La strada dei Samouni di Stefano Savona - la recensione di FilmTv

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Mauro Gervasini dice che Il buono, il brutto e il cattivo è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 21:10.

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Il banco di prova di un'intelligenza di prim'ordine è la capacità di tenere due idee opposte in mente nello stesso tempo e, insieme, di conservare la capacità di funzionare (Francis Scott Fitzgerald)»

scelta da
Emanuela Martini

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Recensione pubblicata su FilmTv 40/2018

La strada dei Samouni


Regia di Stefano Savona

La piccola Amal dice di non saper raccontare. Ma poi disegna con il suo corpo e le sue parole un grande albero che non esiste più, un sicomoro di 150 anni almeno, che stava al centro della strada dei Samouni. Intorno solo macerie e case diroccate. Ciò che è sopravvissuto all’operazione Piombo fuso (2009), quando l’esercito israeliano fece una strage nel quartiere di Zeitun, a Gaza, abitato da contadini. C’è il documento, l’incontro di Stefano Savona coi sopravvissuti, la vita quotidiana, la preparazione di un matrimonio, per continuare e credere nel futuro. E c’è l’animazione, i graffi di Simone Massi (e della sua squadra di disegnatori), che scavano la materia nera dell’oblio, per tirarne fuori la memoria viva, vibrante, della felicità perduta, della violenza insensata, dell’orrore. Nessun compiacimento o facile indignazione. La Palestina - tra fatalismo, sessismo patriarcale e mistica del martirio, tra Hamas, Fatah e Jihad in gara per «appropriarsi delle condoglianze» - non è certo l’Eden. Ma è terra di esseri umani privati della loro libertà e dignità, che si chiedono in lacrime «perché dobbiamo soffrire tanto»? Il cinema di Savona è sensibile, acuto, incalzante ma giustamente invisibile. L’animazione di Massi è potente, è il “negativo” della realtà, che ne fotografa l’anima segreta, il ricordo intimo, il rimosso. Ciò che non si può rappresentare, per non rischiare di banalizzarlo, è meglio immaginarlo: il disegno lo rende reale. C’è anche la visione (ricreata) dal drone, a ricordarci che è tutto vero. Ma la verità sta negli occhi di Amal, nelle schegge di missile dentro la sua testa, nella storia invisibile disegnata nella sua memoria.

I 400 colpi

PA
9
AF
8
MG
7
RM
7
MM
7
EMO
8
GAN
8
LP
7
ES
8
GS
8
FT
8
media
7.7
La strada dei Samouni (2018)
Titolo originale: -
Regia: Stefano Savona
Genere: Documentario - Produzione: Italia/Francia - Durata: 128'

Sceneggiatura: Stefano Savona, Léa Mysius, Penelope Bortoluzzi
Musiche: Giulia Tagliavia
Montaggio: Luc Forveille
Fotografia: Stefano Savona

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Fabrizio Tassi

Critico cinematografico, giornalista professionista, ma anche scrittore, autore di opere teatrali, direttore artistico di festival culturali, docente di cinema per scuole, enti, associazioni. Vicedirettore di Cineforum, rivista e sito, oltre a collaborare con FilmTv scrive anche per Micromega. L'incontro con l'animatore marchigiano Simone Massi ha prodotto un libro (Nuvole e mani per minimum fax), un documentario (Animata resistenza, regia di Girotto-Montagner, Leone nel 2014 per il Miglior documentario sul cinema ) e la sigla della Mostra del cinema di Venezia. Appassionato di montagna, libri e filosofia (soprattutto orientale). Ottimo camminatore. 

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