Il bene mio di Pippo Mezzapesa - la recensione di FilmTv

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Alberto Pezzotta dice che Tepepa è il film da salvare oggi in TV.
Su Cine Sony alle ore 06:40.

Una serie tv da cominciare? Attenzione, perché secondo Alice Cucchetti è magnetica e non potrete fare a meno di finirla.

La figura del Papa è stato oggetto di recente di una delle nostre liste. Ma se il Papa, più che una presenza, fosse una specie di fantasma irraggiungibile? Ovviamente, secondo Marco Ferreri.

L'ultimo film di Paul Schrader, First Reformed , esce direttamente in dvd, ma per noi è il film della settimana. Ripercorriamo la carriera di questo regista con un ritratto di Roberto Manassero.

Il blu è un colore caldo, soprattutto se si tratta di un giallo di Simenon raccontato da Amalric.

Quando Rete 4 fu mandata sul satellite. Dialogo tra un canale televisivo e Tommaso Labranca.

La citazione

«Alice Harford: I do love you and you know there is something very important we need to do as soon as possible. - Dr. Bill Harford: What's that? - Alice Harford: Fuck.»

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Fabrizio Tassi

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Recensione pubblicata su FilmTv 40/2018

Il bene mio


Regia di Pippo Mezzapesa

Provvidenza è un paese fantasma (immaginario, pare una “città invisibile”, ma reale, perché esiste davvero in una località del subappennino dauno al confine con l’Irpinia) dell’entroterra pugliese devastato da un terremoto. Solo Elia (Sergio Rubini) si rifiuta di “evacuarlo”, lottando per mantenere viva la memoria del luogo e dei propri cari morti sotto le macerie (dove la parola chiave è: memoria). Il dialogo ininterrotto è soprattutto con l’amico tour operator interpretato da Dino Abbrescia, mentre il cognato sindaco fa di tutto per cacciarlo, così da poter mettere anche simbolicamente una pietra sopra le disgrazie del posto. Uno spunto idealistico da parte di Pippo Mezzapesa, anche sceneggiatore con Antonella Gaeta e Massimo De Angelis, perché dietro la storia di Elia e del villaggio fantasma non è difficile intravedere la metafora di un paese ben più grande, con la P maiuscola, che il passato tende a lasciarlo ben sepolto per non farci i conti. L’ingresso improvviso nella storia di una ragazza in fuga (Sonya Mellah) perché “clandestina” rende un po’ troppo programmatico il mescolarsi dei temi (anche in questo caso con la maiuscola) ma va detto che proprio lei è al centro di un finale molto bello, pienamente fiabesco. L’Elia di Rubini è qualche volta sopra le righe, come se le briglie dell’attore fossero state lasciate troppo sciolte; mi sono sinceramente domandato se un’inversione dei ruoli (Abbrescia al suo posto e viceversa) non avrebbe giovato al film. Che comunque rimane un UFO nella produzione italiana canonica, anche per questo interessante.

I 400 colpi

MC
6
SE
8
MG
6
RS
7
media
6.8
Il bene mio (2018)
Titolo originale: -
Regia: Pippo Mezzapesa
Genere: Drammatico - Produzione: Italia - Durata: 94'
Cast: Sergio Rubini, Sonya Mellah, Teresa Saponangelo, Dino Abbrescia, Francesco De Vito, Michele Sinisi
Sceneggiatura: Pippo Mezzapesa, Massimo De Angelis, Antonella Gaeta

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Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.


Mauro Gervasini

Mauro Gervasini è direttore editoriale di Film Tv e di questo sito (filmtv.press) e consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Insegna Linguaggi audiovisivi all'Università dell'Insubria ed è autore della prima monografia italiana dedicata al "polar" ("Cinema poliziesco francese", 2003). Ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare sul cinema francese. John Ford, Anthony Mann, Jean-Pierre Melville, Michael Mann, Julien Duvivier, Michael Cimino e Akira Kurosawa i suoi cineasti preferiti, ma è convinto che il film da rivedere almeno una volta all'anno sia La dolce vita di Federico Fellini.

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