Obbligo o verità di Jeff Wadlow - la recensione di FilmTv

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La citazione

«Noi siamo orfani della Rivoluzione. E spesso pensiamo che non c'è più una vittoria possibile, che il mondo è disincantato e alla fine ci rassegniamo. Il cinema, al contrario, ci dice, a suo modo, che ci sono vittorie possibili anche nel mondo peggiore.... Non bisogna disperarsi. È quel che il cinema ci racconta, io credo. Ed è per questo che dobbiamo amarlo. (Alain Badiou)»

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Mariuccia Ciotta

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Recensione pubblicata su FilmTv 25/2018

Obbligo o verità


Regia di Jeff Wadlow

Un giochetto innocuo (Obbligo o verità?, dove puoi scegliere tra rispondere a una domanda imbarazzante o compiere un’azione “provocante”, che i ragazzini usano per rivelare cotte segrete o per osare i primi approcci sessuali), gestito da un demone sfuggito all’incantesimo che lo imprigionava, si trasforma in una sfida mortale per sei amici partiti a folleggiare oltre il confine messicano per l’ultimo “spring break” prima della laurea. Grandicelli per il gioco. E tutti piuttosto banali, tratteggiati come personaggi di una soap adolescenziale (e, come in una soap, chiacchierano initerrottamente, spiegandosi i rispettivi traumi, segreti, antipatie). Ennesimo prodotto alla Final Destination, Obbligo o verità è stiracchiato, lento, per nulla emozionante. Non tanto perché prevedibile (tutti i film con questo schema lo sono), ma perché sembra volersi “innalzare” al di sopra del genere, evitando meticolsamente il gore e impelagandosi invece in intricate vicende familiari che rappresentano il nervo scoperto di ciascuno dei protagonisti. Ma un horror è un horror è un horror... e, se non fa paura, che horror è? Peccato, perché produce la Blumhouse (Paranormal Activity, Insidious, La notte del giudizio e, di recente, Scappa - Get Out), mentre il regista e sceneggiatore Jeff Wadlow, invece, c’entra poco (e si vede). Lui sostiene di essersi ispirato a It Follows ma, a parte aver clamorosamente sbagliato l’età dei protagonisti, si è anche crogiolato in un tono sentenzioso, perdendo il ritmo. Per gli appassionati, molto meglio il piccolo, spudorato Game of Death, diretto l’anno scorso da Sebastien Landry e Laurence Morais-Lagace.

I 400 colpi

EM
4
Obbligo o verità (2018)
Titolo originale: Truth or Dare
Regia: Jeff Wadlow
Genere: Horror - Produzione: Usa - Durata: 100'
Cast: Lucy Hale, Tyler Posey, Violett Beane, Nolan Gerard Funk, Landon Liboiron, Sophia Ali, Brady Smith, Hayden Szeto, Morgan Lindholm, Sam Lerner
Sceneggiatura: Jeff Wadlow, Michael Reisz, Jillian Jacobs, Christopher Roach

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Emanuela Martini

Capelli rossi, lettrice forte, brutto carattere (dicono). La prima volta mi hanno portata al cinema che avevo tre anni. Ci stavo dalle 2 alle 8, orario continuato. Praticamente, non ne sono più uscita: adesso ci sto anche dalle 8 alle 20, e a volte pesa. Ma la passione resta e non mi annoio (quasi mai). Onnivora: mi piace tutto (quando mi piace). Autori di culto: Michael Powell e Robert Altman. Serie: Twin Peaks e I Soprano forever. Rimpiango il cinema americano anni ’70 e il metabolismo dei trent’anni. Vivo in un disordine "escheriano", tra libri, oggetti, dvd, foto, abiti e scarpe, con Lucrezia, gatta petulante di 19 anni. Credo allo Stregatto (quello di Alice): qui in giro aleggia il sorriso di Blimp, Sibella e Oreste.


Emanuela Martini

Capelli rossi, lettrice forte, brutto carattere (dicono). La prima volta mi hanno portata al cinema che avevo tre anni. Ci stavo dalle 2 alle 8, orario continuato. Praticamente, non ne sono più uscita: adesso ci sto anche dalle 8 alle 20, e a volte pesa. Ma la passione resta e non mi annoio (quasi mai). Onnivora: mi piace tutto (quando mi piace). Autori di culto: Michael Powell e Robert Altman. Serie: Twin Peaks e I Soprano forever. Rimpiango il cinema americano anni ’70 e il metabolismo dei trent’anni. Vivo in un disordine "escheriano", tra libri, oggetti, dvd, foto, abiti e scarpe, con Lucrezia, gatta petulante di 19 anni. Credo allo Stregatto (quello di Alice): qui in giro aleggia il sorriso di Blimp, Sibella e Oreste.

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