BlacKkKlansman di Spike Lee - la recensione di FilmTv

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Su Cine Sony alle ore 06:40.

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Il blu è un colore caldo, soprattutto se si tratta di un giallo di Simenon raccontato da Amalric.

Quando Rete 4 fu mandata sul satellite. Dialogo tra un canale televisivo e Tommaso Labranca.

La citazione

«What happened to Gary Cooper? The strong, silent type. That was an American. He wasn’t in touch with his feelings. He just did what he had to do. (David Chase - The Sopranos)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 39/2018

BlacKkKlansman


Regia di Spike Lee

Spike Lee è un predicatore: usa il cinema come fa un pastore con il sermone della domenica. Parla, urla, sbraccia, eccede, si ripete: il messaggio giustifica lo stile, lo stile amplifica il messaggio. Con il suo titolo da mash-up iconoclasta, la sua storia vera virata in farsa, le sue immancabili lezioni di storia, anche BlacKkKlansman, commedia Seventies sfacciata e comica, è soprattutto un ipertesto sull’identità black negli Stati Uniti. L’agente dell’FBI nero che nei primi anni 70, a Colorado Springs, si spaccia al telefono per bianco e riesce a infiltrarsi nella locale sezione del Ku Klux Klan, facendosi poi rappresentare nelle riunioni da un collega bianco (ed ebreo), è la sintesi di una condizione che ha nel travestimento e nella negazione delle origini la garanzia della sopravvivenza. E di un discorso sulla razza che per gli americani è una continua negazione delle radici sociali ed economiche del paese. Le parrucche afro di BlacKkKlansman, i pugni chiusi nelle assemblee dei Black Panther, le citazioni della blaxploitation, la rievocazione dei linciaggi degli anni 20 (da parte di un sopravvissuto interpretato da Henry Belafonte) sono l’equivalente della felpa col cappuccio di Trayvon Martin o della musica troppo alta di Jordan Davis: sono la divisa di un popolo che muore per il proprio aspetto. Che Spike Lee ribalti la questione contro i bianchi, vittime del loro stesso camuffamento dietro un cappuccio coi buchi, è un gesto ironico d’intelligenza sopraffina che basta alla natura politica del film e lo salva dalle cadute di ritmo di una trama che fatica ad arrivare fino in fondo.

I 400 colpi

AA
7
PA
7
PMB
7
AC
8
FDM
6
SE
7
IF
7
RM
7
MM
6
EM
7
FM
8
RMO
7
EMO
7
GAN
6
LP
5
ES
7
GS
6
FT
6
media
6.7
BlacKkKlansman (2018)
Titolo originale: BlacKkKlansman
Regia: Spike Lee
Genere: Biografico/Poliziesco - Produzione: Usa - Durata: 125'
Cast: John David Washington, Adam Driver, Topher Grace, Laura Harrier
Sceneggiatura: Spike Lee, David Rabinowitz, Charlie Wachtel, Kevin Willmott

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Roberto Manassero

Roberto Manassero lavora come selezionatore al Torino Film Festival, è capo-redattore del sito www.cineforum.it e collaboratore delle riviste Film Tv e Doppiozero. Ha scritto un libro su P.T. Anderson, uno su Hitchcock e uno sul melodramma hollywoodiano. Tra i curatori del programma del Circolo dei lettori di Novara, tiene lezioni di cinema in scuole, musei e associazioni cultura.


Roberto Manassero

Roberto Manassero lavora come selezionatore al Torino Film Festival, è capo-redattore del sito www.cineforum.it e collaboratore delle riviste Film Tv e Doppiozero. Ha scritto un libro su P.T. Anderson, uno su Hitchcock e uno sul melodramma hollywoodiano. Tra i curatori del programma del Circolo dei lettori di Novara, tiene lezioni di cinema in scuole, musei e associazioni cultura.

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