Padre di Giada Colagrande - la recensione di FilmTv

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Quando Rete 4 fu mandata sul satellite. Dialogo tra un canale televisivo e Tommaso Labranca.

La citazione

«Noi siamo orfani della Rivoluzione. E spesso pensiamo che non c'è più una vittoria possibile, che il mondo è disincantato e alla fine ci rassegniamo. Il cinema, al contrario, ci dice, a suo modo, che ci sono vittorie possibili anche nel mondo peggiore.... Non bisogna disperarsi. È quel che il cinema ci racconta, io credo. Ed è per questo che dobbiamo amarlo. (Alain Badiou)»

scelta da
Mariuccia Ciotta

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Recensione pubblicata su FilmTv 39/2018

Padre


Regia di Giada Colagrande

Giulia avverte la presenza del padre scomparso e cerca di stabilire un contatto con lui. Colagrande non è nuova al cimento in imprese ambiziose, ma in Padre - in sala con due anni di ritardo - si supera, costruendo un intrico di metafore occulte su una storia di perdita e accettazione del dolore. L’elaborazione del lutto passa dalla rievocazione del trapassato, attraverso il ricorso a pratiche arcane, tra misticismo teosofico e segreti degli alchimisti. I dervisci che ruotano divengono simbolo di trascendenza, in un cortocircuito tra realtà e finzione. A interpretare il padre è infatti Franco Battiato: i flashback sono immagini di repertorio e i quadri opere da lui realizzate. Il bagaglio metafisico in eccesso appesantisce l’incedere narrativo, ma Padre resta un’opera affascinante, sotto i panni della performance minimalista.

I 400 colpi

MC
6
ES
6
RS
7
media
6.3
Padre (2016)
Titolo originale: -
Regia: Giada Colagrande
Genere: Drammatico - Produzione: Italia/Usa - Durata: 90'
Cast: Giada Colagrande, Willem Dafoe, Franco Battiato, Marina Abramovic, Claudio Colombo, Carlo Guaitoli, Fabio Balasso, Annalisa Canfora, Gemma Carbone, Alice Colombo
Sceneggiatura: Giada Colagrande, Claudio Colombo

Pallini di FilmTv

Humour
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo

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Emanuele Sacchi

Nato nella città delle due discoteche e 106 farmacie, presto smarrito nei meandri del rock e del cinematografo. È ingegnere informatico, benché si finga pensatore umanista. Giornalista pubblicista, critico cinematografico e musicale, collabora con FilmTv, MYmovies.itRumore, Filmidee, Asiaexpress ed è direttore della testata web Hong Kong Express (www.hkx.it). È autore di 50x35mm - Soundtrack Rumorose (Homework, 2016), con Stefano Locati di Il nuovo cinema di Hong Kong - Voci e sguardi oltre l'handover (Bietti, 2014) e con Francesca Monti di Richard Linklater - La deriva del sogno americano (Bietti, 2017). Film: Apocalypse Now (ma non Redux). Album: Forever Changes dei Love (anche per il titolo).


Emanuele Sacchi

Nato nella città delle due discoteche e 106 farmacie, presto smarrito nei meandri del rock e del cinematografo. È ingegnere informatico, benché si finga pensatore umanista. Giornalista pubblicista, critico cinematografico e musicale, collabora con FilmTv, MYmovies.itRumore, Filmidee, Asiaexpress ed è direttore della testata web Hong Kong Express (www.hkx.it). È autore di 50x35mm - Soundtrack Rumorose (Homework, 2016), con Stefano Locati di Il nuovo cinema di Hong Kong - Voci e sguardi oltre l'handover (Bietti, 2014) e con Francesca Monti di Richard Linklater - La deriva del sogno americano (Bietti, 2017). Film: Apocalypse Now (ma non Redux). Album: Forever Changes dei Love (anche per il titolo).

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