La stagione della caccia di Natalia Garagiola - la recensione di FilmTv

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La citazione

«Solo chi lascia il labirinto può essere felice, ma solo chi è felice può uscirne (Michael Ende - Lo specchio nello specchio)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 32/2018

La stagione della caccia


Regia di Natalia Garagiola

Un maschio allampanato, di capo scuro e ben chiomato, spicca su una tavola di piccole donne dalle teste fulve. È questo il colpo d’occhio che si ha guardando Nahuel seduto a cena con la matrigna e le sorellastre. A mettere in relazione i due universi è Ernesto, arcigna figura paterna del tutto impreparata a gestire questa inaspettata convivenza. Nahuel viene dalla metropoli, ha appena perso la madre ed è perciò costretto a riprendere i contatti con l’altro genitore, che vive lontano, isolato in un romito paese montano della Patagonia e non ha mai realmente conosciuto. Pochi indizi lasciano intuire che il ragazzo è abituato al lusso, ma adesso si ritrova a stare in un contesto spartano, dove gli adolescenti da un lato mimano quello che fanno i loro coetanei di città ma dall’altro ricalcano le abitudini in cui sono cresciuti, quindi un po’ rappano e un po’ cacciano. Ed è proprio la caccia, con le sue regole e le sue liturgie, a rinsaldare il legame paternale-filiale. Natalia Garagiola, al suo primo lungometraggio, mette in scena il più classico percorso di riavvicinamento, lavorando, come si è accennato, per opposti che poco a poco smussano le rispettive spigolosità fino a trovare un punto di incontro. La regista prova a rarefare il racconto, evitando di dire tutto e subito, ma le situazioni, le dinamiche narrative e una certa retorica virile e cameratesca sono talmente lampanti che il film procede lento e prevedibile; non c’è mai una scossa, una deviazione imprevista: gli ingredienti si riconoscono in fretta e tutto accade nell’esatto momento in cui ci si immagina debba accadere.

I 400 colpi

MG
7
RM
7
MM
5
media
6.3
La stagione della caccia (2017)
Titolo originale: Temporada de caza
Regia: Natalia Garagiola
Genere: Drammatico - Produzione: Usa/Francia/Germania/Argentina/Qatar - Durata: 105'
Cast: Germán Palacios, Lautaro Bettoni, Boy Olmi, Rita Pauls, Pilar Benitez Vivart
Sceneggiatura: Natalia Garagiola

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Matteo Marelli

Nota biografica in forma di plagio (Io copio talmente tanto che neppure più me ne accorgo):
pensierino della sera:
«Il critico non fa il cinema, ci va. La sua grandezza – non il suo limite – è questa: teniamocela stretta»
buon proposito del mattino:
«Il critico se vuole uscire dalla marginalità deve inventarsi nuovi modi di scrivere, parlare, far passare il cinema, il pensiero che il cinema mette ancora in forma»


Matteo Marelli

Nota biografica in forma di plagio (Io copio talmente tanto che neppure più me ne accorgo):
pensierino della sera:
«Il critico non fa il cinema, ci va. La sua grandezza – non il suo limite – è questa: teniamocela stretta»
buon proposito del mattino:
«Il critico se vuole uscire dalla marginalità deve inventarsi nuovi modi di scrivere, parlare, far passare il cinema, il pensiero che il cinema mette ancora in forma»

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