Addio Berlino di Fatih Akin - la recensione di FilmTv

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Mauro Gervasini dice che '71 è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiStoria alle ore 21:10.

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Il calciomercato delle piattaforme streaming e dei canali a pagamento, dai destini sempre più intrecciati. Un'analisi di Andrea Bellavita.

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Il 24 maggio arriva su Netflix una nuova serie spagnola che si chiama Alto mare (ve la segnaliamo brevemente nel numero di questa settimana). Avrà il successo di La casa di carta ?

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La citazione

«Non è più possibile parlare d'arte escludendo la scienza e la tecnologia. Non è più possibile analizzare i fenomeni fisici escludendo le realtà metafisiche. (Gene Youngblood)»

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Simone Arcagni

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Recensione pubblicata su FilmTv 26/2018

Addio Berlino


Regia di Fatih Akin

Tra il dramma sul genocidio armeno Il padre, a Venezia 2014, e il dramma sul terrorismo neonazista Oltre la notte, a Cannes 2017, Fatih Akin si è preso una pausa dai drammoni festivalieri (entrambi, fra l’altro, abbastanza ammaccati dalla critica) per tornare a giocare con la commedia (non lo faceva dai tempi di Soul Kitchen, 2009) e col road movie (lo era l’opera seconda In July). Senza dimenticare il filo rosso della diaspora e del meticciato che attraversa il suo cinema, qui incarnato da Tschick, massiccio quattordicenne tedesco dalle origini confuse (è russo/rumeno/zingaro/ebreo) che si presenta davanti al compagno (di classe, di sventura e di emarginazione adolescenziale) Maik con un’auto rubata e la voglia di scappare. Il mezzo è una Lada azzurra, la colonna sonora una musicassetta con la Ballade pour Adeline suonata ad libitum da Richard Clayderman: il viaggio si dipana senza bussola né smartphone, in una serie di avventure che saldano l’amicizia tra i due improbabili fuggiaschi. I quali, per fisionomia (scricciolo introverso e ragazzone scafato) e naïveté, ricordano la coppia di Microbo & Gasolina di Gondry: sono simili il viaggio su quattro ruote improvvisate, i gag comici e il retrogusto dolceamaro del primo amore che scolora di fronte al legame amicale. Le gesta di Tschick e Maik nascono in realtà prima, sulle pagine del bestseller per ragazzi Goodbye Berlin (Rizzoli) di Wolfgang Herrndorf (morto suicida nel 2013), che Akin adatta con scanzonata (talvolta scontata) levità, rispolverando il suo consueto senso del ritmo (anche musicale) dell’azione e il suo sguardo attento ai corpi.

I 400 colpi

IF
6
Addio Berlino (2016)
Titolo originale: Tschick
Regia: Fatih Akin
Genere: Avventura - Produzione: Germania - Durata: 93'
Cast: Tristan Göbel, Anand Batbilek Chuluunbaatar, Aniya Wendel, Udo Samel, Max Kluge, Mercedes Müller, Justina Humpf, Paul Busche, Jerome Hirthammer, Anja Schneider, Nadine Dubois, Henning Peker
Sceneggiatura: Lars Hubrich, Fatih Akin, Hark Bohm

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Ilaria Feole

Ilaria Feole è nata nell’anno di Il grande freddo, Il ritorno dello Jedi e Monty Python – Il senso della vita e tutto quello che sa l’ha imparato da questi tre film. Scrive di cinema e televisione per Film Tv e  Spietati.it. È autrice della monografia Wes Anderson - Genitori, figli e altri animali edita da Bietti Heterotopia.


Ilaria Feole

Ilaria Feole è nata nell’anno di Il grande freddo, Il ritorno dello Jedi e Monty Python – Il senso della vita e tutto quello che sa l’ha imparato da questi tre film. Scrive di cinema e televisione per Film Tv e  Spietati.it. È autrice della monografia Wes Anderson - Genitori, figli e altri animali edita da Bietti Heterotopia.

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