Sparring di Samuel Jouy - la recensione di FilmTv

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La citazione

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Simone Arcagni

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Recensione pubblicata su FilmTv 40/2018

Sparring


Regia di Samuel Jouy

Un film su uno sparring partner è cosa rara, in mezzo a un filone, quello pugilistico, affezionato alle storie di riscatto e abituato ai pugili suonati. Quello interpretato da Mathieu Kassovitz - diversamente giovane, 49 incontri alle spalle di cui appena 13 vinti, e uno ancora per chiudere la carriera - ha la sua grande occasione. Un boxeur di grido interpretato dal grande Souleymane M’Baye, già campione del mondo (per davvero, eh...) dei WBA super-lightweight, lo chiama insieme ad altri due sfigati per fargli da sparring. In gergo è chi le prende in allenamento. Il Nostro lo “serve” scrupolosamente fino all’umiliazione pubblica, di fronte agli occhi fieri della figlia ragazzina interpretata dall’esordiente Billie Blain, il personaggio migliore. Poi qualcosa accade, ma non una riscossa da film americano, qualcos’altro che non riveliamo, una specie di resilienza tra le corde (del ring). Quella del pugile di “Kassò” è una vita da mediano, molto più vicina al vero dei ritratti hollywoodiani celebri, ed era questo lo scopo. Anche nella messa in scena: l’intento di Samuel Jouy (esordiente pure lui dietro la macchina da presa, già attore soprattutto per la tv) era di non dare l’idea che i combattimenti fossero coreografati, bensì aspri, spigolosi e antispettacolari come nel pugilato da palestra. E va detto che Kassò i pugni se li è presi tutti (qualcuno lo ha anche dato), senza trucco e senza inganno. Nella storia ci sono delle prevedibilità, è dura essere originalissimi maneggiando situazioni come queste, ma l’intensità umana è alta e il film merita un giro.

I 400 colpi

MG
6
Sparring (2018)
Titolo originale: Sparring
Regia: Samuel Jouy
Genere: Sportivo - Produzione: Francia - Durata: 95'
Cast: Mathieu Kassovitz, Olivia Merilahti, Souleymane M'Baye, Billie Blain, Tomy Leconte, Lyès Salem, David Saracino, Ali Labidi, Jolente De Keersmaeker, Malik Bine
Sceneggiatura: Samuel Jouy, Jérémie Guez

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Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.


Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.

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