Luis e gli Alieni di Christoph Lauenstein, Wolfgang Lauenstein - la recensione di FilmTv

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Simone Emiliani dice che La dominatrice è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 05:20.

Uno dei film più amati di Albertone, uno dei suoi personaggi più indimenticabili. La locandina è di Emanuela Martini.

Il 28 febbraio comincia in prima assoluta su Joi la terza stagione di una serie che abbiamo molto amato. Dove eravamo rimasti?

Il vincitore della Berlinale69 è Nadav Lapid, nostra vecchia conoscenza, con il film Synonymes . Vi ricordate quando presentammo Policeman su FilmtVOD?

Ricordiamo il grande cineasta francese, autore del monumentale Shoah , che ha dedicato la vita a indagare il possibile ruolo dell’immagine nella rappresentazione della storia.

Se fossi una donna sarei scandalizzata dal dibattito sulle quote rosa. Molto probabilmente non amerei essere identificata con un colore appiccicoso, infantile e nauseante come il rosa. Quando un uomo politico o un giornalista usa quel colore per identificare la presenza femminile non lo fa solo per scarsa fantasia, ma per tranquillizzarsi con l’immagine di una signorina dal grembiulino color confetto, tutta pizzi, trine, boccoli e totalmente inoffensiva. Se fossi una donna avrei preferito spaziare dal rosso incandescente al grigio glaciale.

La citazione

«Quando chiesero a Marx cos’è la dittatura del proletariato rispose: ”la Comune di Parigi, perché ha abolito l’esercito e la polizia”. Poi vennero i Soviet e Solidarnosc. Questo è il movimento. Non nacquero per caso. (C.L.R. James)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 29/2018

Luis e gli Alieni


Regia di Christoph Lauenstein, Wolfgang Lauenstein

La vita è grama per Luis, dodicenne vessato dai bulli e guardato a vista da preside e sgherra dei servizi sociali, che lo vogliono sottrarre a un padre svitato e povero in canna il quale, alla cura di casa e figlio, preferisce lo studio delle stelle nell’attesa di uno sbarco alieno. Tre extraterrestri stanno effettivamente puntando la Terra, per impossessarsi non delle nostre risorse bensì di un materassino relax promosso da una televendita intercettata per caso e per noia. La sinossi del debutto animato dei fratelli tedeschi Lauenstein è più stramba dell’opera stessa; moderatamente godibile il lungo segmento en travesti della parte centrale, tutto giocato sulla fluidità metamorfica degli alieni (anche di genere, sebbene il film non corra mai il rischio di uscire da un cauto seminato).

I 400 colpi

FDM
5
FM
5
media
5.0
Luis e gli Alieni (2018)
Titolo originale: Luis & the Aliens
Regia: Christoph Lauenstein, Wolfgang Lauenstein
Genere: Animazione - Produzione: Germania/Lussemburgo/Danimarca - Durata: 86'

Sceneggiatura: Christoph Lauenstein, Wolfgang Lauenstein

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Fiaba Di Martino

Fiaba riceve in fasce un nome lezioso che le profetizza l'amore per le storie, nel cinema, sul cinema e del cinema: a dieci anni vota i film disegnando a matita i pollici di Film Tv accanto ai biglietti della multisala più bella di sempre, l'Arcadia; di lì a poco si innamora delle finestre di Hitchcock, degli occhi di Jean Gabin e dell'aplomb di Lauren Bacall, e lo urla al mondo prima dal giornalino scolastico del classico poi dai siti web (MyMovies, Players, PositifCinema, BestMovie.it), mentre frequenta corsi di scrittura alla Scuola Civica di Cinema milanese e scrive un libro su Xavier Dolan con la collega positivista Laura Delle Vedove. Lost in translation nello stereo totale, ritrova se stessa nella pioggia di Madison County, nelle lettere di Gramsci, nelle ferite di David Grossman, nelle urla liberatorie di Sion Sono, nelle risate di Shosanna Dreyfus, nei silenzi di Antonioni, nelle parole di Frances Ha («non sono ancora una vera persona») e nello spazio tra i titoli di testa e quelli di coda.


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