La settima musa di Jaume Balagueró - la recensione di FilmTv

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Giulio Sangiorgio dice che Il mistero della camera gialla è il film da salvare oggi in TV.
Su TV2000 alle ore 21:05.

È cominciata anche in Italia l'ottava stagione di Il trono di spade , che sarà l'ultima. La settima stagione, se vi ricordate, ci aveva diviso: qui trovate il Perché no di Fiaba Di Martino.

Il 24 aprile è la data in cui usciranno in Francia dvd e bluray di High Life di Claire Denis, con Robert Pattinson e Juliette Binoche. Ancora non è prevista un'uscita nelle sale italiane, ma per l'occasione rispolveriamo la recensione di un altro film invisibile della stessa regista.

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Michelle Yeoh è appena stata scelta da James Cameron per i tre sequel previsti di Avatar. Vi riproponiamo allora la locandina di Emanuela Martini scritta per il film del 2009.

La citazione

«Scrivere è anche non parlare (Marguerite Duras)»

scelta da
Marianna Cappi

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Recensione pubblicata su FilmTv 34/2018

La settima musa


Regia di Jaume Balagueró

Jaume Balagueró sa girare, sa scandire il montaggio con ritmo e tempismo esatto, sa costruire atmosfere suggestive e inquietanti avvalendosi di tutta la gamma dei grigi e dei blu (macchiati all’improvviso di rosso) e giocando sulle location esterne (in questo caso irlandesi, gotiche per definizione) e su particolari, scorci, riflessi, angoli oscuri degli interni. Sarebbe un bravo regista Balagueró, se sapesse scrivere una sceneggiatura. Invece, purtroppo, disperde il racconto lungo troppe tracce che non è poi capace di ricondurre a una fusione coerente, si smarrisce fra troppe sollecitazioni diverse, accumula elementi che finiscono per non amalgamarsi. Con uno script completamente fuori controllo (nonostante nasca da un romanzo, La dama numero tredici di José Carlos Somoza, adattato dal regista con Fernando Navarro), La settima musa, terminata la parte iniziale in cui vengono identificati gli elementi e i personaggi chiave della storia, procede per accumulo di scene più o meno inquietanti o terrificanti, più o meno sanguinose o disturbanti. Il tutto condito - visto che due dei protagonisti sono professori di letteratura all’università di Dublino - di riferimenti colti, soprattutto Dante (l’Inferno, che apre il film) e Shakespeare (la Dama nera dei Sonetti), senza dimenticare strizzate d’occhio a Blake, Milton, Gustave Doré (per le illustrazioni), ma anche ai più contemporanei Dan Brown (Il codice Da Vinci) e Clive Barker (i cenobiti di Hellraiser). La storia del professore incastrato in un intrigo di sesso e stregoneria si risolve così in un collage piuttosto disarticolato di sequenze a effetto.

I 400 colpi

PMB
1
EM
5
RMO
5
GS
4
media
3.8
La settima musa (2017)
Titolo originale: Muse
Regia: Jaume Balagueró
Genere: Horror - Produzione: Spagna/Francia/Belgio/Irlanda - Durata: 107'
Cast: Elliot Cowan, Franka Potente, Joanne Whalley, Ana Ularu, Leonor Watling
Sceneggiatura: Jaume Balagueró, Fernando Navarro

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Emanuela Martini

Capelli rossi, lettrice forte, brutto carattere (dicono). La prima volta mi hanno portata al cinema che avevo tre anni. Ci stavo dalle 2 alle 8, orario continuato. Praticamente, non ne sono più uscita: adesso ci sto anche dalle 8 alle 20, e a volte pesa. Ma la passione resta e non mi annoio (quasi mai). Onnivora: mi piace tutto (quando mi piace). Autori di culto: Michael Powell e Robert Altman. Serie: Twin Peaks e I Soprano forever. Rimpiango il cinema americano anni ’70 e il metabolismo dei trent’anni. Vivo in un disordine "escheriano", tra libri, oggetti, dvd, foto, abiti e scarpe, con Lucrezia, gatta petulante di 19 anni. Credo allo Stregatto (quello di Alice): qui in giro aleggia il sorriso di Blimp, Sibella e Oreste.


Emanuela Martini

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