Thelma di Joachim Trier - la recensione di FilmTv

facebook_0.png
twitter.png
vimeo.png
Instagram.png
Oggi Free
Mauro Gervasini dice che Spider è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 23:30.

Dove sono finite le sex symbol? Dal nostro archivio, una riflessione del 2012 di Roy Menarini.

Rick Alverson (in concorso a #Venezia75 con The Mountain ) è un comico da prendere decisamente sul serio. Lo avevamo segnalato negli Scanners.

Manca poco per la quinta stagione (su Netflix dal 14 settembre). Il cavallo più (o meno) famoso di Hollywoo sta per tornare.

Tra i 30 registi italiani più votati del nostro sondaggio pubblicato su FilmTv n° 34 c'è lui. Noi lo conosciamo bene, e voi?

Per festeggiare David Cronenberg che verrà premiato con il Leone alla carriera a Venezia 75 abbiamo pensato di rendere disponibili tutti gli articoli archiviati nella nostra collezione Locandine. A partire da La zona morta.

La citazione

«Quando chiesero a Marx cos’è la dittatura del proletariato rispose: ”la Comune di Parigi, perché ha abolito l’esercito e la polizia”. Poi vennero i Soviet e Solidarnosc. Questo è il movimento. Non nacquero per caso. (C.L.R. James)»

cinerama
8138
cineteca
2934
servizi
2694
opinionisti
1714
locandine
992
serialminds
738
scanners
471
Recensione pubblicata su FilmTv 25/2018

Thelma


Regia di Joachim Trier

«Chi cresce, chi adolesce, si divide», dice un verso di Valerio Magrelli. E Thelma cresce e adolesce in ritardo, quando è all’università e studia biologia, quando è lontana dai genitori che la educano secondo dovere e volere cristiano, quando sente, insostenibile, un desiderio taciuto. Che è lesbico, ed è per Anja. Che le porta convulsioni. Che la rende incosciente, che fa tremare lei e le cose attorno, che spegne le luci e terremota i soffitti. Carrie incontra Bergman, dice il claim. Thelma è la strega di Antichrist (il gioco con lo stereotipo femminino è lo stesso). Thelma si divide. Così, continua Magrelli, «per andare avanti deve amputarsi come fa la volpe, che stacca la sua zampa presa nella tagliola». A cosa rinunciare? Ad Anja, che le fa paura? Al dogma dei genitori, al lavorio del senso di colpa? Come nel film precedente di Trier, ci sono segreti di famiglia, c’è un adolescente con un trauma, c’è uno storytelling mendace che serve a controllare, c’è un regista che parte dal realismo ma sa che le psicologie si possono osservare solo in ciò che sta oltre. Nel romanzesco, come in Reprise. O in un’idea di fantastico soffuso, che sforma il reale e lo mette in dubbio, in sogno, ma non se ne allontana. In un cinema d’autore d’oggi che mette didascalie ovunque, per star certo di comunicare acume e poesia, Trier sa restare ambiguo. Perché se il desiderio di Thelma vince, non è possibile capire se sia forma d’amore o incantesimo di un narcisismo malato. Lo sappiamo da Oslo, August 31st, versione di Fuoco fatuo di Drieu La Rochelle: Trier è regista dell’individualismo. Dei suoi limiti. Del suo sentimento struggente.

I 400 colpi

PMB
5
FDM
7
AF
8
MG
4
RM
7
EM
7
RMO
7
EMO
5
LP
7
ES
7
GS
7
media
6.5
Thelma (2017)
Titolo originale: Thelma
Regia: Joachim Trier
Genere: Drammatico/Fantasy - Produzione: Norvegia/Francia/Danimarca/Svezia - Durata: 116'
Cast: Eili Harboe, Kaya Wilkins, Henrik Rafaelsen, Ellen Dorrit Petersen, Grethe Eltervåg, Marte Magnusdotter Solem, Anders Mossling, Vanessa Borgli, Steinar Klouman Hallert, Ingrid Giæver
Sceneggiatura: Joachim Trier, Eskil Vogt

Pallini di FilmTv

Humour
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo

Vuoi vedere il film in streaming?

Aggiungi questo contenuto
ai tuoi articoli salvati.

Aggiungi questo film
a quelli che vuoi vedere.

Manda il testo di questo
articolo a un amico.


Articoli consigliati


Il male oscuro - Intervista a Joachim...» Interviste (n° 25/2018)

Giulio Sangiorgio

Nasce su quel ramo del lago di Como e, quando non guarda, scrive. Gli piace il cinema comico - Buster Keaton, Jerry Lewis, Charlie Bowers, Pierre Etaix - quindi non può che diffidare della facile ironia. Pretende che i film sfidino le convinzioni del suo sguardo, per questo preferisce, sempre, ciò che eccede. Lo guida Chris Marker, piange Alain Resnais e, ingenuamente, crede che non esista correlazione tra l'r moscia e la voglia costante di cinema francese. Dirige Film Tv, sceglie film per Filmmaker, edita libri per Bietti Heterotopia. Non è in grado di stendere un suo profilo, ma sa che l'anagramma del suo nome è Luigio Nasogrigio. «E di me dico "egli"; – uno che non mi riguarda». Solo per ora, però.


Giulio Sangiorgio

Nasce su quel ramo del lago di Como e, quando non guarda, scrive. Gli piace il cinema comico - Buster Keaton, Jerry Lewis, Charlie Bowers, Pierre Etaix - quindi non può che diffidare della facile ironia. Pretende che i film sfidino le convinzioni del suo sguardo, per questo preferisce, sempre, ciò che eccede. Lo guida Chris Marker, piange Alain Resnais e, ingenuamente, crede che non esista correlazione tra l'r moscia e la voglia costante di cinema francese. Dirige Film Tv, sceglie film per Filmmaker, edita libri per Bietti Heterotopia. Non è in grado di stendere un suo profilo, ma sa che l'anagramma del suo nome è Luigio Nasogrigio. «E di me dico "egli"; – uno che non mi riguarda». Solo per ora, però.

FilmTv è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963
Credits - Contatti
Privacy Policy