La stagione della caccia di Natalia Garagiola - la recensione di FilmTv

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La citazione

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Carolina Crespi

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Recensione pubblicata su FilmTv 32/2018

La stagione della caccia


Regia di Natalia Garagiola

Un maschio allampanato, di capo scuro e ben chiomato, spicca su una tavola di piccole donne dalle teste fulve. È questo il colpo d’occhio che si ha guardando Nahuel seduto a cena con la matrigna e le sorellastre. A mettere in relazione i due universi è Ernesto, arcigna figura paterna del tutto impreparata a gestire questa inaspettata convivenza. Nahuel viene dalla metropoli, ha appena perso la madre ed è perciò costretto a riprendere i contatti con l’altro genitore, che vive lontano, isolato in un romito paese montano della Patagonia e non ha mai realmente conosciuto. Pochi indizi lasciano intuire che il ragazzo è abituato al lusso, ma adesso si ritrova a stare in un contesto spartano, dove gli adolescenti da un lato mimano quello che fanno i loro coetanei di città ma dall’altro ricalcano le abitudini in cui sono cresciuti, quindi un po’ rappano e un po’ cacciano. Ed è proprio la caccia, con le sue regole e le sue liturgie, a rinsaldare il legame paternale-filiale. Natalia Garagiola, al suo primo lungometraggio, mette in scena il più classico percorso di riavvicinamento, lavorando, come si è accennato, per opposti che poco a poco smussano le rispettive spigolosità fino a trovare un punto di incontro. La regista prova a rarefare il racconto, evitando di dire tutto e subito, ma le situazioni, le dinamiche narrative e una certa retorica virile e cameratesca sono talmente lampanti che il film procede lento e prevedibile; non c’è mai una scossa, una deviazione imprevista: gli ingredienti si riconoscono in fretta e tutto accade nell’esatto momento in cui ci si immagina debba accadere.

I 400 colpi

MG
7
RM
7
MM
5
media
6.3
La stagione della caccia (2017)
Titolo originale: Temporada de caza
Regia: Natalia Garagiola
Genere: Drammatico - Produzione: Usa/Francia/Germania/Argentina/Qatar - Durata: 105'
Cast: Germán Palacios, Lautaro Bettoni, Boy Olmi, Rita Pauls, Pilar Benitez Vivart
Sceneggiatura: Natalia Garagiola

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Matteo Marelli

Nota biografica in forma di plagio (Io copio talmente tanto che neppure più me ne accorgo):
pensierino della sera:
«Il critico non fa il cinema, ci va. La sua grandezza – non il suo limite – è questa: teniamocela stretta»
buon proposito del mattino:
«Il critico se vuole uscire dalla marginalità deve inventarsi nuovi modi di scrivere, parlare, far passare il cinema, il pensiero che il cinema mette ancora in forma»


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