Il bene mio di Pippo Mezzapesa - la recensione di FilmTv

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Simone Emiliani dice che La dominatrice è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 05:20.

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Ricordiamo il grande cineasta francese, autore del monumentale Shoah , che ha dedicato la vita a indagare il possibile ruolo dell’immagine nella rappresentazione della storia.

Se fossi una donna sarei scandalizzata dal dibattito sulle quote rosa. Molto probabilmente non amerei essere identificata con un colore appiccicoso, infantile e nauseante come il rosa. Quando un uomo politico o un giornalista usa quel colore per identificare la presenza femminile non lo fa solo per scarsa fantasia, ma per tranquillizzarsi con l’immagine di una signorina dal grembiulino color confetto, tutta pizzi, trine, boccoli e totalmente inoffensiva. Se fossi una donna avrei preferito spaziare dal rosso incandescente al grigio glaciale.

La citazione

«Alice Harford: I do love you and you know there is something very important we need to do as soon as possible. - Dr. Bill Harford: What's that? - Alice Harford: Fuck.»

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Fabrizio Tassi

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Recensione pubblicata su FilmTv 40/2018

Il bene mio


Regia di Pippo Mezzapesa

Provvidenza è un paese fantasma (immaginario, pare una “città invisibile”, ma reale, perché esiste davvero in una località del subappennino dauno al confine con l’Irpinia) dell’entroterra pugliese devastato da un terremoto. Solo Elia (Sergio Rubini) si rifiuta di “evacuarlo”, lottando per mantenere viva la memoria del luogo e dei propri cari morti sotto le macerie (dove la parola chiave è: memoria). Il dialogo ininterrotto è soprattutto con l’amico tour operator interpretato da Dino Abbrescia, mentre il cognato sindaco fa di tutto per cacciarlo, così da poter mettere anche simbolicamente una pietra sopra le disgrazie del posto. Uno spunto idealistico da parte di Pippo Mezzapesa, anche sceneggiatore con Antonella Gaeta e Massimo De Angelis, perché dietro la storia di Elia e del villaggio fantasma non è difficile intravedere la metafora di un paese ben più grande, con la P maiuscola, che il passato tende a lasciarlo ben sepolto per non farci i conti. L’ingresso improvviso nella storia di una ragazza in fuga (Sonya Mellah) perché “clandestina” rende un po’ troppo programmatico il mescolarsi dei temi (anche in questo caso con la maiuscola) ma va detto che proprio lei è al centro di un finale molto bello, pienamente fiabesco. L’Elia di Rubini è qualche volta sopra le righe, come se le briglie dell’attore fossero state lasciate troppo sciolte; mi sono sinceramente domandato se un’inversione dei ruoli (Abbrescia al suo posto e viceversa) non avrebbe giovato al film. Che comunque rimane un UFO nella produzione italiana canonica, anche per questo interessante.

I 400 colpi

MC
6
SE
8
MG
6
RS
7
media
6.8
Il bene mio (2018)
Titolo originale: -
Regia: Pippo Mezzapesa
Genere: Drammatico - Produzione: Italia - Durata: 94'
Cast: Sergio Rubini, Sonya Mellah, Teresa Saponangelo, Dino Abbrescia, Francesco De Vito, Michele Sinisi
Sceneggiatura: Pippo Mezzapesa, Massimo De Angelis, Antonella Gaeta

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Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.


Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.

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