Mio figlio di Christian Carion - la recensione di FilmTv

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Simone Emiliani dice che La dominatrice è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 05:20.

Uno dei film più amati di Albertone, uno dei suoi personaggi più indimenticabili. La locandina è di Emanuela Martini.

Il 28 febbraio comincia in prima assoluta su Joi la terza stagione di una serie che abbiamo molto amato. Dove eravamo rimasti?

Il vincitore della Berlinale69 è Nadav Lapid, nostra vecchia conoscenza, con il film Synonymes . Vi ricordate quando presentammo Policeman su FilmtVOD?

Ricordiamo il grande cineasta francese, autore del monumentale Shoah , che ha dedicato la vita a indagare il possibile ruolo dell’immagine nella rappresentazione della storia.

Se fossi una donna sarei scandalizzata dal dibattito sulle quote rosa. Molto probabilmente non amerei essere identificata con un colore appiccicoso, infantile e nauseante come il rosa. Quando un uomo politico o un giornalista usa quel colore per identificare la presenza femminile non lo fa solo per scarsa fantasia, ma per tranquillizzarsi con l’immagine di una signorina dal grembiulino color confetto, tutta pizzi, trine, boccoli e totalmente inoffensiva. Se fossi una donna avrei preferito spaziare dal rosso incandescente al grigio glaciale.

La citazione

«sarà mica la maniera di lavorare… non si lavora così dai… ogni lavoro anche il più banale necessita di un minimo di regia»

scelta da
Andrea Bellavita

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Recensione pubblicata su FilmTv 39/2018

Mio figlio


Regia di Christian Carion

Durante un soggiorno in montagna nel Vercors con altri ragazzini, il figlio di una coppia separata scompare. La madre, Mélanie Laurent, avvisa il padre, Guillaume Canet, geologo sempre in giro per il mondo ma con talenti investigativi che fanno venire più di un sospetto (tipo che appartenga ai servizi segreti, ma la cosa non viene mai specificata). La gendarmeria mette posti di blocco in valle e fa scattare ricerche di routine, ma l’uomo capisce subito che si tratta di qualcosa di grave, un rapimento. Occorre una certa sospensione di incredulità per considerare verosimile che un bambino sparisca nel nulla in questo modo e che in una valle montanara dove si conoscono (presumibilmente) tutti scorrazzi impunemente una banda di pedofili. Superato questo scoglio Mio figlio è un thriller super interessante, soprattutto per come è stato realizzato (riprese in soli sei giorni!). Personaggi scritti in modo da restare ambigui, quasi appena abbozzati, soprattutto il protagonista che trascina il peso di tutto il film, di tutta l’indagine e di una risoluzione che impone l’opzione violenza, anche implacabile. Il regista Carion si affida alla macchina a mano di Eric Dumont, lo stesso direttore della fotografia di La legge del mercato e En guerre di Stéphane Brizé, un operatore d’assalto che fa un lavoro magnifico, “manniano” si parva licet (ma il riferimento non è casuale perché tra i riferimenti espliciti di Carion c’è Insider - Dietro la verità). Davvero eccellente Guillaume Canet, capace di affrontare alla grande registri diversi (come dimostra nell’ultimo Assayas, Non-Fiction).

I 400 colpi

SE
4
MG
7
RMO
5
media
5.3
Mio figlio (2017)
Titolo originale: Mon garçon
Regia: Christian Carion
Genere: Thriller - Produzione: Francia - Durata: 84'
Cast: Guillaume Canet, Mélanie Laurent, Olivier de Benoist, Marc Robert, Antoine Hamel, Lino Papa
Sceneggiatura: Christian Carion

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Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.


Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.

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