela Martini.

Il 28 febbraio comincia in prima assoluta su Joi la terza stagione di una serie che abbiamo molto amato. Dove eravamo rimasti?

Il vincitore della Berlinale69 è Nadav Lapid, nostra vecchia conoscenza, con il film Synonymes . Vi ricordate quando presentammo Policeman su FilmtVOD?

Ricordiamo il grande cineasta francese, autore del monumentale Shoah , che ha dedicato la vita a indagare il possibile ruolo dell’immagine nella rappresentazione della storia.

Se fossi una donna sarei scandalizzata dal dibattito sulle quote rosa. Molto probabilmente non amerei essere identificata con un colore appiccicoso, infantile e nauseante come il rosa. Quando un uomo politico o un giornalista usa quel colore per identificare la presenza femminile non lo fa solo per scarsa fantasia, ma per tranquillizzarsi con l’immagine di una signorina dal grembiulino color confetto, tutta pizzi, trine, boccoli e totalmente inoffensiva. Se fossi una donna avrei preferito spaziare dal rosso incandescente al grigio glaciale.

La citazione

«Se una rana avesse le ali non sbatterebbe tante volte il culo per terra (John McCabe)»

scelta da
Emanuela Martini

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Recensione pubblicata su FilmTv 25/2018

Déi


Regia di Cosimo Terlizzi

«Martino? Non hai una faccia da Martino». Piace a Laura, universitaria della Bari bene, quel diciassettenne bello, spaesato e introverso che frequenta, con l’amica Valentina, Storia dell’arte senza essere iscritto. È bello come un Apollo, altro che Marte. E così se lo trascina con l’amica nella sua casa “dionisiaca”, all’ultimo piano di un condominio sul mare, che divide con tre musicisti radicali, tra canne, scherzi, freccette, eros, notti brave, sesso vario in terrazza e neon art alla Jenny Holzer. Come The Dreamers: l’avventura della comune, l’uscita dal set mentale, l’immersione metropolitana e il pericolo inebriante del contatto con la classe “aliena”. Già. Martino viene dalla campagna bigotta che esorcizza servitù ataviche coi santini di Padre Pio, ha con maiali e agnelli domestica sintonia, vede perfino le lucciole e si allontana (come la Luna dalla Terra, 4 cm all’anno) dal rude padre-padrone che vende (ruba?) ferro e vecchi elettrodomestici, e si sbarazzerà per soldi di un ulivo secolare prima che la xylella lo divori. I giovani sono dèi, basta metterli in sovrimpressione con le antiche statue dalle proporzioni divine. Guadagnino, certo, ma soprattutto Tonino De Bernardi, che girò Dèi nel 1968. Buena Onda di Golino & Scamarcio produce il primo lungo di finzione di Cosimo Terlizzi, videoartista che scolpisce le immagini e documentarista che trasfigura il reale (la panoramica sugli orrori urbanistici è di acido sarcasmo) e del Sessantotto sente l’eco: Easy Rider? L’elogio mai populista della madre terra: Calvino? Il vagare on the road: Bellocchio? I pugni in tasca. Rock’n’Roll High School? Il gusto collettivo della ribellione.

I 400 colpi

RM
5
MM
6
GAN
1
LP
6
RS
7
FT
8
media
5.5
Déi (2018)
Titolo originale: -
Regia: Cosimo Terlizzi
Genere: Drammatico - Produzione: Italia - Durata: 90'
Cast: Andrea Arcangeli, Martina Catalfamo, Fausto Morciano, Angela Curri, Matthieu Dessertine, Luigi Catani
Sceneggiatura: Cosimo Terlizzi

Pallini di FilmTv

Humour
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo

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Intervista a Cosimo Terlizzi» Interviste (n° 26/2018)

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Al cinema sono transgender (da Lloyd Kaufman a Straub-Huillet passando per Claudia Weil e Jerry Lewis). Primo film visto Scaramouche, primo film perso I cavalieri della tavola rotonda. Tessera Filmstudio dal 1968. Cofondatore del Politecnico cinema nel 1974.  Critico del manifesto dal 1977 al 2012. Nato a Lecce. Studi con Garroni, Brandi, Abruzzese. Registi preferiti Bunuel e Rocha (sia Paulo che Glauber), Aldrich e Siegel. De Antonio e Grifi. Diop Mambety e Ghatak. Dorothy Arzner e Stephanie Rothman (nata a Paterson come Lou Costello), Fassbinder e Aki Kaurismaki, Russ Meyer e… Rivista di cinema preferita Velvet Light Trap/Camera Obscura. E oggi Trafic. Consigli ai giovani appassionati di cinema? Partire dai formalisti russi.


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